Società

Le famiglie rivendicano il compito educativo

“L’educazione sessuale sia affidata alla famiglia e non assegnata alla scuola” così scrive il Comitato Famiglia Educazione Libertà – realtà che raccoglie 23 tra associazioni e fondazioni – in una lettera aperta a Mattarella, Renzi e Giannini.

Da pochi giorni, il Comitato Famiglia Educazione Libertà – piattaforma che raccoglie 23 realtà, tra associazioni, fondazioni e comitati – ha inviato una lettera aperta al Presidente Mattarella, al Premier Renzi e al Ministro Giannini. L’oggetto? Il Comitato chiede a chiare lettere di non delegare alla scuola l’educazione sessuale dei figli, compito da riservare alla famiglia, che – secondo l’articolo 30 della Costituzione – è la titolare del diritto dovere di mantenere, educare ed istruire i figli.

Per combattere “l’indifferenza e la disinformazione che caratterizza il clima culturale e sociale di oggi”, come si legge nella missiva, le associazioni intendono difendere il compito educativo che spetta alla famiglia, motivando in quattro punti la richiesta avanzata: rispetto dell’intimità, rispetto del pudore, rispetto della privacy e rispetto della libertà di educazione della famiglia. «Nella scuola – scrive il Comitato – quando si parla a venti o trenta persone, non tutte allo stesso grado di maturazione, è inevitabile produrre traumi a chi, per i motivi più svariati, non è ancora pronto a recepire certe nozioni che riguardano, appunto, la propria intimità». L’educazione sessuale non può essere delegata alla scuola, perché «la famiglia è esperta in umanità più di qualsiasi esperto, anche perché la vita non è un talk show, ma è una cosa seria. Semmai, aiutiamo la famiglia a svolgere questo compito». Le famiglie chiedono di essere accompagnate a vivere consapevolmente il loro ruolo genitoriale. Ad esempio, attraverso “corsi di sostegno alla famiglia”, “attività volte all’educazione affettiva” ed ancora con la partecipazione attiva dei genitori alle “iniziative eventualmente intraprese” o riconoscendo loro il diritto di “non far partecipare i propri figli ad iniziative in tema di educazione sessuale che essi non ritengano coerenti con la propria impostazione di vita”.

All’accusa di aver firmato una “delega in bianco” in tema educativo, mossa da mondo della scuola nei confronti dei genitori, il Comitato risponde senza mezzi termini: «le famiglie italiane sono più preparate e mature di quanto, in modo interessato, spesso si voglia far credere».




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