{"id":42278,"date":"2021-09-22T09:30:31","date_gmt":"2021-09-22T07:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/?p=42278"},"modified":"2021-09-22T09:34:56","modified_gmt":"2021-09-22T07:34:56","slug":"da-dove-nasce-la-concupiscenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2021\/09\/22\/da-dove-nasce-la-concupiscenza\/","title":{"rendered":"Da dove nasce la concupiscenza?"},"content":{"rendered":"\n<p>Prima del peccato originale, l\u2019uomo e la donna sono in piena comunione. Dopo la trasgressione, le cose cambiano radicalmente e anche la differenza sessuale \u00e8 avvertita e compresa come un elemento di reciproca contrapposizione tra persone. Come ritrovare quell\u2019antica e autentica armonia?<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Il capitolo secondo della <em>Genesi<\/em> costituisce la pi\u00f9 antica descrizione e registrazione dell\u2019auto-comprensione dell\u2019uomo e, insieme al capitolo terzo, la prima testimonianza della coscienza umana. Dio modella l\u2019uomo con la polvere del suolo e gli soffia nelle narici il respiro che gli permette di vivere, poi pianta un giardino-frutteto in cui lo colloca con il duplice compito di coltivare e custodire. In mezzo al frutteto vi sono l\u2019albero della vita e l\u2019albero della conoscenza del bene e del male o albero della norma. Dei frutti di quest\u2019ultimo il Signore Dio proibisce all\u2019uomo di mangiare, pena la morte. L\u2019attivit\u00e0 di assegnare un nome agli animali sottolinea la singolare autorit\u00e0 dell\u2019uomo sopra la creazione: \u00e8 stato creato con uno statuto ontologico diverso dal resto degli animali e come Dio domina la creazione, cos\u00ec l\u2019uomo esercita un dominio sopra il creato. Dare il nome, infatti, \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 propriamente divina che indica il dominio sulla realt\u00e0 a cui il nome viene conferito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il dominio che l\u2019uomo esercita sulla creazione non lo appaga: \u201cNon trov\u00f2 un aiuto che gli fosse simile\u201d (<em>Genesi<\/em> 2, 20). Egli si presenta come il re di quel creato che tuttavia non \u00e8 capace di colmare il suo cuore. La sua vita non pu\u00f2 essere colmata con il solo lavoro, egli avverte una grande solitudine. In essa appare l\u2019originalit\u00e0 del soggetto umano in quanto individuo diverso da tutto il creato ed in essa egli scopre la capacit\u00e0 di autocoscienza della propria originalit\u00e0. Adamo solitario in un mondo di oggetti comprende che non si autodetermina con le cose che lo circondano. Anzi, la sua stessa identit\u00e0, quando guarda il creato, gli appare sconosciuta: qual \u00e8 il motivo della sua creazione e il motivo del suo legame con essa, se non \u00e8 capace di colmare la sua soggettivit\u00e0? Qual \u00e8 il suo posto nella totalit\u00e0 della creazione? Questa solitudine \u00e8 posta in risalto dal racconto biblico perch\u00e9 essa precede la creazione della donna. Di fronte alla noia e all\u2019angoscia di una vita tra le cose, Adamo entra in un sonno, il suo primo sonno, nel quale la vita cosciente si attenua, la libert\u00e0 si sospende e tutto ci\u00f2 che \u00e8 tipicamente umano s\u2019immerge nelle nebbie dell\u2019incoscienza. Sembra che Adamo voglia ritornare al nulla da cui \u00e8 venuto perch\u00e9 un mondo pieno solo di oggetti non merita di essere vissuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Creatore, allora, si rimette all\u2019opera e questa volta non usa pi\u00f9 la polvere del suolo ma una parte del corpo stesso dell\u2019uomo: una delle sue costole con la quale crea una (la) donna. Il torpore di Adamo (in ebraico <em>tardemah<\/em>) \u00e8 un profondo sonno in cui l\u2019uomo cade senza conoscenza o sogni. \u00c8 importante notare che l\u2019uomo non \u00e8 consultato n\u00e9 prima