Possiamo amare moltissimo un animale. Possiamo piangerne la morte, conservarne una fotografia, ricordare le sue abitudini, sentire per anni la mancanza di quel muso che ci aspettava dietro una porta. Nessuno ha bisogno di sminuire questo affetto per dire una cosa diversa: un cane non è un figlio, un gatto non è una persona e una tomba non è semplicemente il luogo dove mettiamo tutto ciò che abbiamo amato. Per questo faccio fatica a considerare un «atto di civiltà» la proposta di legge veneta che consentirebbe di tumulare le ceneri degli animali d’affezione nella tomba o nel loculo del proprietario, cosa che avviene già in altre Regioni purtroppo. La persona umana vale infinitamente di più e una società civile dovrebbe saper custodire proprio questa differenza.
Mi colpisce, ancora una volta, quanto sia facile smarrire il senso delle parole. Papa Francesco aveva intuito bene il problema quando mise in guardia dall’eccesso di umanizzazione degli animali. Non lo faceva certo per autorizzare la crudeltà o l’indifferenza verso il creato. Al contrario: Laudato si’ ci ricorda con forza che ogni creatura ha un valore proprio davanti a Dio e merita cura e rispetto. Ma proprio nello stesso testo Francesco chiarisce che questo non significa «equiparare tutti gli esseri viventi» né togliere all’essere umano «quel valore peculiare» che gli è proprio. Parla della «dignità unica» della persona umana.
Dimentichiamo inoltre che la tomba cristiana viene posta in un camposanto e racconta una storia che non è soltanto quella del nostro affetto. Racconta la storia di una persona, di un corpo che ha vissuto, amato, sofferto, generato, scelto, peccato e sperato. È il luogo della memoria di qualcuno che ha ricevuto un nome e una vocazione irripetibile. È il luogo nel quale la fede proclama che quella persona non è finita nel nulla, perché attende la risurrezione.
Sinceramente poi non posso non ricordare che in Italia abbiamo assistito a battaglie durissime contro la sepoltura dei feti abortiti, perché ciò che viene considerato una possibile offesa alla dignità e all’autodeterminazione della donna. E allora siamo pronti a scagliarci come belve contro un atto di pietà nei confronti di un bambino non nato e invece dovrebbe essere considerato invece un segno di civiltà quando si parla delle ceneri di un animale? Non ci sembra di peccare di una grande ipocrisia? Riflettiamo gente, riflettiamo. Equiparare gli animali agli uomini non è un atto di civiltà.
Il Caffè sospeso...
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Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!
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1 risposta su “Un posto al cimitero per ogni amore”
Trovo che sia davvero un grande «atto di civiltà» la proposta di legge veneta che consentirebbe di tumulare le ceneri degli animali d’affezione nella tomba o nel loculo del proprietario. Le altre Regioni che già lo permettono hanno evidentemente capito quanto sia importante per molte persone sole restare per sempre insieme a un animale che spesso ha rappresentato l’unica compagnia e l’unico affetto della loro vita. La sepoltura dei feti abortiti non c’entra niente con questo tema ed è giusto rispettare la dignità e l’autodeterminazione delle donne.