CORRISPONDENZA FAMILIARE

di don Silvio Longobardi

Il segreto di una vita santa: Luigi Martin, sposo e padre

30 Luglio 2018

San Luigi Martin

Perché non approfittare di agosto per approfondire l’amicizia con i santi Luigi e Zelia? Partiamo oggi con la limpida testimonianza di Luigi. Don Silvio: “Ha saputo custodire la fedeltà anche in mezzo alle numerose prove della vita. Per tanti aspetti possiamo paragonarlo ad Abramo”.

Cari amici,

come ho già fatto negli anni precedenti, gli appuntamenti settimanali di agosto saranno tutti dedicati alla famiglia Martin. Il periodo di vacanza può essere una buona occasione per rileggere alcune pagine della bella testimonianza che Luigi e Zelia hanno offerto alla Chiesa. Chi volesse farlo, assieme ai numerosi articoli che trova nel nostro sito, può anche richiedere i libri che la nostra editrice ha pubblicato.

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Vorrei iniziare parlando di Luigi Martin. A leggere con attenzione la sua vita, ci accorgiamo che egli ha saputo custodire la fedeltà anche in mezzo alle numerose prove della vita. Per tanti aspetti possiamo paragonarlo ad Abramo, nostro padre nella fede. Il cammino della sua vita non è stato affatto lineare. Ha vissuto gli anni della giovinezza cercando una vocazione che non ha potuto realizzare. Non gli mancavano le disposizioni interiori ma l’ignoranza del latino era considerato un limite insuperabile. Sperimentò certamente un’acuta e amara delusione ma rimase ben piantato nella fede e con quel realismo, che è proprio della fede, imparò un mestiere; e con quell’ostinazione, che è propria dei santi, non abbandonò l’idea della consacrazione, tant’è vero che non cercò una moglie e rifiutò amabilmente ogni proposta. Sembrava destinato ad una vita celibataria.

Fino a quando non incontrò Zelia. Erano passati gli anni della prima giovinezza, Luigi aveva 35 anni, era un uomo maturo, ben inserito nella vita sociale ed ecclesiale di Alençon. Quell’incontro fu per lui come una luce improvvisa, l’appuntamento della grazia. Con la semplicità dei piccoli del Vangelo (Mt 11,25) riconobbe senza problemi la chiamata di Dio e rispose con una tempestività e una determinazione che poteva nascere solo dalla fede. Quando si vive con il cuore rivolto a Dio il discernimento interiore richiede meno fatica. Il buon Dio non ha avuto bisogno di bussare a lungo perché la porta di Luigi era già socchiusa…

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Ad uno sguardo umano questo passaggio poteva apparire troppo repentino ma Luigi s’imbarcò nella nuova avventura con lo stesso slancio dell’apostolo Paolo quando parte per la missione. L’avventura coniugale aveva il timbro di Dio. Questa certezza era più che sufficiente per dare una particolare impronta alla vita coniugale. Nella vita di Luigi Dio era il “primo servito”, tutto veniva da Lui e tutto doveva essere vissuto per Lui. Per questo l’antico e mai sopito desiderio di vita consacrata, lo sospinse a proporre alla moglie uno stile di vita piuttosto straordinario che comportava la totale rinuncia alla vita sessuale. La sessualità non faceva paura ma forse veniva considerata come un limite oggettivo al desiderio di santità. Non dobbiamo sorridere né giudicare questa scelta con la coscienza di fede che oggi abbiamo ricevuto, al contrario dobbiamo ammirare l’interiore rettitudine di un uomo che cerca con tutte le forze una vita santa e non teme di compiere scelte eroiche. Un uomo che non si è mai rassegnato, ha accettato le leggi della Chiesa che gli impedivano di entrare nello stato religioso ma non ha smarrito l’idea di totalità che ha respirato nella giovinezza. Luigi compie questa scelta quando aveva raggiunto un’età matura, era dunque ben consapevole della fatica che avrebbe dovuto affrontare. Ma non si tira indietro.

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Amici, è questo il cuore e il segreto di una vita santa. Prima e al di là delle opere che riesce a realizzare, santo è colui che non perde il gusto di sognare cose grandi e non misura la vita con le sue capacità ma sceglie di amare Dio con tutto il cuore ed è pronto a fare anche quello che umanamente appare ben più grande delle sue forze.

Alcuni mesi dopo, il saggio consiglio di un prete chiese loro di rinunciare a questo patto e di vivere un matrimonio nella forma più semplice. Dio non chiedeva di più. Luigi e Zelia obbedirono con l’umiltà dei discepoli che accolgono con docilità i suggerimenti che lo Spirito dona attraverso i ministri della Chiesa. Capirono che Dio li chiamava ad una vita del tutto ordinaria ma non volevano abbandonare il desiderio di una vita straordinaria. Per questo chiesero a Dio la grazia di accogliere con gioia tutti i figli che Lui avrebbe donato. E così avvenne.

Siamo ancora all’inizio della sua vita coniugale e mi accorgo che non ho tempo e spazio per un ulteriore approfondimento. Avremo modo di continuare il nostro cammino esplorando altri aspetti di questa esperienza di santità. Un affettuoso saluto a tutti.

don Silvio

 

Per conoscere meglio la santità di casa Martin clicca qui: https://www.famiglia.store/editoria-famiglia-martin-elenco-delle-pubblicazioni/

 




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