e n\u00e9 durante la creazione di Eva. La donna non \u00e8 stata fatta su ordinazione. Non \u00e8 una proiezione di desideri maschili. La donna \u00e8 pensata e fatta direttamente da Dio per il bene dell\u2019uomo. L\u2019uomo, al risveglio, se la ritrova davanti e, come agli animali, deve darle un nome. Il narratore biblico non si era dato la pena di riferire i nomi degli animali, invece d\u00e0 grande risalto al nome che l\u2019uomo inventa per la donna. Sono le prime parole umane riportate nella Bibbia, in <em>Genesi<\/em> 2, 23, ed esprimono l\u2019originalit\u00e0 di questo incontro: \u201cAllora l\u2019uomo disse: questa volta \u00e8 osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamer\u00e0 donna (<em>\u2019i\u0161\u0161\u0101h<\/em>),<em> <\/em>perch\u00e9 dall\u2019uomo (<em>\u2019\u00ee\u0161<\/em>) \u00e8 stata tolta\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019espressione di Adamo porta in s\u00e9 una nuova forma di conoscenza e cio\u00e8 il riconoscimento della propria identit\u00e0 nel riconoscimento della dignit\u00e0 e differenza della persona che gli si rende presente attraverso il suo corpo. \u00c8 importante rilevare come l\u2019incontro tra Adamo ed Eva sia stato possibile grazie alla presenza del corpo, \u201cmezzo\u201d che rende possibile la relazione con il mondo e con il corpo di un\u2019altra persona. Siamo di fronte al primo incontro che avviene tra l\u2019uomo e la donna ed \u00e8 proprio in questo incontro che ha luogo una rivelazione singolare della propria identit\u00e0 personale. \u00c8 in quel momento che Adamo prende coscienza di s\u00e9 di fronte alla presenza di sesso opposto comprendendo, solo allora, la sua solitudine e incompletezza che aveva sperimentato prima della creazione della donna. Adamo riconosce che la sua esistenza corporea (sessualmente differenziata) si spiega in maniera piena soltanto in unione con la donna. Riconosce, inoltre, che \u00e8 possibile comprendere il suo essere solo in questa \u201cunit\u00e0 duale\u201d o \u201cunit\u00e0 dei due\u201d. Egli riconosce che non \u00e8 possibile comprendere la propria esistenza al di fuori di questa unione originaria. La persona, formata di corpo e anima, possiede una qualit\u00e0 comunionale, ontologicamente aperta alla comunione con l\u2019altro, al dono di s\u00e9 per l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo essere come dono riguarda tutta la realt\u00e0 della persona, ma in modo particolare trova la sua espressione e realizzazione nella relazione uomo-donna attraverso la sessualit\u00e0, attraverso la corporeit\u00e0. Come scrive Giovanni Paolo II in una sua catechesi: \u201cIl corpo, con il suo sesso, (\u2026) racchiude fin <em>dal principio<\/em>, l\u2019attributo <em>sponsale<\/em>, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di esprimere quell\u2019amore appunto nel quale l\u2019uomo-persona diventa dono e &#8211; mediante questo dono &#8211; attua il senso stesso del suo essere ed esistere\u201d (XV,1). Il valore unico della persona pu\u00f2 essere affermato attraverso il dono di s\u00e9 che passa anche attraverso la sessualit\u00e0 che coinvolge l\u2019intera persona. Il dono, per essere tale, per\u00f2, deve essere <em>libero<\/em> da ogni costrizione che provenga dal sesso e dal corpo. Libert\u00e0 intesa come padronanza di s\u00e9, auto-dominio: solo in questo modo, infatti, l\u2019uomo riesce a donare tutto se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capitolo secondo della <em>Genesi<\/em> si conclude con il verso 25: \u201cOra tutti e due erano nudi, l\u2019uomo e sua moglie, e non provavano vergogna\u201d. Prima della disobbedienza, l\u2019uomo e la donna non si vergognano perch\u00e9 non hanno commesso nulla di cui vergognarsi e sono nudi perch\u00e9 non hanno nulla da nascondere. Il loro sguardo \u00e8 capace di penetrare il mistero che racchiude la corporeit\u00e0, senza vergogna, proprio perch\u00e9 s\u2019incentra sul significato sponsale, cio\u00e8 riferito alla comunione tra i due. La loro nudit\u00e0 \u00e8 peraltro nudit\u00e0 di marito e di moglie, non di due estranei; sono una sola carne e ciascuno dei due guarda pertanto il corpo dell\u2019altro come se fosse il suo <em>proprio<\/em> corpo e non \u00e8 di conseguenza imbarazzato nel posarvi sopra gli occhi. Tra i due vi \u00e8 una grande intimit\u00e0. La porta che apre questo spazio interiore \u00e8 il riconoscimento reciproco.