{"id":44133,"date":"2022-01-26T08:58:32","date_gmt":"2022-01-26T07:58:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/?p=44133"},"modified":"2022-01-26T08:58:34","modified_gmt":"2022-01-26T07:58:34","slug":"che-tipo-di-amore-propone-gesu-agli-sposi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2022\/01\/26\/che-tipo-di-amore-propone-gesu-agli-sposi\/","title":{"rendered":"Che tipo di amore propone Ges\u00f9 agli sposi?"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi \u00e8 di vitale importanza per la Chiesa sviluppare un\u2019adeguata teologia dell\u2019amore che aiuti i fedeli a vivere l\u2019unione tra loro e con Dio. L\u2019uomo ha smarrito la verit\u00e0 dell\u2019amore, le sue giare sono piene di altro. \u00c8 importante dunque rispondete a questa domanda: che tipo di amore propone Ges\u00f9?<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>\u00abTre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea\u00bb. Queste parole aprono il secondo capitolo del Vangelo secondo <em>Giovanni<\/em>. Tre giorni dopo cosa? Analizzando il capitolo primo del quarto Vangelo notiamo che, in pochi versetti, c\u2019\u00e8 un susseguirsi di \u201cgiorni\u201d legati a passaggi importanti. Senza alcuna pretesa esegetica, all\u2019interno del testo sacro, leggiamo: \u00ab<em>Il giorno dopo<\/em>, Giovanni vedendo Ges\u00f9 venire verso di lui disse: \u201cEcco l\u2019agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo\u201d!\u00bb (Gv 1, 29); \u00ab<em>Il giorno dopo<\/em> Giovanni stava ancora l\u00e0 con due dei suoi discepoli&nbsp;e, fissando lo sguardo su Ges\u00f9 che passava, disse: \u201cEcco l\u2019agnello di Dio!\u201d.&nbsp;E i due discepoli, sentendolo parlare cos\u00ec, seguirono Ges\u00f9\u00bb (<em>Gv<\/em> 1, 35-37); \u00ab<em>Il giorno dopo<\/em> Ges\u00f9 aveva stabilito di partire per la Galilea; incontr\u00f2 Filippo e gli disse: \u201cSeguimi\u201d (<em>Gv<\/em> 1, 43), fino ad arrivare all\u2019inizio del capitolo secondo con: \u201c<em>Tre giorni dopo<\/em>, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea\u201d\u00bb. Contando i giorni notiamo che lo sposalizio a Cana di Galilea \u00e8 celebrato il sesto giorno. Se a ci\u00f2 aggiungiamo che Giovanni apre il suo Vangelo con le parole del Prologo \u00abIn principio\u00bb, le stesse con cui inizia il libro della <em>Genesi,<\/em> viene naturale pensare alla creazione del mondo, articolata in sei giorni, con in pi\u00f9 il riferimento esplicito presente nel Prologo (1,3) \u00abTutte le cose furono fatte per mezzo di Lui\u00bb. Troviamo un ulteriore indizio nella luce, prima cosa creata (<em>Genesi<\/em> 1, 3) ed in <em>Gv<\/em> 1,4 dove si parla della Luce che splende nelle tenebre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo autorizzati a pensare che, probabilmente, Ges\u00f9 voglia dare inizio ad una nuova creazione. Cosa accade il sesto giorno nel giardino di Eden? Dio crea l\u2019uomo e la donna e li benedice perch\u00e9 si moltiplichino e riempiano la Terra (<em>Gen<\/em> 1, 27-28). La tradizione ebraica intravede in questi versetti l\u2019istituzione del matrimonio e a Cana contempliamo proprio delle nozze. Come nell\u2019Eden abbiamo una coppia sponsale al centro della scena anche qui troviamo una coppia che, per\u00f2, non occupa tutta la scena. I protagonisti di Cana sono Ges\u00f9, Maria, i servi, i discepoli. Questo lascia intravedere un nuovo scenario, ben diverso da quello genesiaco. Andiamo per gradi. In <em>Genesi<\/em> la coppia Adamo\/Eva esprime l\u2019unit\u00e0 coniugale con un compito ben preciso: essere uno tra di loro e riempire la terra. A Cana, invece, oltre alla coppia di sposi, troviamo Maria il cui sguardo materno e discreto custodisce e accompagna. Ges\u00f9 che manifesta la potenza di Dio. I discepoli che hanno deciso di porsi al suo seguito lasciando ogni cosa. I servi che obbediscono, senza se e senza ma. Tutti questi personaggi rimandano ad una nuova creazione che abbraccia le due vocazioni: il matrimonio e l\u2019ordine sacro rappresentato dagli apostoli, ma anche dai servi che obbediscono al comando di Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><strong>Leggi anche: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2021\/12\/18\/salviamo-il-natale-si-ma-quale\/\">Salviamo il Natale, s\u00ec ma quale?