15 Settembre 2026
La casa dell’accoglienza
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 19,25-27
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Il commento
“In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre…” (19,25).
C’erano anche altre persone ai piedi della croce, un minuscolo drappello di discepoli, ma l’attenzione è tutta rivolta a Maria di Nazaret. È Lei al centro della scena, unica protagonista, è Lei che riceve una nuova chiamata, il primo annuncio di quella maternità che, da quel giorno, accompagna tutta la storia dell’umanità. Gesù aveva insegnato ai discepoli la preghiera dei figli (Mt 6, 9-13). Donando la Madre ci insegna a vivere come figli.
- Maria, infatti, è la figlia dell’Eterno Padre ed ha vissuto ogni cosa in obbedienza all’Onnipotente, fino all’eccomi dell’annunciazione che ha sigillato in modo definitivo la sua vocazione.
- Ed è anche la Madre dell’Eterno Figlio. Da Nazareth a Gerusalemme la vicenda di Maria è segnata dalla presenza del Figlio. A Nazareth l’angelo dice: “concepirai e darai alla luce un figlio” (Lc 1,31). E quando tutto si compie è proprio quel Figlio che, indicando il discepolo, dice alla Madre: “Ecco tuo figlio” (Gv 19,26). Le chiede dunque di continuare il suo ministero materno.
La maternità di Maria è legata esclusivamente a Gesù. Per questo, accogliendoci come figli, lei vede in noi suo figlio Gesù e null’altro desidera, se non vedere crescere in noi l’immagine del figlio.
In obbedienza alla parola di Gesù, Maria accoglie il discepolo e il discepolo accoglie la Madre. La croce diventa così la casa dell’accoglienza. Quanto più accogliamo Maria come nostra Madre tanto più siamo uniti a Gesù. La Vergine porta nella nostra vita la luce di Dio e ci insegna ad accogliere ogni sofferenza e ogni fatica come un’opportunità per partecipare più intimamente all’opera salvifica che Dio realizza mediante la Chiesa. Oggi vi invito a pregare con le parole della liturgia:
“O Signore, che ci hai nutriti con i sacramenti della redenzione eterna,
fa’ che nella memoria della beata Vergine Maria,
partecipe della passione del Figlio,
portiamo a compimento, a favore della Chiesa,
ciò che manca in noi dei patimenti di Cristo”
(orazione dopo la Comunione).
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).


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