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose cambiano, radicalmente, dopo la trasgressione: mangiare il frutto della conoscenza del bene e del male. La comunione presente tra i due, in seguito a tale infausto gesto, si trasforma in complicit\u00e0 e il complice \u00e8 inevitabilmente un nemico. Non si guarda, infatti, una persona allo<strong> <\/strong>stesso modo quando si viene a conoscenza di una sua colpa. Ci\u00f2 di cui si ha vergogna non<strong> <\/strong>\u00e8 in realt\u00e0 il corpo, ma la colpa. Si osserva, infatti, un cambiamento radicale nello sguardo di entrambi. Ora ciascuno, con la vergogna sopraggiunta, \u00e8 spinto a nascondersi per paura <em>dell\u2019altro se stesso<\/em>, che, non vedendo pi\u00f9 la profondit\u00e0 e il giusto valore di s\u00e9, tende a ridurlo ad un oggetto da far proprio. La<strong> <\/strong>vergogna di cui si parla in questo capitolo, quindi, \u00e8 un sentimento sociale e non personale; \u00e8 la perdita di dignit\u00e0 e di onore agli occhi di un altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La vergogna, che scaturisce dal peccato, introduce tra Adamo ed Eva una grande distanza, distruggendo l\u2019una sola carne. \u00c8 proprio in questo momento che il primo uomo e la prima donna non possono pi\u00f9 fare esperienza di quella nudit\u00e0 originaria nella quale il corpo era capace di manifestare tutta la profondit\u00e0 dell\u2019essere umano, quando ciascuno poteva vedere l\u2019altro con lo sguardo di Dio secondo la verit\u00e0 del suo essere. Quando entrambi cessano di essere l\u2019uno per l\u2019altro un dono \u201cdisinteressato\u201d, come era in <em>principio<\/em>, allora vedono che \u201csono nudi\u201d e nasce, tra loro, il riserbo e il pudore che \u00e8 l\u2019agire per indirizzare lo sguardo dell\u2019altro non su ci\u00f2 che si possiede, a livello fisico e sessuale, ma su ci\u00f2 che si \u00e8 e, quindi, verso gli occhi e l\u2019anima. Il corpo sessuato visto nel mistero della creazione, \u00e8 non soltanto sorgente di fecondit\u00e0 e quindi di procreazione ma racchiude in s\u00e9 l\u2019attributo <em>sponsale<\/em>, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di esprimere l\u2019amore nel quale l\u2019uomo-persona diventa dono attuando cos\u00ec il senso stesso del suo essere ed esistere. In questo modo la donazione vicendevole crea la comunione delle persone cio\u00e8 il dono reciproco mediante il loro corpo. \u00c8 questo significato ci\u00f2 che viene scombussolato dalla disobbedienza, rendendo, quindi, necessario l\u2019avvento del pudore.<\/p>\n\n\n\n<p>La necessit\u00e0 di nascondersi, al ritorno di Dio, sottolinea che, oltre alla vergogna, primo frutto dell\u2019albero della conoscenza del bene e del male, \u00e8 maturato un senso di paura di fronte a Dio: paura precedentemente ignota. \u00abIl Signore Dio chiam\u00f2 l\u2019uomo e gli disse: \u201cDove sei?