<\/a><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Alcuni studiosi della Bibbia hanno intravisto un altro parallelismo con la <em>Teofania<\/em> (manifestazione) del Signore sul monte Sinai. Anche nell\u2019Esodo si parla del \u201cterzo giorno\u201d (cfr. <em>Es<\/em> 19,10-11.15-16). Facendo una ricostruzione dai testi antichi ebraici (Targum pseudo-Yonatan e della Mekilta di R. Yishmael, anche se ci sono opinioni discordanti) risulta essere il sesto giorno a partire da quello in cui Israele era giunto sul luogo. Stando cos\u00ec le cose, probabilmente, l\u2019evangelista Giovanni aveva anche l\u2019intenzione di presentare Cana come il nuovo Sinai. Come YHWH manifest\u00f2 la sua gloria ed il popolo credette in Mos\u00e8, allo stesso modo Ges\u00f9 manifesta la sua gloria attraverso questo primo segno ed i suoi discepoli credono in lui. Le parole pronunciate da Maria sembrerebbero dare credito a questa ipotesi: \u00abFate tutto quello che vi dir\u00e0\u00bb (<em>Gv<\/em> 2,5). Esse ricordano quelle pronunciate dal popolo ai piedi del monte Sinai: \u00abTutto ci\u00f2 che il Signore ha detto noi faremo\u00bb (<em>Es<\/em> 19,8).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quale delle due letture \u00e8 giusta? Creazione del mondo o Teofania Sinaitica? Credo entrambe. Tornando a Cana, infatti, c\u2019\u00e8 da notare un altro particolare: il numero di giare da riempire, sei. Queste erano utilizzate per l\u2019abluzione e dovevano essere riempite dell\u2019acqua tirata su dal pozzo. \u00c8 come se le giare vuote simboleggiassero lo smarrimento del senso ultimo dell\u2019esistenza dell\u2019uomo, del senso della creazione: essere uno con Dio. Quell\u2019acqua priva di sapore viene trasformata in vino pregiato, simbolo di gioia e di festa. \u00c8 come se Ges\u00f9 dicesse agli sposi, ma ad ogni uomo, che egli \u00e8 pronto a trasformare le nostre vite in un perenne banchetto di nozze. Anche se Ges\u00f9 compie questo segno solo sotto gli occhi dei servi e dei discepoli che ne traggono il motivo per credere in Lui, questo gesto ha un significato apparentemente diverso. Egli, infatti, non solo permette al banchetto di nozze di proseguire, ma \u00e8 come se volesse consolidare l\u2019embrionale comunit\u00e0 degli apostoli formata in quei giorni. Sembra che l\u2019uomo della Galilea volesse sottolineare che la sua vera famiglia \u00e8 composta da coloro che credono in lui. Coloro \u00abche non da sangue, n\u00e9 da volere di carne, n\u00e9 da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati\u00bb (<em>Gv<\/em> 1, 13). In <em>Giovanni<\/em> 3, 6 Egli dir\u00e0 a Nicodemo che \u00abquel che \u00e8 nato dalla carne \u00e8 carne e quel che \u00e8 nato dallo Spirito \u00e8 Spirito\u00bb. Cana, sembrerebbe illuminare un primo livello di anticipo di nozze tra Ges\u00f9 e i suoi discepoli che culmineranno sul talamo della croce.<\/p>\n\n\n\n<p>Al sesto giorno, in <em>Genesi<\/em>, troviamo la creazione della coppia umana per la continuazione del genere umano. A Cana, invece, scopriamo che sono i discepoli di Ges\u00f9 la nuova umanit\u00e0 destinata a riempire la terra attraverso la testimonianza e l\u2019annuncio della fede trasformando \u201cl\u2019acqua in vino\u201d. Chi sono i servi? Oggi, a chi viene donata l\u2019acqua trasformata in vino? Gli sposi, ignari di tutto ci\u00f2 che accade, chi potrebbero rappresentare oggi? I servi potrebbero essere quegli sposi che si sforzano di obbedire a Cristo anche quando sembra che quell\u2019obbedienza sia insensata e, tuttavia, si fidano della Parola donata loro. L\u2019acqua trasformata in vino sembra rappresentare l\u2019amore e la serenit\u00e0 che scaturiscono dall\u2019<em>obbedienza donata<\/em>. Gli sposi del racconto, che occupano un ruolo marginale e che beneficiano del vino buono, oggi potrebbero essere incarnati dai figli e da quanti, nel quotidiano, beneficiano dei doni di Dio in maniera inconsapevole. Gli sposi del racconto e, quindi, il matrimonio \u00e8 davvero cos\u00ec marginale? Anche le icone ed i dipinti sembrano dare questo messaggio perch\u00e9 al centro di queste opere ritroviamo sempre Ges\u00f9 come lo sposo. Ges\u00f9 si presenta come lo sposo in molti passi del Vangelo di Giovanni, dove lo stesso Battista \u00e8 presentato come lo <em>shoshb\u00een<\/em> (amico o assistente dello sposo). A Cana, ma anche al pozzo di Giacobbe nel dialogo con la Samaritana, troviamo l\u2019elemento dell\u2019acqua che rappresenta la verit\u00e0 