29 Ottobre 2026
Scomoda determinazione
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,31-35
In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».
Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».
Il commento
“Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere” (13,31).
I tenaci oppositori del Nazareno appaiono qui come amici, gli consegnano un messaggio riservato e lo invitano a lasciare la Galilea. Più che un gesto di amicizia sembra un tentativo di liberarsi di un personaggio che diventa sempre più scomodo. L’ultimo episodio, in ordine cronologico, quello della donna guarita durante lo shabbat (13, 10-17), lo ha reso ancora più popolare e, al tempo stesso, ha messo in grande imbarazzo i farisei. Il riferimento a Erode fa pensare che l’autorità civile abbia l’intenzione di intervenire per soffocare la voce di colui che, ai loro occhi, appare come un astuto predicatore itinerante che cerca di raccogliere proseliti tra i villaggi della Galilea. Un novello rivoluzionario, come Giuda il Galileo, di cui parla Gamalièle nella sua arringa al Sinedrio (At 5,37), che al tempo del censimento aveva tentato di opporsi al potere dei romani.
“Andate a dire a quella volpe” (13,32): la reazione di Gesù sembra confermare l’autenticità di quella comunicazione, egli infatti consegna a sua volta un messaggio da portare a Erode. Nelle parole del Nazareno non c’è ombra di paura, la coscienza della missione prevale su ogni altra considerazione:
“Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani;
e il terzo giorno la mia opera è compiuta” (13,32).
Queste parole non rappresentano una plateale sfida al potere costituito, Gesù non si presenta né vuole apparire come un rivoluzionario che combatte contro Erode. Un altro è il nemico da combattere con tutte le forze e senza tregua: colui che semina il male e spinge l’uomo a compiere il male. Non è venuto per alimentare altri conflitti ma per guarire l’umanità dalle sue ferite. Gesù non fugge e non viene meno alla missione fino a quando non sarà tutto compiuto. Teresa di Lisieux vive con la stessa determinazione, scrive infatti: “O mio Amato Salvatore, vorrei versare il sangue per te fino all’ultima goccia…” (Ms B 3r). È questa la preghiera che anche noi oggi vogliamo presentare.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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