5 Settembre 2026
Il giorno in cui tutto risplende
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,1-5
Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Il commento
“Il Figlio dell’uomo è signore del sabato” (6,5).
L’episodio evangelico ci invita a riscoprire una delle pagine più belle della teologia ebraica, quella che esalta lo Shabbat. Dovremmo usare questo vocabolo, così ricco di significato, piuttosto che quello banale che ci offre la traduzione italiana.
Stando alla tradizione più pura del giudaismo, lo Shabbat è il giorno in cui l’uomo rialza la testa per contemplare la bellezza del creato e Colui che lo ha plasmato; il giorno in cui rende gloria a Dio per la sua magnificenza ma prende anche coscienza, e con grande stupore, di essere solo un’umile creatura alla quale Dio ha affidato il compito di governare la terra (Sal 8). Il giorno in cui la comunità dei credenti si raccoglie nella sinagoga per celebrare le meraviglie che Dio compie nella storia quotidiana. Il giorno in cui l’uomo dichiara che la libertà di cui gode non è una sua conquista, ma un dono inestimabile di quel Dio che lo ha creato a sua immagine (Gen 1, 26-28). Il primo e più grande dono che mostra tutta la fiducia che Dio ripone nell’uomo. Lo Shabbat è il giorno della libertà, quello in cui Israele fa memoria dell’esodo e celebra quel Dio che è intervenuto “con mano potente e braccio teso” per liberare il suo popolo.
Riconoscere ed esaltare la gloria di Dio non significa offuscare o sminuire la centralità dell’uomo. Al contrario, quando l’uomo vive in pienezza, ed esercita con responsabilità la sua libertà, che Dio viene glorificato. Lo Shabbat è il giorno in cui risplende quella che Papa Leone chiama la magnifica humanitas.
Questa splendida teologia era stata offuscata da una selva di precetti che, nel generoso tentativo di preservare la festa sabbatica, avevano finito per nascondere la sua luce. La nuova alleanza, che Gesù viene a realizzare (5, 36-38), comporta anche una nuova interpretazione dello Shabbat che ritorna all’origine e fa della sosta settimanale una celebrazione in cui l’umano e il divino s’intrecciano. È il primo annuncio di quel dies Domini che vedrà la luce nel giorno della resurrezione.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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