{"id":44435,"date":"2022-02-19T09:13:48","date_gmt":"2022-02-19T08:13:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/?p=44435"},"modified":"2022-02-19T09:13:50","modified_gmt":"2022-02-19T08:13:50","slug":"gesu-e-un-corteggiatore-e-sta-corteggiando-proprio-te","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2022\/02\/19\/gesu-e-un-corteggiatore-e-sta-corteggiando-proprio-te\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 \u00e8 un corteggiatore e sta corteggiando proprio te!"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019obiettivo di Ges\u00f9? Prendere dimora nel cuore dell\u2019uomo. E per raggiungerlo \u00e8 disposto ad uscire anche nell\u2019 \u201cora pi\u00f9 calda\u201d. \u00c8 questo l\u2019insegnamento nascosto nell\u2019incontro tra il Signore e la Samaritana.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDoveva perci\u00f2 attraversare la Samar\u00eca\u00bb (<em>Gv<\/em> 4, 4) Per andare dalla Galilea a Gerusalemme, Ges\u00f9 potrebbe risalire la valle del Giordano. La strada era pi\u00f9 piana, pi\u00f9 sicura e permetteva di non dover attraversare la Samar\u00eca.&nbsp; Invece, dice il testo, Ges\u00f9 <em>doveva<\/em> (<em>\u00e9dei<\/em>) passare per la Samar\u00eca. Un <em>dovere<\/em> che sembra esprimere una necessit\u00e0 divina che adombrerebbe lo scopo della Sua incarnazione: donarsi a tutti. Per questa scelta Ges\u00f9 ricever\u00e0 dai Giudei, che non riuscivano a guardare al di l\u00e0 degli schemi e dei pregiudizi umani, un grande insulto: \u00abNon diciamo noi con ragione che sei un Samaritano e che hai un demonio?\u00bb (<em>Gv<\/em> 8,48). Ges\u00f9, invece, accetta di incontrare gli abitanti della Samar\u00eca, considerati nemici ed empi. Sembra andare a cercare questo popolo disprezzato proprio come fatto con Zaccheo. Ges\u00f9, sostando presso un pozzo, sembra diventare <em>samaritano<\/em> tra i samaritani: come il viandante dell\u2019omonima parabola sosta presso chi era stato percosso dai briganti (cf. <em>Lc<\/em> 10, 33-35). Egli decide si pone accanto ad un popolo disprezzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso scelto da Ges\u00f9, tra lo stupore e l\u2019incomprensione degli Apostoli, si presenta come una delle strade da seguire, ma non l\u2019unica. Solo tre giorni di cammino, ma il pi\u00f9 difficile perch\u00e9 bisogna attraversare una regione molto ostile per gli ebrei sia dal punto di vista geografico, localit\u00e0 montuosa, sia da quello delle relazioni. La Samar\u00eca era, all\u2019epoca, diventata un luogo che ospitava coloro che si erano macchiati di crimini, i non perfetti. Ospitava l\u2019umanit\u00e0 cos\u00ec com\u2019\u00e8, piena di limiti: questo fatto sembrerebbe suggerire l\u2019idea che Ges\u00f9 si sia diretto volutamente verso i lontani. \u00c8 Lui che va ad incontrare coloro che si sono smarriti cos\u00ec come \u00e8 Lui che compie il primo passo. Tra gli ebrei e i samaritani non vi erano rapporti cordiali, ma relazioni intessute di odio e pregiudizi. Gli abitanti della Samar\u00eca erano considerati dei <em>mezzosangue <\/em>dagli Ebrei. Qualche cenno di storia ci aiuter\u00e0 a comprendere meglio il dialogo tra Ges\u00f9 e la Samaritana.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Leggi anche:<strong> <\/strong><a href=\"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2022\/01\/26\/che-tipo-di-amore-propone-gesu-agli-sposi\/\"><strong>Che tipo di amore propone Ges\u00f9 agli sposi?