16 Febbraio 2024

Il dolore per la vita

Ada ha 12 anni e da qualche tempo ha preso l’abitudine di grattarsi sulle gambe fino a sanguinare. L’inverno è suo complice. Le calze e pantaloni pesanti nascondono il suo segreto. Ada ha 12 anni e non accetta quel suo corpo che sta cambiando. Ha paura di parlarne con le amiche. La madre è concentrata sul fratello di 5 anni più piccolo di lei. Lavora, e poi c’è la nonna in ospedale, la casa, i panni da lavare. Ada ha 12 anni e segue quella influencer su TikTok che le dice che fa bene a grattarsi fino al sangue perché così si sentirà meglio. Ada ha 12 anni e dovrebbe sognare, scrivere un diario, aprirsi al mondo con fiducia ma si sente tanto sola e disorientata.

Ada purtroppo non è l’unica preadolescente in Italia che fa uso di queste pratiche. Al centro un disagio profondo, legato alle trasformazioni fisiche e fisiologiche del corpo di un adolescente, di fronte al quale le ragazzine a volte si sentono sole e impotenti. Estranee in un corpo che cambia e non riconoscono più, e possono sentire il bisogno di grattarsi, di sentire di esistere, di poter in qualche modo avere la meglio su quel corpo.

Dobbiamo preoccuparci? Certamente non dobbiamo ignorare il problema. Secondo alcuni studi oggi l’adolescenza arriva sempre prima, a causa di una dieta “ultra ormonale”. A questa si aggiunge l’esigenza di esistere in rete che è sempre più forte.  La richiesta di una immagine precisa e la rappresentazione, esacerbata dalle reti, per esistere socialmente e amichevolmente spesso le esaspera perché l’apparenza non coincide con il cuore ancora incastrato tra le favole e le bambole.

Abbiamo bisogno di indicare loro una via alternativa per esprimersi. Non intendo affatto puntare il dito contro noi genitori. Non siamo sempre la causa dei disturbi dei nostri figli ma siamo i soli che possono fare il lavoro maggiore e più importante per aiutarli. È questa la differenza sostanziale che spesso non si riesce a cogliere pensando di poter risolvere tutto riferendoci alla scienza medica. Questo comporta fatica. Fatica di ascoltarli, fatica di indicare ore di libertà dalla scuola impegnate in sport, itinerari di fede, attività da condividere insieme, libri da leggere insieme. Non basta essere genitori accudenti, abbiamo bisogno di essere genitori presenti. È tutta un’altra cosa.



Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.

Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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