{"id":66125,"date":"2026-06-13T06:00:00","date_gmt":"2026-06-13T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/?p=66125"},"modified":"2026-06-13T08:47:56","modified_gmt":"2026-06-13T06:47:56","slug":"le-domande-difficili-dei-giovani-le-risposte-vere-del-papa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.puntofamiglia.net\/puntofamiglia\/2026\/06\/13\/le-domande-difficili-dei-giovani-le-risposte-vere-del-papa\/","title":{"rendered":"Le domande difficili dei giovani, le risposte vere del Papa"},"content":{"rendered":"\n<p>Riportiamo le&nbsp; domande, che sono state al tempo stesso testimonianze, rivolte da tre giovani a Papa Leone XIV, lo scorso 9 giugno, presso lo Stadio Olimpico \u201cLlu\u00eds Companys\u201d. L\u00ec il Pontefice \u00e8 stato accolto da circa 40mila persone sugli spalti, che hanno fatto sentire la loro voce al grido di \u201cViva il Papa\u201d e \u201cQuesta \u00e8 la giovent\u00f9 del Papa\u201d. Il Papa ha risposto in modo mirato e puntuale ad ogni loro richiesta, spiegando che la sofferenza non va \u201cspiritualizzata\u201d ma accompagnata e che il Vangelo pu\u00f2 generare persino \u201cfrustrazione\u201d, se non lo prendiamo come un cammino destinato a durare tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><em>\u201cSanto Padre, cresciamo sentendoci dire che l\u2019unico obiettivo nella vita \u00e8 produrre, avere successo e curare la nostra immagine. Io stesso ci ho provato, ma ho trovato solo un vuoto immenso. Cercando risposte, la mia vita ha avuto una svolta, e in questa Pasqua ho ricevuto il Battesimo. Ora che mi trovo in questo nuovo cammino, Le chiedo: come possiamo tenere lo sguardo rivolto verso ci\u00f2 che conta davvero, quando la societ\u00e0 ci spinge a guardare costantemente verso il basso o solo a noi stessi? Come possiamo scoprire la nostra vera vocazione dentro questa corrente?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie per questa testimonianza. \u2013ha risposto il Santo Padre &#8211; Vorrei innanzitutto condividere la tua gioia e quella di tutti coloro che, durante la Pasqua di quest\u2019anno, hanno ricevuto il sacramento del Battesimo. <strong>Numerosi giovani e adulti stanno riscoprendo la fede cristiana, magari dopo un periodo della vita in cui si erano un po\u2019 allontanati da Dio<\/strong>. Si tratta di un passo davvero importante\u201d. Il Pontefice ha poi riflettuto su quel \u201c<strong>bisogno di un\u2019altra acqua per dissetarci pi\u00f9 profondamente<\/strong>\u201d, perch\u00e9 il \u201cnostro desiderio di verit\u00e0 e di felicit\u00e0 ha bisogno di un orizzonte pi\u00f9 ampio\u201d. Per il Papa l\u2019inquietudine che avvertiamo \u00e8 essa stessa \u201cun dono\u201d che \u201cDio stesso ci ha dato\u201d. Siamo, d\u2019altronde \u201cfatti su misura per l\u2019infinito\u201d e per questo \u201cogni orizzonte finito, ogni passo, ogni conquista, pur soddisfacendoci, allo stesso tempo ci spinge avanti e ci invita a continuare a cercare, a cercare avanzando, ma, soprattutto, a cercare \u00abscendendo interiormente\u00bb, cio\u00e8 andando in profondit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Papa ha allora denunciato \u201c<strong>l\u2019idolatria del profitto e del rendimento<\/strong>, la frenesia di dover sempre produrre ed essere vincitori, cos\u00ec come il culto della propria immagine\u201d, definendo tutte queste cose \u201c<strong>anestetici per addormentare la nostra coscienza e adattarla a una certa idea di societ\u00e0<\/strong>\u201d. Eppure, spiega ancora Papa Prevost, \u201c<strong>Quando le persone imparano a fermarsi, a dare valore alle cose importanti, ad apprezzare il tempo in modo nuovo e a riflettere sulla propria vita lasciandosi illuminare dal Vangelo, sviluppano anche un pensiero critico nei confronti di un sistema sociale che non pone la persona al centro e provoca situazioni di ingiustizia e di povert\u00e0 esistenziali a diversi livelli<\/strong>\u201d. Rivolgendosi ancora all\u2019autore della domanda, ha continuato il Pontefice: \u201cTu e tanti altri avete scoperto il valore di una vita pi\u00f9 umana, pi\u00f9 piena, aperta all\u2019incontro con Dio e alla gioia della fede. Ci\u00f2 significa che, nonostante le difficolt\u00e0, il luogo in cui Dio si fa presente e dove dobbiamo trovare le sue tracce \u00e8 sempre la realt\u00e0 in cui ci troviamo\u201d. Infine \u201ccrediamo che lo Spirito Santo agisca e operi silenziosamente in tutte le situazioni della vita e della storia, anche in quelle che sembrano pi\u00f9 difficili.