<\/strong><\/a><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>La Samar\u00eca era una regione della Palestina che si estendeva tra la Galilea e la Giudea. Era montuosa con vallate che si estendevano fino a toccare il fiume Giordano. Fu scelta come luogo che accogliesse l\u2019Arca dell\u2019Alleanza, santuario mobile che conservava le tavole della legge ricevute da Mos\u00e8. <em>Sykhar<\/em> \u00e8, infatti, ricordata per diversi eventi importanti per il popolo ebraico. A <em>Sykhar<\/em> Giosu\u00e8, terminata la conquista della terra di Canaan, convoc\u00f2 tutto il popolo che rinnov\u00f2 l\u2019alleanza con JHWH. Abramo vi innalz\u00f2 il primo altare consacrato a Dio. Qui Giacobbe vi si stabil\u00ec con i suoi greggi e trov\u00f2 riposo il corpo di Giuseppe. Alla morte di re Davide e del figlio Salomone ultimo re d\u2019Israele, la regione, tuttavia, si ribell\u00f2 tanto che, nell\u2019880 a.C., il regno venne diviso in due stati: il regno d\u2019Israele e il regno di Giuda. Nel 721 il regno d\u2019Israele fu spazzato via dagli Assiri. La Samar\u00eca fu assediata e gli Israeliti deportati in Assiria. Il re d\u2019Assiria invi\u00f2 persone da <em>Cutha<\/em>, <em>Ava<\/em>, <em>Hamath<\/em> e <em>Sepharvaim<\/em> per popolare la Samar\u00eca (<em>2Re<\/em> 17, 24; <em>Esdra<\/em> 4, 2-11). Queste nuove popolazioni si unirono con gli Israeliti rimasti generando, cos\u00ec, un miscuglio e una fusione di razze (ecco perch\u00e9 <em>mezzosangue<\/em>). Costoro cominciano a denominarsi samaritani e non pi\u00f9 Ebrei. Distrutto anche il regno di Giuda, la Samar\u00eca fu prima provincia babilonese, poi persiana, infine greca. I Samaritani iniziarono ad adorare gli idoli degli invasori e dei popoli circostanti. In seguito essi mantennero ancora molte delle loro abitudini idolatre (<em>2Re<\/em> 17, 26-28): i samaritani crearono una religione sincretica, una mescolanza tra giudaismo e idolatr\u00eca. Ci\u00f2 che era avvenuto nella mescolanza di sangue tra genti diverse si estendeva, cos\u00ec, anche alla religione professata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ostilit\u00e0 tra samaritani ed ebrei si acu\u00ec dopo la distruzione del tempio sul monte Garizim. Esso era considerato il luogo pi\u00f9 sacro dai Samaritani, che non riconoscevano il tempio di Gerusalemme per l\u2019adorazione a Dio: erano convinti che il loro monte era stato prescelto da Dio. Il monte Garizim era, per loro, il luogo dove approd\u00f2 l\u2019Arca di No\u00e8, dove Abramo si rec\u00f2 per sacrificare il figlio Isacco e Mos\u00e8 ricevette da Dio le Tavole della Legge. Ecco perch\u00e9 per i Samaritani non esisteva altro luogo pi\u00f9 sacro del monte Garizim e altra Legge oltre al Pentateuco. Quando Ges\u00f9 attraversava la Samar\u00eca, i<em> samaritani<\/em> credevano nello stesso Dio dei giudei, ma si rifiutavano di adorarlo nel Tempio di Gerusalemme e da nove secoli non vi si recavano. Avevano i loro sacerdoti, la loro legge, i loro luoghi di preghiera e anche per questi motivi gli ebrei li consideravano <em>un popolo stolto<\/em> (<em>Siracide<\/em> 50, 25-26). Per ironia della sorte, il termine samaritano non deriva dal fatto che i samaritani abitino in Samar\u00eca, ma dall\u2019ebraico <em>shamerim<\/em> (\u05e9\u05b7\u05de\u05b6\u05e8\u05b4\u05d9\u05dd), che significa <em>custodi<\/em>: della Legge, del Pentateuco. Coloro che non erano riusciti a conservare neanche la purezza di sangue unendosi con altri popoli erano chiamati i <em>Custodi <\/em>della Legge di Dio. In questo contesto, Ges\u00f9 sceglie quella strada compiendo, inoltre, durante il cammino, alcuni gesti che sconcertano gli Apostoli. Affaticato, si siede sul pozzo e si ferma a parlare con un <em>mezzosangue<\/em>, per giunta donna. <em>A<\/em><em>nath\u0115ma<\/em><em> sit<\/em>. Questo <em>scandalo<\/em> si consuma accanto ad un pozzo, che all\u2019epoca ha gi\u00e0 18 secoli (cf. <em>Gen<\/em> 33, 18-20). La profondit\u00e0 della sorgente garantisce un\u2019acqua fresca, chiara e limpida. Anche all\u2019ora sesta, quando venne la