{"id":61135,"date":"2025-05-27T06:00:00","date_gmt":"2025-05-27T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/?p=61135"},"modified":"2025-05-26T22:22:44","modified_gmt":"2025-05-26T20:22:44","slug":"aspettiamo-un-figlio-con-sindrome-di-down-che-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2025\/05\/27\/aspettiamo-un-figlio-con-sindrome-di-down-che-fare\/","title":{"rendered":"Aspettiamo un figlio con sindrome di Down: che fare?"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono medici che, di fronte a una diagnosi di disabilit\u00e0 per il bimbo in grembo, propongono l\u2019aborto. Davvero non esiste un\u2019altra strada? Perch\u00e9 non accogliere i figli cos\u00ec come sono? Forse sono parole facili da dire, un po\u2019 meno da attuare. Eppure, testimonianze luminose ci sono. Oggi vi parlo di una coppia che ha accolto una bambina con Sindrome di Down.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Qualche giorno fa mi \u00e8 arrivato un messaggio in una chat di gruppo. La persona che scriveva chiedeva preghiere per una famiglia. Una coppia di sua conoscenza aveva fissato l\u2019aborto dopo aver scoperto che la bimba in grembo aveva la Sindrome di Down e i medici consigliavano di interrompere la gravidanza. Quando ho letto il messaggio, ho pensato che non dev\u2019essere facile ricevere una notizia simile. In un attimo, si viene catapultati in una situazione che non si era immaginata, che sconvolge i piani, che fa sentire piccoli e inadeguati. E poi\u2026 \u201c<strong>Chi ci sar\u00e0, al suo fianco, quando saremo troppo stanchi e vecchi?<\/strong>\u201d, \u00e8 inevitabile domandarselo, perch\u00e9 nessuno di noi \u00e8 eterno su questa terra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aborto, in questi momenti di spaesamento, viene talvolta presentato &#8211; anche in ospedale &#8211; come <strong>strada inevitabile<\/strong>, lasciando dei genitori gi\u00e0 sgomenti ancora pi\u00f9 incapaci di dire \u201cno\u201d alla <strong>mentalit\u00e0 eutanasica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, quell\u2019aborto proposto come \u201cunica soluzione\u201d (quando non risolve proprio nulla) \u00e8 una <strong>sconfitta di tutti<\/strong>, \u00e8 una sconfitta per l\u2019intera societ\u00e0. Perch\u00e9 soluzioni diverse (o, meglio, soluzioni vere) esistono.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre leggevo il messaggio, mi dicevo che sarebbe stato bello se quei genitori spaventati avessero conosciuto dei miei amici, una mamma e a un pap\u00e0 genitori di una bambina con Sindrome di Down. Ogni volta che li incontro, mi si dilata il cuore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutti sono felici, quando li vedono, non tutti amano stare con la piccola. Alcuni hanno paura. \u00c8 capitato persino a una maestra, che ha detto espressamente: \u201c<strong>Mi dispiace, io, con i disabili, proprio non ce la faccio<\/strong>\u201d. Una frase che \u00e8 stata riferita alla mamma, spezzandole il cuore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Parliamo tanto di inclusione, ma poi non sempre riusciamo a viverla.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0, forse \u00e8 anche questo che terrorizza i genitori quando ricevono certe diagnosi. Si sentono soli. Si sentono diversi. <strong>Inizierebbero a far parte di un mondo a parte<\/strong>. Un mondo in cui non puoi aspirare ad avere un figlio autonomo, che ha successo, o che semplicemente, piano piano, si realizza, lasciando il nido.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel figlio sar\u00e0 sempre qualcuno da aiutare, <strong>qualcuno che rester\u00e0 pi\u00f9 indietro<\/strong>, qualcuno che si relazioner\u00e0 in modo diverso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, quanta ricchezza, se solo riuscissimo a guardare le cose con occhi nuovi, a cercare realt\u00e0 in cui la fragilit\u00e0 \u00e8 accolta, a capire che in quel dare a chi (solo apparentemente) non pu\u00f2 \u201cricambiare\u201d non si perde nulla, ma \u00e8 il vero traguardo.