<strong> Ma dobbiamo coltivare questa inquietudine e farle spazio<\/strong>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSanto Padre, in un mondo dove le cose si gridano, ci sono aspetti della vita che rimangono nascosti, per vergogna, come la depressione, una malattia silenziosa che colpisce molte persone, giovani e adulti, e che porta con s\u00e9 oscurit\u00e0, isolamento e un dolore immenso. A volte questo dolore \u00e8 cos\u00ec opprimente che l\u2019idea di scomparire sembra l\u2019unica via d\u2019uscita. Io stessa ho lottato per uscire da questa malattia, in silenzio per anni, e un venerd\u00ec sera ho perso la battaglia e ho tentato di togliermi la vita. Sono qui perch\u00e9 Dio mi ha dato una seconda possibilit\u00e0, e gli sar\u00f2 eternamente grata; ma ci sono molti altri che continuano ad affrontare questa oscurit\u00e0. Per questo, Le chiedo con tutto il cuore: dove possiamo vedere Dio quando l\u2019oscurit\u00e0 \u00e8 totale e non ce la facciamo pi\u00f9? Come possiamo avere fiducia in Dio, quando sembra che per nulla, nemmeno per noi stessi, ne valga la pena?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Papa, di fronte a questa confessione sincera e dolorosa, ha avvertito, anzitutto, il<strong> bisogno di ringraziare la giovane<\/strong> che l\u2019aveva offerta: \u201cPrima di tutto, grazie per aver condiviso oggi la tua esperienza di sofferenza. <strong>Mi commuove che tu riesca a parlarne, che tu sia qui tra noi e che tu abbia trovato la forza di accogliere questa seconda possibilit\u00e0 che il Signore ti ha dato<\/strong>. Ti sei rialzata e hai ripreso il cammino, e questo \u00e8 un <strong>miracolo meraviglioso che vediamo in molti personaggi del Vangelo: a contatto con Ges\u00f9, anche chi si sente perso ritrova fiducia nella vita, guarisce dalla malattia e pu\u00f2 rialzarsi per tornare a vivere<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Papa ha poi ripreso il concetto della \u201c<strong>malattia silenziosa<\/strong>\u201d che \u00e8 la depressione e ha affermato che \u00e8 \u201cimportante <strong>prendere coscienza<\/strong> di come la salute mentale sia sempre pi\u00f9 minacciata nel contesto di societ\u00e0 che si considerano avanzate. <strong>\u00c8 un segnale che c\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente sbagliato in una certa idea di crescita che sottopone le persone a pressioni, aspettative e tensioni che compromettono equilibri fondamentali<\/strong>\u201d. Ecco perch\u00e9 \u201c\u00e8 necessario un <strong>sistema sanitario che includa tra le sue priorit\u00e0 questo malessere invisibile e generalizzato<\/strong>, che colpisce anche i giovani\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Papa Prevost sa che il \u201cdolore mette alla prova la fede e il senso che attribuiamo alla vita\u201d, tuttavia, mentre ascoltava la ragazza, ha pensato all\u2019angoscia di Ges\u00f9 prima di donarsi sulla Croce: \u201cnon si tratta solo di una sofferenza personale; il Figlio di Dio sta assumendo nella propria carne tutta l\u2019angoscia, la solitudine e la sofferenza dell\u2019umanit\u00e0. In quelle ore buie, morendo sulla croce, Ges\u00f9 condivide il nostro dolore e ci rivela il volto di un Dio compassionevole, che porta il peso delle nostre pene, che soffre con noi, piange le nostre lacrime e rimane al nostro fianco con la sua presenza piena di amore e misericordia\u201d. Non \u00e8 facile vivere e sperimentare questo, tuttavia, \u201cDi fronte alle situazioni pi\u00f9 difficili e dolorose, quando Dio sembra assente, dobbiamo affidargli ancora una volta i pesi che portiamo nel cuore, anche gridando a Lui, anche protestando come Giobbe, sicuri che in qualche modo Egli si renda presente e sia vicino anche quando apparentemente tace. Ma penso che non possiamo farlo da soli. Nelle ore di dolore, almeno per quanto possibile, dobbiamo aprirci a qualcuno che ci aiuti a esprimere una semplice preghiera, che ci accompagni con discrezione senza la fretta di spiegarci quel dolore, che ci prenda per mano e ci faccia uscire da quel grido\u201d. E poi una precisazione importante: \u201c<strong>Non dobbiamo spiritualizzare il dolore, riconducendolo superficialmente alla \u2018volont\u00e0 di Dio\u2019 o a qualche suo misterioso progetto, perch\u00e9 questo rischia di minimizzare quella sofferenza, di metterla a tacere, di ferire le persone. Dio non vuole la sofferenza, la porta con noi e ci invita a confidare in Lui con perseveranza\u201d<\/strong>. Infine, il Pontefice ha chiosato: \u201cRicordiamo ci\u00f2 che diceva Papa Francesco: con Dio, la vita rinasce