donna samaritana ad attingere acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019esegesi medievale, la fatica di Ges\u00f9 a mezzogiorno di una giornata torrida viene riletta come il primo episodio che preannuncia la sua passione per la redenzione dell\u2019umanit\u00e0. Cos\u00ec, infatti, canta il <em>Dies Irae<\/em>, vv. 28-30 (una sequenza in lingua latina, molto famosa, attribuita a Tommaso da Cel\u00e0no): \u00abQuaerens me, sedisti lassus, [\u2026] Tantus labor non sit cassus\u00bb. \u00abIn cerca di me, affaticato, ti mettesti a sedere (sul pozzo di Giacobbe) (\u2026) Una cos\u00ec grande passione non sia invano\u00bb. In cerca di me. In cerca delle mie fragilit\u00e0. In cerca dei miei innumerevoli tradimenti. In cerca delle mie miserie. Con uno sguardo arrendevole, amorevole e non di rimprovero. Proprio quando Ges\u00f9 \u00e8 in cerca di chi \u00e8 smarrito entra sulla scena una donna, di cui non conosciamo neanche il nome. Forse il nome \u00e8 celato come forma di protezione della donna stessa oppure, ci piace pensare, ognuno di noi pu\u00f2 immedesimarsi in essa. Come mai una donna va ad attingere acqua in un\u2019ora cos\u00ec ostile? Si possono avanzare molteplici ipotesi. Forse a causa del suo comportamento immorale pubblicamente riconosciuto \u00e8 costretta ad uscire per strada a quell\u2019ora, per non imbattersi in quanti la disprezzano. Forse ha ospiti e l\u2019acqua attinta nell\u2019ora canonica non le basta per le abluzioni di chi ospita. Per pigrizia, forse, per trascuratezza o per sbadataggine. Qualunque sia la motivazione, questa getta un\u2019ombra sfavorevole su questa donna soprattutto considerando che in un regime patriarcale, donne simili, non sono certo ritenute buone madri di famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 non notare che sono proprio i suoi difetti a renderla pi\u00f9 vicina a noi lettori odierni. Immaginiamo camminare questa donna infedele, dai molti amori, sotto il peso dei suoi drammi, verso il pozzo di Giacobbe. Qui Ges\u00f9 le chiede: \u00abDammi da bere\u00bb. Immaginiamo lo stupore sul volto della donna mentre le arriva alle orecchie una richiesta di aiuto nella lingua dei giudei, i nemici. Un nemico, uno che si dovrebbe sentire superiore a lei le sta chiedendo ospitalit\u00e0. Possiamo solo immaginare lo sconcerto e lo smarrimento di questa donna. Ges\u00f9 rompe gli schemi della rigidit\u00e0 delle regole. Ella si aspettava da un uomo giudeo solo disprezzo. Ges\u00f9, invece, si fa mendicante presso di lei. Il Maestro non si pone su un gradino superiore rispetto alla samaritana, non la guarda dall\u2019alto in basso con occhi di giudizio, ma si abbassa mostrandosi mendicante e ci\u00f2 rende la donna ed il dialogo libero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome mai tu, giudeo, chiedi da bere a me, una donna samaritana?\u00bb. Sembrerebbe che la donna dica: come mai tutto questo <em>abbassamento<\/em> nei miei confronti? A un assetato che chiede un sorso d\u2019acqua si risponde con un no o con un s\u00ec. Invece, la samaritana attacca il discorso con lo sconosciuto. Forse si sente attratta dall\u2019aspetto giovanile e carismatico di lui. Non dobbiamo dimenticare che il pozzo era considerato il luogo dell\u2019incontro dei giovani, dove avvenivano i primi approcci. Perch\u00e9 quel trentenne che viene dalla Giudea si rivolge proprio a lei? \u00c8 cos\u00ec privo di conoscenza storica da non sapere che da tempo immemorabile Samaritani e Giudei sono in conflitto? Oppure, probabilmente, quello straniero sta cercando di sedurla? Tutti questi interrogativi intessuti da grande stupore aprono la strada ad una dinamica relazionale tra i due ponendoli sullo stesso piano, senza pi\u00f9 barriere. Tra Ges\u00f9 e la