3 Novembre 2026
Sembra una porta chiusa
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,15-24
In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».
Il commento
“Uno dei commensali, avendo udito questo, gli disse…” (14,15).
Il brano evangelico di oggi è legato a quello che precede. L’ambiente è ancora quello del pranzo (14,1). L’insegnamento di Gesù si era concluso con una parola che richiamava la resurrezione dei giusti, alla quale potranno accedere coloro che avranno vissuto con gratuità, facendo dei poveri, degli esclusi i loro amici privilegiati (14,12). E proprio partendo da questa parola, uno dei commensali esclama: “Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!” (14,15). Chi parla così mostra di aver accolto l’insegnamento di Gesù e auspica che possa trovare pieno compimento.
Dinanzi ad un’affermazione come questa, Gesù avrebbe potuto semplicemente dire “amen”. E invece, prende spunto da quelle parole per consegnare un insegnamento che mette in luce l’invito di Dio ma, al tempo stesso, denuncia la scarsa collaborazione dell’uomo. La parabola si conclude con un ammonimento piuttosto severo:
“Nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena” (14,24).
Non dice altro. Sembra una porta chiusa. In realtà, è una parola che costringe a riflettere. Il Vangelo è molto diverso da quello che noi pensiamo, ci sono pagine in cui risplende la misericordia nella forma più gratuita e altre in cui il Maestro avvisa i discepoli che Dio non fa sconti. Non sono due Vangeli ma due pagine dell’unico Vangelo.
“Venite, è pronto” (14,17): è un invito che risuona anche oggi. E tante volte non riceve l’accoglienza che Dio attende. Meditando questa parola pensavo a tanti amici che hanno accolto con fede l’invito di Dio, hanno risposto con generosità e hanno perseverato con fedeltà. Alcuni di loro hanno già varcato la soglia della vita ma la loro memoria resta una benedizione. Nella scia di questi amici, quelli che Papa Francesco avrebbe chiamato i santi della porta accanto, impegniamoci ad accogliere gli appelli di Dio, anche quando ci sembra di avere buone ragioni per rinunciare o per rimandare. La grazia non mancherà.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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