sempre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Buonasera, Santo Padre. Provengo da una famiglia di un quartiere molto povero di Barcellona. Quando ero piccola, mio padre ha cercato di uccidere mia madre, che si \u00e8 salvata solo grazie all\u2019intervento di un ragazzo che ha perso la vita. Mio padre \u00e8 finito in prigione e mia madre \u00e8 caduta nel mondo della droga. A dieci anni i servizi sociali mi hanno presa in custodia e mi hanno portata al centro di accoglienza minorile di San Jos\u00e9 de la Monta\u00f1a. All\u2019inizio \u00e8 stata dura, perch\u00e9 mi ero costruita un muro per proteggermi, dove non lasciavo entrare nessuno. Ma a poco a poco ho sperimentato per la prima volta l\u2019amore di una famiglia, e il mio cuore si \u00e8 aperto. L\u00ec mi hanno parlato di Ges\u00f9, ho iniziato a pregare e ho ricevuto il Battesimo. Ma durante l\u2019adolescenza mi sono ribellata a Dio molte volte. Mi hanno invitata a un ritiro e l\u00ec, per la prima volta, ho sperimentato l\u2019amore di Dio. Ma sono passati alcuni mesi e faccio ancora fatica a perdonare mio padre. E a volte alzo gli occhi al cielo e gli chiedo: \u00abDov\u2019eri quando ero bambina?\u00bb. Santo Padre, come posso perdonare mio padre, che stava per lasciarmi senza madre? Come posso riconciliarmi veramente con Dio?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questa testimonianza fortissima, risuonata davanti a quarantamila persone che hanno accolto in silenzio il dolore di una persona che ha sperimentato il male di cui l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 capace, ha di nuovo suscitato la gratitudine del Papa: \u201cGrazie per la tua testimonianza \u2013 le ha detto &#8211; e grazie anche per la domanda sul perdono. \u00c8 davvero un segno della grazia di Dio che questa domanda sorga da un passato cos\u00ec segnato dalla sofferenza e che, nonostante il dolore, si abbia il coraggio di chiedersi come sia possibile perdonare chi ci ha fatto del male. Per il Papa, per\u00f2, la vera domanda da porci di fronte a tanto male \u00e8 \u201csull\u2019uomo e sull\u2019umanit\u00e0\u201d, su \u201c<strong>come a volte siamo prigionieri del male fino a diventare violenti con gli altri, su come non riusciamo a coltivare l\u2019amore e a rispettare gli altri nella loro dignit\u00e0 e libert\u00e0<\/strong>\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Pontefice non nasconde che ancora oggi molte notizie di cronaca nera rivelano un clima familiare avvelenato da abusi e violenze, soprattutto contro le donne, fino al femminicidio. \u00c8 una realt\u00e0 drammatica, con radici profonde, che riguarda tutti: non possiamo attribuirla a Dio n\u00e9 attenderci interventi miracolosi. Dio ci ha dato libert\u00e0, coscienza e responsabilit\u00e0, indicandoci in Cristo la via dell\u2019amore, della giustizia e della pace. Se prevalgono violenza ed egoismo, dobbiamo interrogarci su noi stessi, sulla societ\u00e0 e sulla cultura, non su Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il perdono, il Papa \u00e8 consapevole che dobbiamo imparare a considerarlo \u201cpotente rimedio contro il male che guarisce le nostre ferite interiori, come parte di un processo, di un cammino\u201d. Infatti, \u201c<strong>lo stesso Vangelo, se lo leggiamo come un libro di indicazioni, di comandamenti e di doveri, rischia di causarci grande scoraggiamento e frustrazione, perch\u00e9 mentre Ges\u00f9 ci invita al perdono noi ci rendiamo conto di non esserne capaci. Invece non \u00e8 cos\u00ec. Il perdono dobbiamo soprattutto invocarlo dal Signore; continuare a chiedere \u2013 forse per tutta la vita \u2013 che il Signore allarghi in noi lo spazio dell\u2019amore proprio l\u00e0 dove siamo stati feriti, che ci aiuti a riconciliarci con noi stessi e con quella parte della nostra storia segnata dalla sofferenza, che trasformi lentamente il risentimento in misericordia e compassione<\/strong>\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 omettere, e il Papa non lo fa, che \u00e8 \u201c<strong>un cammino lungo, un processo che richiede molta pazienza, \u00e8 un lavoro che dobbiamo fare su noi stessi, sia personalmente sia attraverso altri percorsi di accompagnamento e di riconciliazione interiore. Ed \u00e8 necessario non scoraggiarsi: nel perdono si procede a piccoli passi<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo le&nbsp; domande, che sono state al tempo stesso testimonianze, rivolte da tre giovani a Papa Leone XIV, lo scorso 9 giugno, presso lo Stadio Olimpico \u201cLlu\u00eds Companys\u201d. 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