donna, infatti, cadono i muri di separazione (cf. <em>Ef<\/em> 2, 14): l\u2019inimicizia tra samaritani e giudei e il muro culturale e religioso di disparit\u00e0 che impediva a un uomo, in particolare a un rabbi, di conversare con una donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9, grande <em>corteggiatore<\/em>, intu\u00ecto che il dialogo promette bene, comincia ad intrigare la donna e, per attirarla a s\u00e9, sposta il dialogo su un registro diverso, quello spirituale: \u00abSe tu conoscessi il dono di Dio e chi \u00e8 colui che ti dice: \u201cDammi da bere!\u201d tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva!\u00bb. Emerge in questo passaggio un\u2019altra sete. Ges\u00f9 sa che ce n\u2019\u00e8 una pi\u00f9 profonda nel cuore di quella donna e di tutti gli uomini. Sa anche che il pozzo simboleggia la <em>Torah<\/em>, il Pentateuco che i samaritani ritenevano essere l\u2019unica parte delle Scritture contenente la parola di Dio e alla quale dovevano attingere, proprio come l\u2019acqua al pozzo, per vivere da credenti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGli disse la donna: \u2013 Signore, tu non hai neanche di che attingere, e il pozzo \u00e8 profondo. Da dove prendi dunque l\u2019acqua viva? Sei tu forse pi\u00f9 grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede il pozzo e ne bevve lui, i suoi figli e il suo bestiame?\u00bb. Risulta evidente che la donna \u00e8 presa dal fascino di quello straniero. Affettivamente \u00e8 stata trafitta dal suo aspetto, dalle sue parole, dal suo coraggio nel <em>rompere<\/em> la rigidit\u00e0 degli schemi. \u00c8 talmente rapita da non avvertire pi\u00f9 neanche il caldo torrido dimenticando di avere di fronte un uomo assetato. Tutto questo movimento interiore la porta ad essere irriverente, probabilmente, in maniera involontaria, quasi come se si volesse difendere. Ella non riesce pi\u00f9 a gestire l\u2019emotivit\u00e0. \u00c8 come se lo sfidasse chiedendogli: \u201cSei tu pi\u00f9 grande di Giacobbe?\u201d \u00c9 come se volesse sottolineare che lui, nonostante tutto il suo fascino che lei subisce, non \u00e8 poi diverso dagli altri uomini che con le belle parole illudono le donne. Nella sua breve vita, infatti, ha conosciuto vari uomini. Uomini che l\u2019hanno ingannata, promettendole molto o fingendosi persone importanti illudendola e deludendola. Ella pensa con le sue categorie e si convince che Ges\u00f9 voglia iniziare una relazione amorosa con lei. Pensa che Ges\u00f9 stia l\u00ec per avere un appagamento personale, non riesce proprio ad intravedere l\u2019amore alto ed altro che Egli e propone. Come avrebbe potuto se nessuno glielo aveva mai rivelato prima? \u00abGes\u00f9 le risponde: \u201cChiunque beve di quest\u2019acqua avr\u00e0 di nuovo sete; ma chi berr\u00e0 dell\u2019acqua che io gli dar\u00f2, non avr\u00e0 pi\u00f9 sete in eterno. Anzi, l\u2019acqua che io gli dar\u00f2 diventer\u00e0 in lui una sorgente d\u2019acqua che zampilla per la vita eterna\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembrerebbe che Ges\u00f9 le dica che la legge di Mos\u00e8 non disseta definitivamente, specialmente se essa viene imprigionata nella rigidit\u00e0 cultuale e delle norme di purit\u00e0 che portavano ad escludere persone dalla grazia di Dio. Quel rabbi trentenne e tanto affascinante da attrarla fisicamente e spiritualmente le annuncia che solo Lui possiede e pu\u00f2 donare un\u2019acqua che diventa fonte inesauribile per la vita su questa terra e quella eterna. Ges\u00f9, come \u00e8 suo solito, le annuncia l\u2019inaudito, l\u2019umanamente impossibile e, ancora una volta, rompe le convinzioni umane. \u00abSignore &#8211; gli dice la donna -, dammi quest\u2019acqua, perch\u00e9 io non abbia pi\u00f9 sete e non