{"id":29921,"date":"2019-11-06T09:44:42","date_gmt":"2019-11-06T08:44:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/?p=29921"},"modified":"2019-11-07T09:08:34","modified_gmt":"2019-11-07T08:08:34","slug":"se-non-sai-di-essere-unaquila-ti-muoverai-sempre-come-un-pollo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2019\/11\/06\/se-non-sai-di-essere-unaquila-ti-muoverai-sempre-come-un-pollo\/","title":{"rendered":"\u201cSe non sai di essere un\u2019aquila, ti muoverai sempre come un pollo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dalla cattedra, soprattutto in una terza media, riesci a vedere tanti incroci. E vedi anche gli sguardi smarriti di chi non sa dove andare. Scorgi l\u2019espressione interrogativa in fondo all\u2019anima di questi ragazzi alle prese, forse per la prima volta nella loro vita, con una domanda difficile da rispondere. Quando, dalla cattedra, scorgo queste ansie, il mio pensiero ritorna alla scena finale di un film del 2000. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Cast Away<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> racconta la storia di<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">un ingegnere che lavora per FedEx. A Natale, deve abbandonare il pranzo con i parenti per partire urgentemente. Una violenta tempesta, per\u00f2, si abbatte sul suo aereo che precipita in mezzo all\u2019Oceano. Sopravvive miracolosamente all\u2019incidente, si mette in salvo e scopre di essere l\u2019unico superstite su un\u2019isola deserta. Con lui, sulla spiaggia, finiscono anche un cadavere (il pilota) e alcuni pacchi. L\u2019uomo \u00e8, cos\u00ec, costretto a fare di tutto per sopravvivere sull\u2019isola: impara a nutrirsi, a lavarsi, a dissetarsi, a vivere, nonostante lo strazio della solitudine e i mille pensieri che lo opprimono. Trova un \u201camico\u201d: una palla, su cui disegna il viso e a cui d\u00e0 il nome di\u00a0Wilson. A fargli compagnia c\u2019\u00e8 anche un misterioso pacco che decide di non aprire lasciando che rimanga un mistero. Passano quasi cinque anni e, ormai rassegnato a vivere sull\u2019isola senza che nessuno possa trovarlo, un giorno, riesce a partire finendo alla deriva in mare aperto. Si \u00e8 quasi arreso alla morte, quando viene trovato da una nave e portato alla salvezza. Qualche tempo dopo, tornato a casa, si reca personalmente in Canada per consegnare il pacco che gli ha fatto compagnia tanto tempo. Sul pacco lascia un biglietto in cui spiega che gli ha salvato la vita. Allontanandosi si ferma a un incrocio. Il film finisce col protagonista fermo al centro dell\u2019incrocio che guarda il quadrivio, mentre sul suo volto appare un sorriso.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa scena finale, pi\u00f9 delle altre, mi torna in mente guardando, dalla cattedra, questi ragazzi cos\u00ec piccoli per prendere decisioni cos\u00ec importanti. Hanno, come il protagonista della scena descritta, davanti a loro molte strade che, per\u00f2, non lasciano intravedere una meta sicura. Come scegliere? Cosa scegliere? Da cosa farsi aiutare in questo momento? Da chi? Come? Sono tutte domande alla cui risposta la Scuola cerca di contribuire attraverso un insieme di attivit\u00e0 cosiddette di orientamento che dovrebbero portare i ragazzi a scegliere una scuola \u201csuperiore\u201d con una certa consapevolezza entro il prossimo gennaio, quando verr\u00e0 aperta la piattaforma apposita. La Scuola, a dire il vero, non \u00e8 la sola agenzia a doversi fare carico di questo accompagnamento: pi\u00f9 di essa \u00e8 impegnata la famiglia. Ma anche le comunit\u00e0 sociale ed ecclesiale dovrebbero fare la propria parte.\u00a0<\/span><\/p>\n<blockquote><p><b>Leggi anche: <\/b><a href=\"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2019\/10\/11\/la-scuola-e-laica-ma-che-vuol-dire\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">La Scuola \u00e8 laica, ma che vuol dire?<\/span><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Chi ha figli in questa fase conosce il dramma che talvolta si vive. La paura comune \u00e8 condensata nella domanda: e se sbaglio che succede? In certi casi si scomoda persino l\u2019angoscia. Va detto che questi casi sono, comunque, da preferire rispetto a quelli di coloro che si avvicinano a questo difficile passo con superficialit\u00e0.\u00a0Cosa fare, dunque? E cosa non fare? Cominciamo da questa domanda. Sicuramente, come adulti (docenti o genitori) bisognerebbe stare alla larga dai propri desideri (peggio ancora se insoddisfatti in giovent\u00f9!) e comunque non proiettarli sulle fragili spalle dei ragazzi. Se un pap\u00e0, per capirci, da giovane non \u00e8 riuscito a realizzare un proprio sogno, non glielo deve realizzare il figlio! Se ad una mamma, altro esempio, non \u00e8 stato concesso in giovent\u00f9 di realizzare un proprio desiderio, non deve essere la figlia a compierlo! O almeno non necessariamente. Se un docente intravede in un suo studente un brandello del proprio passato, non deve riportarlo in vita attraverso il ragazzo. Ogni persona \u00e8 unica. Per dirla con la metafora del film, ognuno di noi ha il \u201cproprio pacco da consegnare\u201d. E pu\u00f2 farlo solo lui e a modo suo. Sono convinto che non sia vero che nessuno sia indispensabile. Credo che, nella visione vocazionale della vita che mi permea, ognuno sia indispensabile, ognuno abbia una propria missione sulla Terra, ognuno abbia un proprio motivo per esistere. Indipendentemente da eventuali visioni fideistiche della vita. Senza scomodare la fede, Cristiano Ronaldo sta facendo ci\u00f2 per cui \u00e8 nato? Non credo che sia un pesce fuor d\u2019acqua, quando calca i terreni di gioco. Quando <\/span><b>Giacomo Leopardi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> scriveva era senza dubbio un pesce in acqua! E nessun altro avrebbe potuto scrivere ci\u00f2 che ha scritto lui, come lo ha scritto lui! Lo pensiamo di queste grandi personalit\u00e0, perch\u00e9 non lo dovrei pensare di ogni mio alunno?