CORRISPONDENZA FAMILIARE

Verso il matrimonio. Il primo passo da fare, quello decisivo

15 Febbraio 2021

sposi

Quante coppie partono con le migliori intenzioni e poi si trovano lacerate da un conflitto che appare insanabile e spesso si traduce nella più ostile separazione? Non basta sapere ciò che è giusto. È necessario iscriversi alla scuola dell’umiltà.

Buongiorno don Silvio 

[…] il libro sulla promessa nuziale che ci hai donato… ci ha fatto compagnia per diverse sere, ho avuto modo di condividerlo con Francesco. Io leggevo e lui ascoltava. È stato un bel momento di comunione… è stato una conferma a tutto ciò che io e Francesco ci siamo detti e ci diciamo come base del nostro rapporto è della nostra famiglia che vogliamo costruire.

Il tuo libro è straordinariamente semplice e chiaro su ogni punto affrontato. Francesco lo ha trovato fin troppo scontato ma io gli ho detto che non è così, i concetti da te affrontati non sono per nulla banali… pensa che alcuni punti di certi capitoli, involontariamente e per coincidenza, li abbiamo vissuti nel giorno stesso in cui poi la sera ci siamo trovati a leggere il capitolo del giorno è stata una bella Dioincidenza.

In ogni caso è stato bello davvero poter leggere quelle cose che io e Francesco crediamo siano una necessaria premessa per la costruzione di una famiglia in cui Dio viene a dimorare. Grazie don Silvio, grazie davvero. Aggiungo solo un’altra cosa, Francesco avrebbe voluto leggere qualcosa che ci aiutasse a capire come in pratica si affronta un matrimonio prima e dopo per essere preparati. Santa giornata don Silvio, ti chiamo poi per avere una tua opinione su quanto ti ho detto. Un abbraccio

Giulia”.

Per acquistare il libro sulla promessa nuziale: https://www.famiglia.store/con-la-grazia-cristo-prometto/

Mia cara Giulia, 

sono molto contento che il mio libro vi abbia dato la possibilità di confrontare con maggiore concretezza il progetto di matrimonio che ciascuno di voi porta nel cuore. È un passaggio ineliminabile del fidanzamento che, tenendo conto della diversità delle vostre storie personali, diventa per voi ancora più necessario. 

Il giudizio di Francesco è eccessivamente drastico ma ha una sua innegabile verità: quando parliamo dell’amore, abbiamo sempre l’impressione di dire o ascoltare cose ovvie, quelle che tutti sanno o pensano di sapere. La realtà purtroppo è ben diversa dai sogni e dai libri. Non raramente l’ingenuo desiderio dell’amore, che accompagna e riscalda il tempo del fidanzamento, fa naufragio dinanzi alle difficoltà del matrimonio, non ha la forza di affrontare le tempeste della vita. Quante coppie partono con le migliori intenzioni e poi si trovano lacerate da un conflitto che appare insanabile e spesso si traduce nella più ostile separazione. 

I primi dati del 2020 descrivono un significativo e preoccupante aumento dei dissidi coniugali, evidentemente il lockdown invece di favorire il dialogo ha fatto scoppiare le tensioni latenti. Non sono affatto sorpreso. So bene che gli sposi faticano a dare una veste coniugale alla vita e incontrano difficoltà che a volte appaiono insuperabili. In realtà diventano insuperabili perché non vengono affrontati in tempo e con i giusti mezzi. 

Non basta sapere ciò che è giusto. “Sapere e non fare è ancora non sapere”, dice un proverbio orientale. È necessario imparare a costruire comunione, a partire dalle piccole cose della vita, quelle che nessuno vede e che apparentemente sono insignificanti. Chi crede di sapere già tutto, chi si fida troppo di sé stesso, chi pensa di non aver bisogno di nessuno, finisce per cadere nella fossa della presunzione. E rischia di non rialzarsi, a meno che non riconosce i propri limiti e non accetta di aver bisogno di un aiuto. 

Chi si iscrive alla scuola dell’umiltà, impara ad amare. Sapere quali sono le cose da fare non significa saperle fare. La cultura illuministica, che oggi prevale, punta tutto e solo sulla conoscenza. Come se fosse sufficiente conoscere i pericoli per evitarli. La realtà s’incarica di dirci che non è così. Tanti anni e tante campagne di prevenzione sui danni causati dal fumo non ne hanno affatto diminuito il consumo. A diminuire è solo l’età della prima sigaretta… La realtà dell’amore è ancora più debole perché viviamo e respiriamo quella cultura efficacemente riassunta nel film di Carlo Verdone: L’amore è eterno finché dura. Oggi nessuno chiede più agli sposi di costruire una comunione che dura tutta la vita. Si sta insieme, se possibile, ma senza pretendere l’impossibile. La comunione coniugale è solo una variabile dipendente soggetta alle esigenze dell’individuo. 

Nella vita professionale occorre acquisire e arricchire una competenza adeguata alle responsabilità che vengono affidate. Nella vita matrimoniale, invece, è bene riconoscere la propria sostanziale incapacità e affidarsi alla grazia di Dio. È questo il punto di partenza che permette di fare dell’amore un lungo cammino, un’avventura sempre nuova. La fede dona uno sguardo nuovo in cui la coscienza delle difficoltà non imprigiona la speranza. Chi cammina nella luce di Dio sa di poter sempre contare sulla presenza amorevole di un Padre che veste di luce anche i sentieri più oscuri. Dal libro del profeta Isaia traggo una parola che vi prego di custodire come una preziosa reliquia: “Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono; ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi” (Isaia 40, 30-31). 

Restate umili, cari amici, e lasciatevi accompagnare da quegli sposi che hanno esperienza e saggezza di vita. Ve lo dico con affetto e grande chiarezza: è questa la premessa per non smarrire la strada e custodire intatto quell’ideale che oggi vi affascina.

Un libro non può dire tutto, anche se raccoglie l’esperienza di un ministero che da tanti anni – ormai più di trenta – mi ha permesso di condividere da vicino l’esperienza di tanti sposi, fatta di tante gioie ma non priva di fatica. Un libro è solo la premessa di un dialogo che può e deve accompagnare i vostri passi, non solo in questo periodo che precede la liturgia nuziale ma anche negli anni successivi. Ti ringrazio e vi auguro un buon cammino, lieto di poter accompagnare e contribuire per quel poco che posso.

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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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