continui a venire qui ad attingere acqua\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna, giustamente, continua a non comprendere pienamente. Resta legata al registro materiale perch\u00e9 non ne conosce un altro. Ci\u00f2 che quel trentenne le sta offrendo, per\u00f2, la affascina molto. Percepisce che Egli le potr\u00e0 colmare tutti gli spazi vuoti della sua anima che, durante la sua vita, non sono stati riempiti dalla presenza del Dio vivo, ma dal nemico di Dio che, attraverso la sete affettiva, l\u2019aveva trascinata nel baratro della lacerazione interiore e della infelicit\u00e0. Dio, da sempre, non va in cerca soltanto della <em>pecora perduta<\/em> ma desidera eliminare o ci invita ad eliminare gli <em>spazi<\/em> <em>perduti<\/em>. Cristo, attraverso questo dialogo, sollecita la donna ad appartenere pienamente a Lui. Questo vale anche per noi oggi. Se abbiamo scelto di appartenere a Dio ed essere suoi figli dobbiamo fare in modo che tutto sia destinato a Lui. \u00c8 un impegno che il cristiano si assume quotidianamente come quello di vigilare se qualche <em>angolo<\/em> o, addirittura, una <em>stanza<\/em> sia stata data in affitto, anche solo temporaneamente, al nemico di Dio. Bisogna correre ai ripari perch\u00e9 tutta la <em>casa<\/em> deve essere rischiarata dalla luce di Dio e irrorata dall\u2019acqua viva che solo Lui pu\u00f2 donare. Quanti uomini e donne oggi, spesso senza una piena consapevolezza, vivono tutto ci\u00f2 che la samaritana viveva? Quanti uomini e donne attendono che qualcuno, in nome di Cristo, li vada a cercare, sostando accanto ad essi con occhi amorevoli e compassionevoli per sentirsi dire: esiste un\u2019acqua viva che dona felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe dice: \u201cVa\u2019 a chiamare tuo marito e ritorna qui\u201d. Gli risponde la donna: \u201cIo non ho marito\u201d. Le dice Ges\u00f9: \u201cHai detto bene: Io non ho marito\u201d. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non \u00e8 tuo marito; in questo hai detto il vero\u00bb. A questo punto del dialogo Ges\u00f9 sembra cambiare discorso. Sembra, ma non \u00e8 cos\u00ec. Per avere l\u2019acqua viva bisogna prima prendere contatto e conoscenza dei propri errori e limiti umani, altrimenti l\u2019acqua che Egli dona non potr\u00e0 mai portare <em>frutto<\/em>. Ges\u00f9, dunque, le svela la sua condizione, ma senza condannarla. Scende nella melma della sua inappagatezza, della sua condizione di peccato invitandola a fare ritorno al Dio vivente. Il Maestro sa che la donna che gli \u00e8 di fronte ha cercato di placare la sua sete di felicit\u00e0 attraverso vie sbagliate. Ha seguito molto e solo i suoi sensi pensando che questi potessero, una volta appagati, donarle la vera felicit\u00e0. Ha avuto diversi uomini. Ha bevuto da diverse fonti con la speranza di trovare quella giusta, artefice e vittima di amori sbagliati, della sua affettivit\u00e0 sregolata che, anche in quel dialogo, non riesce ad incanalare bene. Sbagli che le hanno generato ferite e incapacit\u00e0 di amare. Di fronte alla sua condizione, Ges\u00f9 si abbassa nuovamente allungandole la mano, non per schiacciarla nei suoi errori, ma per tirarla su, per mostrarle una vita diversa che la render\u00e0 veramente felice e appagata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGli replica la donna: \u201cSignore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che \u00e8 a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare\u201d. Ges\u00f9 le dice: \u201cCredimi, donna, viene l\u2019ora in cui n\u00e9 su questo monte n\u00e9 a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ci\u00f2 che non conoscete, noi adoriamo ci\u00f2 che conosciamo, perch\u00e9 la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l\u2019ora &#8211; ed \u00e8 questa &#8211; in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verit\u00e0: cos\u00ec infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio \u00e8 spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verit\u00e0\u201d\u00bb.