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Leggi anche: <a href=\"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2021\/03\/26\/ad-una-mamma-e-alla-sua-bambina-con-sindrome-di-down-26-marzo-2021\/\">Ad una mamma e alla sua bambina con sindrome di Down<\/a><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>\u00c8 questo che ho imparato dai miei amici: trasmettono speranza senza neppure parlare. Loro non mi hanno mai detto cosa sia significato per ricevere quella diagnosi, ma mostrano coi fatti come la disabilit\u00e0 sia un <strong>ostacolo mentale<\/strong>: diventa un problema quando lo vediamo come tale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, avere un figlio diversamente abile \u00e8 una grossa sfida, pone delle difficolt\u00e0, tutta la famiglia necessita di <strong>sostegno<\/strong>. Eppure, quando li guardo e noto la semplicit\u00e0 con cui si rapportano alla figlia, quando li vedo organizzarsi, fare viaggi, progetti, coltivare il loro giardino intorno casa; quando li vedo sorridere, per l\u2019ennesimo dispetto della bambina che ama fare scherzi, quando mi raccontano di come gestiscono i compiti, lo sport, i rapporti famigliari\u2026 penso che <strong>la disabile sia io<\/strong>, che, a volte, pretendo la perfezione dai miei figli. Forse, senza ammetterlo, me la prendo se arrivano terzi in una gara, perch\u00e8 potevano essere secondi o primi. Magari neppure me ne accorgo, ma <strong>smetto di amarli per s\u00e9 stessi e inizio a vederli come la mia \u201cfonte di appagamento\u201d<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni giorno \u00e8 una lotta, per dirmi che devo amarli senza riempirli di aspettative o di ansie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I miei amici sono molto pi\u00f9 liberi di me. Quella bambina frequenta la seconda elementare, anche se dovrebbe andare in terza. Ha un\u2019insegnante di sostegno e ce l\u2019avr\u00e0 sempre. Alcuni giochi non pu\u00f2 farli. Parla in modo diverso dagli altri e a volte non si capisce ci\u00f2 che dice.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non sar\u00e0 mai la figlia perfetta, secondo i canoni del mondo. Non potr\u00e0 esserlo. <strong>E va bene lo stesso<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 dona abbracci sinceri, che somigliano a quelli di Dio: grandi e dati senza distinzioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non diventer\u00e0 mai medico, direttore d\u2019azienda, docente universitaria\u2026 ma ditemi che proprio questi professori non hanno bisogno di persone come lei, di essere scomodati nella loro sapienza dal suo sorriso.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ditemi che dei dottori che consigliano di <strong>eliminare una vita perch\u00e9 ai loro occhi \u201canormale\u201d<\/strong> non avrebbero bisogno di andare a scuola da <em>bambine perfette nella loro imperfezione<\/em> come la figlia dei miei amici.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh, ma crescere una persona disabile non \u00e8 facile, parli bene tu, che hai figli sani! Hai idea di quante complicazioni avr\u00e0 nella vita una persona con Sindrome di Down?\u201d, potrebbe dirmi qualcuno. E lo capisco. Anzi, so che passerei nella stessa fase di spaesamento che conoscono tutti i genitori, all\u2019inizio. Poi, per\u00f2, se mai capitasse a me, saprei da chi andare per cambiare sguardo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio ieri l\u2019ho rivista, quella bambina che mi scioglie, e ho pensato: \u201c<strong>Menomale che ci sei, piccolina. \u00c8 anche grazie a te se noi \u2018sani\u2019 veniamo smascherati nella nostra ipocrisia. \u00c8 anche grazie a te se dobbiamo chiederci su cosa stiamo davvero fondando la nostra vita<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono medici che, di fronte a una diagnosi di disabilit\u00e0 per il bimbo in grembo, propongono l\u2019aborto. Davvero non esiste un\u2019altra strada? Perch\u00e9 non accogliere i figli cos\u00ec come sono? Forse sono parole facili da dire, un po\u2019 meno da attuare. Eppure, testimonianze luminose ci sono. 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Collabora con l'editore Mimep Docete. \u00c8 autrice di vari libri, tra cui \"Sei nato originale non vivere da fotocopia\" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo \u00e8 \"Amando scoprirai la tua strada\", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. 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