30 Ottobre 2026
Come un faro nella notte
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,1-6
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.
Il commento
“Un sabato si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare” (14,1).
Il Vangelo non lo dice ma è ovvio supporre che Gesù si reca nella casa del fariseo perché è stato invitato. Questo atteggiamento rappresenta per noi un prezioso insegnamento. Il Maestro infatti non rifiuta l’invito né coltiva pregiudizi, entra dovunque, anche nella casa di coloro che lo criticano aspramente. Non vi entra come un avversario per sfidare il fariseo ma neppure come un ospite che tiene un profilo basso, al fine di evitare polemiche. Lui va in ogni casa, e desidera entrare in ogni cuore, per donare a tutti una parola luminosa.
Nel suo agire non c’è alcuna volontà di contrapporsi ma neppure la necessità di restare nascosto. Chi ama non indossa l’abito dell’indifferenza. Gesù è sempre fedele alla sua identità, non cambia atteggiamento a seconda dei destinatari, non dice solo quelle cose che possono piacere ma ha il coraggio di proclamare parole che potranno alzare o fortificare muri di incomprensioni. Il fatto di essere un osservato speciale non cambia il suo modo di agire, si preoccupa di dire o di fare sempre e solo ciò che corrisponde alla sua vocazione. In obbedienza alla missione ricevuta dal Padre. Quel giorno avrebbe potuto tacere e mostrare così un volto più dialogante. Non può farlo, la presenza di un uomo ammalato lo sollecita a intervenire, pur sapendo che quel gesto di carità avrebbe certamente rinfocolato polemiche e conflitti.
La scena evangelica contrasta non poco con la tendenza di chi, in nome del dialogo, invita a tacere la verità. Una tendenza sempre più diffusa nella vita ecclesiale che suggerisce di evitare ogni forma di contrasto con il potere culturale e di dare priorità a quelle urgenze umanitarie che, guarda caso, corrispondono alle scelte condivise dai padroni dei mezzi di informazione. Apertura e dialogo sono valori da custodire senza però dimenticare che la Chiesa è posta nel mondo come un faro che brilla nella notte. Oggi preghiamo in modo particolare per il Papa e i vescovi, mai come oggi chiamati ad andare controcorrente.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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