&nbsp; Ges\u00f9, alla domanda della donna, le annuncia l\u2019avvento di un\u2019ora. Quella che vedr\u00e0 la Verit\u00e0 &#8211; cio\u00e8 Lui &#8211; inchiodata sulla croce per amore nostro. Da quell\u2019evento tutti, giudei o samaritani, santi e peccatori, potranno, se lo vorranno, adorare Dio in Spirito e Verit\u00e0. Adorare Dio presente in noi, <em>nel cuore del cuore<\/em>. San Paolo ebbe a scrivere: \u00abNon riconoscete forse che Ges\u00f9 Cristo abita in voi?\u00bb (<em>2Cor<\/em> 13,5). Ges\u00f9 annuncia che il luogo dell\u2019autentica liturgia cristiana non \u00e8 pi\u00f9 un luogo fisico come un monte, tempio o cattedrale, ma \u00e8 la dimora del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, cio\u00e8 la nostra persona intera (<em>1Cor<\/em> 6,19).<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco il culmine del corteggiamento di Cristo sposo. Egli, lo Sposo vuole prendere dimora nell\u2019uomo per sempre, in eterno. Ecco perch\u00e9, nell\u2019ora pi\u00f9 calda e scomoda del giorno va in cerca della donna, dell\u2019uomo, di te e di te soltanto. Perch\u00e9 l\u2019uomo aveva smarrito l\u2019amore vero. Aveva dimenticato quanto fosse prezioso ai suoi occhi. Perch\u00e9 era diventata adultera e la sua vita annunciava questo: \u00abSeguir\u00f2 i miei amanti, che mi danno il mio pane e la mia acqua\u00bb (<em>Os<\/em> 2, 7) scoprendo, poi, che quel pane e quell\u2019acqua generavano morte e non vita. Sostando al pozzo di Giacobbe, nell\u2019ora pi\u00f9 calda, \u00e8 come se Ges\u00f9 mostrasse l\u2019amore fedele ed inesauribile che si intravedeva gi\u00e0 nel libro del profeta <em>Osea<\/em>: \u00abLa attirer\u00f2 a me, la condurr\u00f2 nel deserto e parler\u00f2 al suo cuore\u00bb (<em>Os<\/em> 2, 16). Ecco perch\u00e9 doveva passare per la Samar\u00eca, luogo e popolo evitato e discriminato dai Giudei. Lo sposo Ges\u00f9 indica un amore che \u00e8 pi\u00f9 forte della morte. Un amore che va al di l\u00e0 dei limiti umani. Un amore che gli sposi cristiani, tuttavia, se si dispongono bene, incarnano per Grazia. \u00abGli rispose la donna: \u201cSo che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verr\u00e0, ci annuncer\u00e0 ogni cosa\u201d. Le dice Ges\u00f9: \u201cSono io, che parlo con te\u201d\u00bb. La Samaritana, con coraggio, confessa l\u2019attesa sua e della sua gente: il Messia, il nuovo Mos\u00e8 (<em>Dt<\/em> 18,15-18). Ed \u00e8 in questo momento che Ges\u00f9 rivela la sua vera identit\u00e0. Le dice: \u201cIo sono \u2013 che \u00e8 il Nome di Dio (<em>Es<\/em> 3,14) \u2013 che ti parlo\u201d. La donna si \u00e8 svelata nella sua miseria, confessandola, senza alcuna giustificazione, Ges\u00f9 si rivela nella sua verit\u00e0 di Messia e di Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllora, la donna (Samaritana) abbandon\u00f2 la sua giara, and\u00f2 in citt\u00e0 e disse alla gente: Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto ci\u00f2 che ho fatto! Che sia forse lui il Messia?\u00bb. Lasciare l\u2019anfora \u00e8 un gesto che richiama il lasciare le reti degli Apostoli, il lasciare il banco delle imposte di Levi, il restituire quattro volte tanto di Zaccheo. La Samaritana corre in citt\u00e0 a raccontare quanto le \u00e8 accaduto, sente l\u2019esigenza di condividere quell\u2019esperienza che ha generato la sua conversione. La cosa straordinaria \u00e8 che, dopo aver ricordato i fatti, ella stessa, come riflettendo ad alta voce, suggerisce un\u2019interpretazione: \u201cChe sia lui il Messia?