Ma “sexy” e “bello” sono sinonimi?
Al giorno d’oggi essere “sexy” è quasi un dovere. Ma la bellezza, quella vera, è la stessa cosa? Assolutamente no. Dovremmo educare i nostri figli al pudore. Una parola antica, ma sempre nuova.
Guai a chi osa mettere le mani sull’aborto in Italia. Il quotidiano “la Repubblica” parla di “sbarco degli antiabortisti sulle coste dei consultori” che sono i luoghi dove la donna si rivolge per chiedere aiuto. Eppure anche la legge 194 in sottofondo dice che bisogna cercare di aiutare la donna a non abortire.
La legge 194 in 43 anni di applicazione è costata allo Stato dai 4,1 ai 5,6 miliardi di euro per l’aborto di 6 milioni di bambini e bambine. Circa 120 milioni di euro l’anno. Chissà quante donne che hanno scelto di abortire per motivi economici, si sarebbero potute aiutare ad accettare il figlio o la figlia. E fra le bambine nate, oggi ci sarebbero a loro volta altre mamme. La crisi demografica nasce anche da questo.
Durante l’omelia nella Santa Messa celebrata la domenica dell’Ascensione del Signore, il Papa ha fatto riferimento alla “custodia del fratello”. Quando mi oppongo al Ddl Zan io cerco di fare esattamente questo: custodire mio fratello.
Alcune importanti Associazioni pro life tra cui anche il Movimento per la Vita Italiano hanno fatto ricorso al Tar del Lazio per discutere della pillola dei “5 giorni dopo” (EllaOne). Motivo? Deficit informativo circa le capacità antinidatorie e tossiche del farmaco. Il Tribunale calendarizza l’udienza pubblica.
Nascosta fra le parole dell’improponibile Ddl Zan c’è anche la maternità surrogata, chiamata gentilmente “solidale”. Ma che cosa c’è di solidale in una donna che vende il proprio figlio?
La cultura laica si sforza di differenziarsi da quella cristiana soprattutto quando si parla di amore tra un uomo e una donna. Ma esiste davvero una differenza tra il bacio cristiano e quello laico?
Qual è il significato della fede nuziale? È semplicemente un anello o il segno visibile di una promessa d’eternità? La cultura laica si sforza continuamente di rendersi differente ed alternativa al concetto di amore di coppia che il cristianesimo propone. A volte lo ridicolizza ma il matrimonio che la cultura laica propone può diventare ben presto ostaggio del divorzio.
C’è poco da applaudire! Sui cartelloni dei manifestanti pro eutanasia c’è la solita scritta “il corpo è mio”, “la vita è mia”, cioè decido io. Gli stessi concetti usati per l’aborto di Stato. Ma dimentichiamo che l’eutanasia è l’ennesima sconfitta del bene comune.