\u201d. Rispose: \u201cHo udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perch\u00e9 sono nudo, e mi sono nascosto\u201d\u00bb (<em>Genesi<\/em> 3, 9-10). La nudit\u00e0 a cui si fa riferimento non \u00e8 soltanto corporale ma rappresenta anche l\u2019uomo privo della partecipazione al Dono che era stato la sorgente del proprio significato. <em>L\u2019immagine<\/em> <em>di<\/em> <em>Dio<\/em>, impressa nella creatura, subisce un danno. L\u2019uomo ora non riesce a dominare il proprio corpo con la stessa naturalezza dell\u2019uomo dell\u2019innocenza originaria. Il pudore, che nasce contestualmente alla vergogna e al desiderio sessuale smodato, \u00e8 sempre relativo alla propria sessualit\u00e0 nei riguardi dell\u2019altro essere umano. L\u2019uomo, dopo il peccato originale, guarda una donna per desiderarla. \u00c8 questo il motivo per cui Cristo in <em>Mt<\/em> 5, 27-28 parla del desiderio come adulterio commesso nel cuore umano. La differenza sessuale \u00e8 avvertita e compresa come un elemento di reciproca contrapposizione tra persone. Il pudore, conseguenza della concupiscenza, porta a chiudersi alla capacit\u00e0 di una piena comunione reciproca: \u00e8 come se la sessualit\u00e0 diventasse ostacolo nel rapporto personale dell\u2019uomo con la donna.<\/p>\n\n\n<blockquote>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2021\/01\/29\/se-vai-a-letto-con-qualcuno-solo-per-godere-non-lo-stai-amando\/\">Se vai a letto con qualcuno solo per \u201cgodere\u201d, non lo stai amando<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<p>In <em>Genesi<\/em> 3, 16 viene sottolineato, all\u2019interno del lungo monologo di Dio, il futuro rapporto di entrambi: \u201cVerso tuo marito sar\u00e0 il tuo istinto, ma egli ti dominer\u00e0\u201d. Le parole di Dio pronunciate nei confronti della donna sembrerebbero riferirsi ad una sorta di \u201cmenomazione\u201d o di disuguaglianza sociale di questa nei confronti dell\u2019uomo. Questa sorta di disuguaglianza, in realt\u00e0, non sar\u00e0 percepita solo dalla donna, ma da entrambi perch\u00e9 si riferisce non solo al rapporto coniugale dell\u2019essere una sola carne ma all\u2019intera relazione dei due: i due avvertiranno una mancanza di piena unit\u00e0. L\u2019uomo e la donna sono, a questo punto, minacciati dall\u2019insaziabilit\u00e0 del desiderio di quell\u2019unione e unit\u00e0, che non cessa di attrarre l\u2019uno all\u2019altro perch\u00e9 sono state pensate per vivere in \u201ccomunione\u201d. La concupiscenza (questo guardare distorto) indirizza i desideri dell\u2019uomo e della donna verso l\u2019appagamento del corpo, spesso a discapito di un\u2019autentica e piena comunione delle persone. Se tale impulso prevale da parte dell\u2019uomo, gli istinti che la donna volge verso di lui possono assumere un carattere analogo e forse talvolta prevengono il desiderio dell\u2019uomo, o tendono perfino a suscitarlo e a dargli impulso.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima del peccato, il corpo era capace di esprimere l\u2019amore con cui l\u2019uomo-persona diventa dono, avverando cos\u00ec il senso del proprio essere e del proprio esistere nella comunione delle persone ad \u201cimmagine di Dio\u201d. Il peccato limita e deforma quell\u2019oggettivo modo di esistere del corpo: sembra che proprio il cuore dell\u2019uomo non riesca pi\u00f9 a raggiungere quella profonda unione personale cos\u00ec da trasformare tale desiderio in una semplice attrazione fisica al pari del mondo animale. A motivo del corpo l\u2019uomo diviene oggetto per l\u2019uomo e la concupiscenza trasforma i rapporti personali riducendoli al corpo e al sesso: in questo modo i rapporti diventano incapaci di accogliere il dono reciproco della persona. Si ha la perdita della libert\u00e0 interiore del dono. L\u2019uomo e la donna possono diventare dono se ognuno di loro domina se stesso. Altrimenti il rapporto del dono si muta nel rapporto di appropriazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole di Ges\u00f9 nel discorso della montagna in <em>Mt<\/em> 5, 28: \u201cChiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u201d sembrano trasferire il significato dell\u2019adulterio dal corpo al cuore. Il Signore intavola