e lo spirito che Ges\u00f9 rivela e dona. Sembra che l\u2019acqua preannunciasse le nozze cio\u00e8 il legame che si viene ad istituire tra Ges\u00f9 e coloro che vengono a lui e credono in lui. Tale unit\u00e0, espressa attraverso le nozze, non ha altro fine che l\u2019adorazione di Dio, il compimento della sua volont\u00e0. La relazione che unisce Ges\u00f9 a coloro che credono in lui \u00e8 assimilata alla relazione di uno sposo con una sposa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il matrimonio, dunque, risulta essere lo scopo di tutto il racconto della nuova creazione. Ges\u00f9 dir\u00e0 a sua madre: \u00abNon \u00e8 ancora giunta la mia ora\u00bb (<em>Gv<\/em> 2, 4). Parla dell\u2019ora della croce sulla quale, da sposo, sigiller\u00e0 la nuova ed eterna alleanza proprio attraverso un matrimonio, forte pi\u00f9 della morte, che unir\u00e0 a s\u00e9 tutti gli uomini. Il matrimonio che sembrava essere marginale in realt\u00e0 \u00e8 il linguaggio utilizzato da Dio per unire a s\u00e9 tutti gli uomini. Le nozze con la loro unicit\u00e0 ed indissolubilit\u00e0 sono la categoria pensata e voluta da Dio fin dal principio per poter manifestare l\u2019amore di donazione totale di Dio. Il Concilio Vaticano II, a conferma di quanto detto, ha definito il matrimonio \u00abcome immagine e partecipazione dell\u2019alleanza d\u2019amore del Cristo e della Chiesa\u00bb (<em>Gaudium<\/em> <em>et<\/em> <em>spes<\/em>, 48). Alla luce delle parole del Concilio, oggi \u00e8 di vitale importanza per la Chiesa sviluppare un\u2019adeguata teologia dell\u2019amore che aiuti i fedeli a vivere l\u2019unione tra loro e con Dio. L\u2019uomo oggi ha smarrito la verit\u00e0 dell\u2019amore, le sue giare sono piene di altro. Che tipo di amore propone Ges\u00f9? Egli parla di un amore <em>obbediente<\/em>. Il vangelo di <em>Giovanni<\/em> si conclude con il dialogo tra Ges\u00f9 e Pietro (tra Ges\u00f9 e il discepolo che pi\u00f9 lo amava), in cui per tre volte Ges\u00f9 prima chiede amore e obbedienza dandogli il comando di pascere le sue pecore. Anche l\u2019amore tra Ges\u00f9 e il Padre si esprime attraverso l\u2019obbedienza \u00abma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato\u00bb (<em>Gv<\/em> 14, 31). Potremmo pensare che Cristo, nella nuova creazione, incarnando l\u2019amore obbediente ricrei e risani l\u2019umanit\u00e0 dalla disobbedienza originaria commessa dalla coppia <em>genesiaca<\/em>. L\u2019amore, dunque, ha un\u2019unica natura: fare la volont\u00e0 di un altro, volere il meglio per l\u2019altro e, quindi, morire un po\u2019 a se stessi. Gli sposi, in quest\u2019ottica, sono chiamati ad obbedire al Noi coniugale o al compito di aiutare i figli a crescere al meglio. D\u2019altra parte anche i presbiteri vivono quest\u2019amore obbediente nei confronti del Vescovo, Cristo in terra, come sono chiamati a vivere l\u2019obbedienza verso la loro comunit\u00e0, che sono chiamati a <em>sposare<\/em>. La vicenda di Cana, dunque, si dipana durante un matrimonio piuttosto come indizio di una realt\u00e0 ben pi\u00f9 profonda. Lo Sposo, adombrato in quelle nozze, viene ad offrire a tutti il vino buono dell\u2019obbedienza come prodotto della trasformazione dell\u2019acqua della disobbedienza. Si tratta di una possibilit\u00e0 offerta a tutti coloro che seguono la madre nell\u2019indicazione di fare ci\u00f2 che egli indicher\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 piaciuto a Dio manifestare la verit\u00e0 dell\u2019amore nell\u2019amore di Cristo e della Chiesa, in cui trova la sua origine, allora, separato da questa radice, l\u2019amore umano rischia pesanti degenerazioni. Lasciato a se stesso, l\u2019amore umano, si trasforma in passione distruttiva deturpata dalle forme di possesso che tante volte osserviamo nei fatti di cronaca. Esso \u00e8, invece, affidato all\u2019intervento del Cristo, una forza che costruisce. L\u2019amore umano, sembra essere in sintesi il messaggio che ci viene da Cana, va amato, guidato e custodito, cos\u00ec da trasformarsi nell\u2019amore obbediente che, come la Risurrezione testimonia, \u00e8 forte pi\u00f9 della morte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 di vitale importanza per la Chiesa sviluppare un\u2019adeguata teologia dell\u2019amore che aiuti i fedeli a vivere l\u2019unione tra loro e con Dio. 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