Esultiamo per quello che è accaduto in America, ma non è ancora finita…

È molto doloroso vedere tante persone accanite ed aggressive che reclamano come “diritto assoluto” la possibilità di sopprimere un essere umano prima o durante la nascita. L’aborto è un “crimine”, lo dice anche il Papa.

Diritto negato in America? Alcuni Stati americani, fra tutti quello di New York, riconoscono addirittura la legittimità del late term abortion, l’aborto al nono mese, sotto certe condizioni neanche troppo stringenti. Viene chiamato anche “aborto a nascita parziale”, una crudele e straziante pratica che uccide il nascituro prima che esca definitivamente dal grembo materno. Anche questo non desta scandalo, mentre in Italia si grida al diritto negato negli USA. Sappiamo che il criterio, apprezzato anche dai Democratici USA, è l’originalismo. In parole semplici si può dedurre dalla Costituzione o quello che vi è scritto – alla lettera – o quello che il legislatore intendeva al tempo in cui la Carta e gli emendamenti furono approvati. Insomma, l’originalismo è un vincolo all’attivismo giudiziario, limitandone il mandato. E nella Costituzione americana, così letta o intesa, non vi sarebbe nessun diritto all’aborto. 

Del resto, neanche dalla Costituzione italiana, carta più moderna di quella americana e aperta a regimi interpretativi poco rigidi, potrebbe dedursi un diritto all’aborto. Bisognerebbe ricordare che Vladimiro Zagrebelsky, magistrato ed ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo già nel 2013 in una lunga intervista spiegò che «la Corte europea ha affermato che, in materia così delicata, legata come è a Valutazioni di natura etica, gli Stati hanno un margine di apprezzamento nazionale che giustifica l’adozione di soluzioni diverse. Essa non ha mai affermato che esista un “diritto all’aborto”, anzi ha negato che possa pretendersi una pura e semplice libertà di scelta da parte della donna. Secondo la Corte, la disciplina nazionale relativa all’aborto riguarda il diritto al rispetto della vita privata della donna, con la conseguenza che sono ammesse restrizioni al suo esercizio. Il diritto al rispetto della vita privata, infatti, non è un diritto assoluto, insuscettibile di limitazioni e regole». «Nemmeno la legge italiana prevede un “diritto all’aborto”», ha concluso il magistrato, «essa regola la difficile, drammatica contrapposizione tra la prosecuzione della gravidanza e la tutela della madre».

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È molto doloroso vedere tante persone accanite ed aggressive che reclamano come “diritto assoluto” la possibilità di sopprimere un essere umano prima o durante la nascita. L’aborto è un “crimine” dice Papa Francesco che continua: «Non ci si deve attendere che la Chiesa cambi la sua posizione su questa questione. Voglio essere del tutto onesto al riguardo. Questo non è un argomento soggetto a presunte riforme o a ‘modernizzazioni’. Non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana. Però è anche vero che abbiamo fatto poco per accompagnare adeguatamente le donne che si trovano in situazioni molto dure, dove l’aborto si presenta loro come una rapida soluzione alle loro profonde angustie, particolarmente quando la vita che cresce in loro è sorta come conseguenza di una violenza o in un contesto di estrema povertà. Chi può non capire tali situazioni così dolorose?» (EG 214). Il Papa ha parole molto forti: l’aborto “è un crimine. È fare fuori uno per salvare un altro. È quello che fa la mafia” (Conferenza stampa durante il volo di ritorno dal Messico, 17 febbraio 2016). “È come affittare un sicario per risolvere un problema” (Udienza generale,10 ottobre 2018).




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Gabriele Soliani

Gabriele Soliani, nato a Boretto (Reggio Emilia) il 24-03-1955. Medico, psicoterapeuta, sessuologo, adolescentologo, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Libero professionista. Ha collaborato per 9 anni al Consultorio Familiare diocesano di Reggio Emilia. Sposato con Patrizia, docente di scuola superiore. Vive a Napoli dal 2015. Ministro della Santa Comunione e Lettore istituito.


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