Giovani

Sei il protagonista del progetto di Dio, te l’hanno mai detto?

coppia

di don Gianluca Coppola

Stai lavorando al piano di felicità che Dio ha per te oppure pensi di poter ignorare la tua vocazione? Ognuno di noi è chiamato a qualcosa, ci sono cose che solo tu puoi fare cosa stai aspettando?

Due corpi che si uniscono in un vortice di bellezza e sentimento, si scoprono, si esplorano, diventando una cosa sola, in quel connubio che dilata gli orizzonti dell’esistenza umana per dare “sostanza” al progetto di Dio: il futuro di quel a “immagine e somiglianza di Dio” che riecheggia nei secoli e nei secoli fino a quando Egli vorrà. E sì, non sto parlando banalmente di sesso, ma di quell’atto d’amore pensato da Dio – pertanto non hai nulla di che scandalizzarti – finalizzato alla procreazione. E come ogni cosa voluta da nostro Signore, ha un senso, una bellezza e una dimensione che funzionano quando sono fedeli alla Sua volontà, alle Sue regole. Ma se trasformata, come oggi è la norma, in un bene di consumo, è ridotta ad uno scimmiottare la Verità nell’esercizio preferito del Nemico. Una volta da qualche parte ho letto che “ogni figlio che nasce è un atto di fiducia di Dio verso l’umanità”.  Un uomo e una donna che si uniscono generando vita, diventano, – è proprio vero! – i depositari del più grande miracolo che possa immaginarsi. Altro che effetti speciali, altro che “brodo primordiale” e giuggiole evoluzioniste fatte passare per verità assoluta. Uno spermatozoo e un ovulo, un po’ di elettricità e il dito potente di Dio Padre Creatore avviano la formazione di un embrione (che è già persona umana!), il quale diventerà l’organismo vivente più complicato e intelligente di un pianeta in cui esistono milioni e milioni di specie viventi.

Anche io e te siamo stati e siamo i protagonisti di questo miracolo e del pensiero di Dio. Io e te siamo i figli di un “sì” che i nostri genitori hanno detto dinanzi alla vocazione al matrimonio. Eppure tutto questo non basta per spiegare l’assoluta complessità della vita di un uomo e soprattutto che non è una cartella clinica perfetta a fare la felicità di un’esistenza.  C’è qualcosa di più grande che governa il nostro muovere passi sulla terra. Dove camminano i tuoi piedi, verso quale direzione, da dove vieni? Ma soprattutto, dove vai? Dove stai andando e perché? Sei nato con un progetto ben pensato da Dio, il più grande progettista di vite umane. Che non solo ti ha progettato: “Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre” (Sal 138,13). Ma ti ha fatto pensandoti come alla cosa più bella e utile del Creato: “Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere”(Sal138,14).

Ha bisogno di te, del tuo talento, della tua volontà.Non sapremo mai il perché dei nostri passi se non ci abbandoneremo all’idea di appartenere a un pensiero d’amore: al piano di Dio Amore. Cosa che sai, potrebbe anche risultarti banale, ma in realtà è l’unica risposta sensata a tutte quelle angosce nel non riuscire ad accettare la nostra vita come qualcosa di bello. Tu sei il prodigio di Dio. I tuoi occhi, i tuoi capelli, il tuo corpo per quanto non ti piacciano o siano per te motivo di disagio, rappresentano la più bella opera d’arte mai scolpita, perché sono l’opera, unica, del più grande artista.

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E sai, solo noi, solo l’essere umano, è capace di un’autoconoscenza che va di pari passo con la conoscenza del mondo. Siamo al centro di un progetto, siamo i protagonisti principali di una storia e passiamo i giorni a lamentarci! Che tristezza!Ci trasciniamo nell’avanzare nella regressione tipica di chi si “abbuffa” e non mangia solo per coprire un altro senso di fame. Abbiamo qualcosa da scoprire, una chiamata a cui rispondere e passiamo i giorni assecondando la noia, il non senso e i vari appetiti – come quello sessuale – come schiavi, vittime di un giogo. Perché vedi, la fame non è solo appetito. Si può essere obesi di sentimenti negativi, di passioni, di sregolatezza, di depressione e angoscia e sempre e solo perché non si ha il coraggio di dire “sì” a Dio. Quante vite sono costrette a vivere come nemiche di se stesse perché vigliacche rispetto alla propria vocazione.

L’adozione divina, che è al centro dell’insegnamento di san Paolo, è chiaramente illustrata in una sua lettera leggiamo: “Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli” (Rm 8, 28-29). Capisci quanto è affascinante la prospettiva: siamo chiamati a vivere da fratelli e sorelle di Gesù, alla comunione con Lui, vero Dio e vero uomo, partecipi della natura divina, figli e figlie nel Figlio. È un dono che capovolge ogni idea e progetto esclusivamente umani. È un dono che fa girare la testa!

Stai lavorando al Suo progetto di felicità per te? Oppure pensi di poter davvero andare avanti, spedito e in forze ignorando la tua vocazione? Ti sei impegnato ad interrogarti su quale essa possa essere? Sai, ci sono cose che solo tu puoi fare, e mancando a quell’incarico potresti venir meno ad un progetto più grande che è la vita anche di altre persone! C’è un futuro che può essere realizzato solo con la tua partecipazione, con la tua vocazione, con un “sì” a Dio. Ognuno di noi è chiamato per qualcosa, cosa stai aspettando? Solo chiedendoti perché sei al mondo potrai sconfiggere il morbo maligno della mediocrità (che brutta parola!) e del non senso. C’è un progetto cucito sulla tua pelle che potrai scoprire solo interrogando la tua anima.“Non cercate tra i morti colui che è vivo” dice l’angelo alle donne davanti al sepolcro vuoto di Gesù. Mettiti in cammino, puoi essere felice anche tu.
Nella sua realtà più profonda la vocazione è un dono di Dio, un’iniziativa misteriosa e ineffabile del Signore, che entra nella vita di chi sceglie di esser Suo figlio e la seduce con la bellezza del Suo amore, e suscitando un donarsi totale e definitivo all’amore divino. Affidati a Lui!
Dobbiamo vincere la nostra autosufficienza e andare con umiltà dal Signore! E, allo stesso tempo, il rafforzamento della nostra vita deve andare pari passo con quella spirituale e ci deve portare a offrire una testimonianza più nitida e trasparente di Fede, di Speranza e di Carità.
Non sei nel mondo per caso. Affidati alle persone giuste, parla con un sacerdote, ricomincia a pregare e chiedigli: “Signore cosa vuoi che io faccia della mia vita”. Non rassegnarti ad un falso ineluttabile, sii come i santi, i quali non si sono voluti accontentare delle postazioni in cui il mondo li aveva incasellati, ma sono andati fino alle profondità del disegno di Dio sulla loro vita.
Va’ e anche tu fa’ lo stesso!




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