un discorso molto pi\u00f9 profondo che si allontana dalla legislazione e dalla casistica dell\u2019adulterio per esaminare il desiderio dell\u2019uomo, un desiderio non pi\u00f9 innocente. L\u2019uomo che guarda \u201cper desiderare\u201d \u00e8 un uomo concupiscente perch\u00e9 \u201cdesidera\u201d e \u201cguarda per desiderare\u201d. In \u201cprincipio\u201d, invece, nel giardino di Eden, Adamo ed Eva vivevano in piena comunione tra di loro e con il creato: i loro occhi erano puri, cio\u00e8 guardavano l\u2019altro solo per amarlo e volerne il bene. Il guardare \u00e8 un atto conoscitivo, ma quando nella sua struttura interiore entra la concupiscenza, esso assume un carattere di conoscenza desiderosa. Quindi Cristo, con le sue parole, vuole indicare il distacco dal significato sponsale del corpo sperimentato dall\u2019uomo quando asseconda la concupiscenza della carne. Questa perdita del significato sponsale del corpo provoca un allontanamento dell\u2019uomo e della donna dalla loro vocazione originaria, (essere una sola carne, essere \u201cper\u201d l\u2019altro) spingendoli ad utilizzare l\u2019altro per i propri scopi utilitaristici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 lo sguardo, per Cristo, \u00e8 molto importante: esprime ci\u00f2 che \u00e8 nel cuore e quindi esprime l\u2019uomo nella sua totalit\u00e0. Lo sguardo rivela l\u2019uomo all\u2019esterno. Cristo insiste sul significato dell\u2019adulterio del cuore ed egli lo riferisce alle persone coniugate e non perch\u00e9 riguarda la dignit\u00e0 personale dell\u2019uomo e della donna, ma perch\u00e9 riguarda la totalit\u00e0 della persona. L\u2019adulterio del cuore, infatti, viene commesso tutte le volte in cui un uomo guarda una donna come oggetto di soddisfacimento personale non soltanto perch\u00e9 non \u00e8 sua moglie ma perch\u00e9 riduce la donna come oggetto: dunque, anche se il marito guarda in questo modo la moglie commette adulterio. Potremmo dire che tale adulterio \u00e8 ancora pi\u00f9 grave perch\u00e9 va ad infrangere l\u2019essere una sola carne, l\u2019amore tra i due, il rispetto, la stima ma soprattutto la grazia sacramentale presente in loro, perch\u00e9 l\u2019uomo si serve della donna, della sua femminilit\u00e0 per appagare il suo istinto. Lo stesso ragionamento vale, ovviamente, anche a parti invertite. Il discorso della montagna non \u00e8 un\u2019accusa nei confronti dell\u2019uomo, ma una chiamata rivolta al cuore dell\u2019uomo, al suo intimo. Se l\u2019uomo accetter\u00e0 l\u2019invito del Maestro, cio\u00e8 di liberarsi dalla concupiscenza del peccato, allora potr\u00e0 risentire nel suo intimo l\u2019eco di quel <em>principio<\/em> che lo chiama alla Verit\u00e0, all\u2019Amore, alla Libert\u00e0, alla spontaneit\u00e0 del cuore senza soffocare i suoi nobili desideri e le sue nobili aspirazioni. Potr\u00e0 tornare a guardare l\u2019altro nel suo pieno rispetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima del peccato originale, l\u2019uomo e la donna sono in piena comunione. Dopo la trasgressione, le cose cambiano radicalmente e anche la differenza sessuale \u00e8 avvertita e compresa come un elemento di reciproca contrapposizione tra persone. Come ritrovare quell\u2019antica e autentica armonia?<\/p>\n","protected":false},"author":967,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3347,132,3331],"tags":[3379,250],"class_list":["post-42278","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-archivio","category-in-evidenza","category-sessualita","tag-concupiscenza","tag-sessualita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42278","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/967"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42278"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42278\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}