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 un fatto di attitudini. E questo ci riporta alla prima delle due domande: cosa fare? Innanzitutto, aiutare il ragazzo a leggersi dentro. Ci\u00f2 non si fa negli ultimi mesi: dovrebbe essere un\u2019attitudine esistenziale proposta al ragazzo fin dai primi anni. La Scuola lo fa, nei migliori casi, proponendo test psicologici, letture, incontri con personalit\u00e0 accattivanti. I maestri della primaria potrebbero stuzzicare la riflessione dei piccoli con domande sui propri progetti \u201cda grande\u201d. Prima ancora, tuttavia, andrebbe proposta l\u2019idea di una progettualit\u00e0 nella vita: si tratta di un grande dono che si fa ai ragazzi in un mondo in cui il presente \u00e8 ipertrofico! I giovani di oggi vivono in un presente gigantesco che copre sia il passato che il futuro e questo non \u00e8 un bene perch\u00e9 non permette loro di vedere bene chi sono. Ai ragazzi della mia scuola, legger\u00f2 un breve racconto dell\u2019aquila che si credeva un pollo e il motivo \u00e8 proprio questo. Se il giovane non sa di essere un\u2019aquila fin dalla nascita, non prover\u00e0 mai a spiccare il volo alla maniera \u201cimperiale\u201d che gli sarebbe propria. Il fatto di appartenere al genere umano lo deve spingere a ricercare grandi cose. Se, poi, uno ha buoni esempi da ammirare, lo fa anche con pi\u00f9 convinzione e facilit\u00e0. Questo ci conduce alla riflessione sull\u2019importanza di mostrare a questi giovani, esistenze piene, gratificanti, soddisfatte, realizzate, appaganti. Ci riusciamo? Temo di no. E questo \u00e8 un problema. Se qualche volta i nostri giovani non ci piacciono, probabilmente, \u00e8 perch\u00e9 non ci piacciamo noi che siamo i loro modelli a cui tanto assomigliano. C\u2019\u00e8 molto da riflettere. Scendendo pi\u00f9 nel tecnico, contemporaneamente a questo lavoro di auto-lettura delle proprie attitudini, va presentato con completezza il panorama delle possibilit\u00e0 di scelta: ci\u00f2 contribuir\u00e0 ad una maggiore libert\u00e0 di. L\u2019ignoranza delle tante possibilit\u00e0 non rende veramente liberi di scegliere. Bisogna poi ricordare al ragazzo che si sceglie la scuola in base a ci\u00f2 che questa offre, non soffermandosi su ci\u00f2 che non ha: \u00e8 sbagliato, per esempio, scegliere il Liceo Scienze opzione scienze applicate perch\u00e9 \u201cnon c\u2019\u00e8 il latino\u201d oppure il Liceo classico \u201cperch\u00e9 non c\u2019\u00e8 la matematica\u201d, cosa che, tra l\u2019altro, non \u00e8 vera! Va ricordato ai genitori che non esistono solo i licei ma anche i professionali o gli istituti tecnici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">C\u2019\u00e8, infine, un aspetto poco tecnico di questo discorso che vorrei sottolineare: pregare per i nostri giovani perch\u00e9 se scelgono bene per il loro futuro, la comunit\u00e0 e la Nazione funzioneranno meglio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per i credenti, tutto questo discorso ha a che fare anche con la vocazione e la chiamata cristiana: si tratta di un momento di forte discernimento. Cosa vuole Dio da ognuno? Gli insegnanti credenti e i genitori possono accompagnare quest\u2019opera di discernimento anche con la preghiera. Ma potrebbe fare questo anche una comunit\u00e0: avete mai sentito, nelle nostre assemblee domenicali, di una intenzione di preghiera per la scelta dell\u2019indirizzo di studi da seguire per i nostri giovani? Probabilmente no. Io mai. E questo \u00e8 un grave male, perch\u00e9 vuol dire che non ci stiamo occupando bene di loro. Questo accompagnamento \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 scegliere vuol dire per forza di cose lasciare qualcosa: imboccare una strada significa non percorrere le altre. Lasciare una possibilit\u00e0 senza conoscerla fino in fondo, cio\u00e8 senza sapere dove conduce una strada (ricordate la scena finale del film?) \u00e8 un rischio, una scommessa<\/span><b>. Don Tonino Bello<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, probabilmente, nel suo immaginifico modo di scrivere, avrebbe chiosato dicendo: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">orientarsi, voce del verbo scommettere!<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> E non avrebbe torto. Quante responsabilit\u00e0 abbiamo noi adulti! Queste considerazioni, in particolare, rendono la cattedra un luogo molto scomodo, ma anche terribilmente affascinante. Per questo essere un insegnante non \u00e8 un lavoro per tiepidi che vogliono restare comodi. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla cattedra, soprattutto in una terza media, riesci a vedere tanti incroci. E vedi anche gli sguardi smarriti di chi non sa dove andare. Scorgi l\u2019espressione interrogativa in fondo all\u2019anima di questi ragazzi alle prese, forse per la prima volta nella loro vita, con una domanda difficile da rispondere. 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