7 Settembre 2026
Il Vangelo in azione
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,6-11
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
Il commento
“Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare” (6,6).
Inizia così il brano evangelico. Si tratta di un racconto di guarigione eppure l’evangelista richiama il ministero della Parola. Evidentemente, vuole sottolineare che Gesù è “un profeta potente in opere e in parole” (Lc 24,19), come apparirà esplicitamente nella pagina di Emmaus.
Il legame tra parola e gesti è strutturale: non sappiamo il contenuto dell’insegnamento ma possiamo dire che la guarigione conferma, cioè dona forza e credibilità alla parola. È quello che scrive Marco nelle parole conclusive del suo Vangelo quando presenta l’esperienza missionaria: gli Undici
“partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano” (Mc 16,20).
I prodigi non solo confermano la parola ma diventano essi stessi una parola, cioè un annuncio di quello che Dio vuole compiere per restituire all’uomo la sua dignità. È molto importante custodire il legame tra parola e gesti, annuncio e testimonianza. La Chiesa nasce dalla Parola e si nutre costantemente della Parola ma, come ricordava saggiamente Paolo VI, “la vita di preghiera, l’ascolto della parola e dell’insegnamento degli apostoli, la carità fraterna vissuta, il pane spezzato, non acquista tutto il suo significato se non quando essa diventa testimonianza, provoca l’ammirazione e la conversione” (Evangelii nuntiandi, 15).
“C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata” (6,7). Gesù insegna ma non chiude gli occhi sulla realtà, quell’uomo non chiede nulla ma certamente spera di ricevere la guarigione. Luca sottolinea che si tratta della mano “destra”, un dettaglio che non troviamo nella versione di Marco (3, 1-6), quella che normalmente viene utilizzata nell’attività ordinaria. Un impedimento oggettivo e umiliante per un uomo che ha il dovere di provvedere al sostentamento della sua famiglia. Gesù interviene, guarisce la mano e gli dona la possibilità di vivere da protagonista. La parola si fa carne. Il Vangelo in azione.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).


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