BRICIOLE DI VANGELO

9 Settembre 2026

La prima parola

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 6,20-26

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Il commento

“Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva…” (6,20).

Nel Vangelo di Luca l’insegnamento delle beatitudini segue immediatamente la chiamata dei Dodici (6, 12-16). È la prima parola che Gesù consegna agli amici più stretti, a quelli che Lui stesso ha scelto come compagni di viaggio. Una sorta di discorso programmatico, quello che pone le basi della missione che sarà loro affidata.

Questa prefazione non contiene indicazioni sulle cose che dovranno fare ma descrive la carta d’identità del discepolo, quello che devono essere. Agere sequitur esse, ricorda con saggezza san Tommaso d’Aquino. È solo una premessa ma è assolutamente indispensabile se vogliamo capire la logica del Vangelo. Si parte sempre dalla conversione personale.

L’insegnamento di Gesù è fondato sul contrasto tra la situazione presente e quella futura. Solo la prima beatitudine è tutta al presente: “Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio” (6,20). Il Regno non appartiene ad un lontano futuro ma è già donato a coloro che, sulle orme del Maestro, scelgono la povertà. Il racconto della pesca miracolosa termina con questa precisa annotazione: “lasciarono tutto e lo seguirono” (Lc 5,11).

È questo il paradosso del Vangelo: chi è disposto a lasciare tutto, riceve molto di più. Chi rinuncia a misurare la vita con i beni materiali scopre che… Dio solo basta, come diceva santa Teresa d’Avila. È facile notare il contrasto: agli occhi del mondo i poveri sono bisognosi perché privi dei beni essenziali. In realtà, chi sceglie Dio riceve una pienezza che la ragione non può neppure immaginare. Siamo soliti progettare la vita secondo il criterio della felicità individuale. Una ricerca affannosa e spesso non priva di delusioni. Gesù invece chiede ai discepoli di mettere Dio al primo posto in modo da ripetere le parole del salmo: “Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene” (Sal 16,2). È questa la prima parola da comunicare ed è la premessa per fare della vita uno frammento di quel Regno che Dio vuole donare a tutti.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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