\u201d. A quanti la ascoltano non impone nulla. Propone una lettura che permetter\u00e0 loro di fare una scelta nella libert\u00e0. Non fa proselitismo. Accende nei cuori di chi l\u2019ascolta il desiderio dell\u2019incontro. Lascia assaporare la bellezza, l\u2019attrazione, la passione, la libert\u00e0 che lei stessa ha sperimentato nell\u2019incontro con quel trentenne giudeo. La fede scaturisce dal riconoscersi assetati e dal desiderio di ascoltare in che modo si possa placare quella sete. Molti giudei non percepivano pi\u00f9 quella sete e si ritenevano gi\u00e0 salvati. Come oggi, molti battezzati non avvertono pi\u00f9 la sete di Cristo ed alcuni si sentono gi\u00e0 arrivati, mentre altri si ritengono non bisognosi di bere. Oggi, come allora, abbiamo, tra i battezzati, persone <em>convinte<\/em> che agiscono con responsabilit\u00e0 e determinazione, ma anche con quella pacata ragionevolezza di chi sa quello che vuole, quando vuole e come vuole. Insomma sono persone che non vogliono perdere la padronanza delle cose, ogni loro gesto ha un fine ed a volte un tornaconto ben preciso e, cos\u00ec facendo, non si abbandonano mai totalmente a Dio. Non permettono mai che Ges\u00f9 prenda totalmente dimora nel loro cuore. Esse agiscono sempre facendo calcoli, soffocando la voce di Dio. Poi esistono i cristiani sospinti che ci ricordano questa donna Samaritana. Questi uomini e donne nascosti nelle pieghe della quotidianit\u00e0, invece, sono sospinti, infiammati dallo Spirito Santo. Non misurano con ragionevolezza perch\u00e9 sperimentano o sentono nel cuore una generosit\u00e0 ben pi\u00f9 grande di quanto la ragione possa suggerire. Una generosit\u00e0 audace che non sta l\u00ec a calcolare. Oggi abbiamo bisogno di cristiani che si lascino sospingere dallo Spirito Santo proprio come fu sospinta la Samaritana che corse ad accendere il fuoco del desiderio di Dio nei cuori di chi l\u2019ascoltava. Benedetto XVI in <em>Deus caritas est<\/em>, 1 afferma: \u00abAll\u2019inizio dell\u2019essere cristiano non c\u2019\u00e8 una decisione etica o una grande idea, bens\u00ec l\u2019incontro con un avvenimento, con una Persona, che d\u00e0 alla vita un nuovo orizzonte e con ci\u00f2 la direzione decisiva\u00bb. \u00c8 quanto accaduto nel cuore di questa donna che, secondo una tradizione orientale, convertita e trasferita a Roma, si \u00e8 spesa fino al martirio.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda della Samaritana \u00e8 molto attuale. Parla ad ognuno. Qualsiasi situazione si stia vivendo, abbiamo la certezza che Ges\u00f9 nell\u2019ora pi\u00f9 calda, potremmo dire nell\u2019ora pi\u00f9 brutta della nostra vita, nell\u2019ora pi\u00f9 pesante che quasi ci schiaccia facendoci mancare l\u2019aria per vivere, \u00e8 l\u00ec accanto ciascuno di noi come un mendicante. \u00c8 l\u00ec con occhi di amore, senza giudizio, perch\u00e9 ben conosce la condizione umana. Ci sussurra come ci ricorda un canto: \u201cSono qui, conosco il tuo cuore. Con acqua viva ti disseter\u00f2. Sono Io che oggi cerco te. Cuore a cuore ti parler\u00f2. Nessun male pi\u00f9 ti colpir\u00e0 \u2013 nessuno pi\u00f9 potr\u00e0 illuderti &#8211; Il tuo Dio non dovrai temere \u2013 perch\u00e9 Egli ti ama di un amore che oltrepassa la morte -. Se la Mia legge in te scriver\u00f2 \u2013 la legge dell\u2019amore e non la rigidit\u00e0 della legge -, al mio cuore ti fidanzer\u00f2 \u2013 apparterrai a me per sempre, nessuno potr\u00e0 strapparti da me &#8211; e mi adorerai in Spirito e verit\u00e0 \u2013 mi amerai con tutta la tua persona\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019obiettivo di Ges\u00f9? Prendere dimora nel cuore dell\u2019uomo. 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