BRICIOLE DI VANGELO

28 Novembre 2023

Fuori dal coro

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,5-11)
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Il commento

Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi…” (21,5). I giudei erano giustamente orgogliosi del Tempio, una magnifica costruzione architettonica resa ancora più bella dai lavori di restauro e ampliamento realizzati nei decenni precedenti. Le parole di Gesù sono quanto mai aspre e poco opportune: “di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta” (21,6). I discepoli che ascoltano sono sinceramen-te sconcertati: se Dio vive per sempre, resterà per sempre anche il Tempio nato per celebrare la gloria di Dio. La distruzione del Tempio e di Gerusalemme rappresenta un evento talmente catastrofico da essere percepito dai cristiani del primo secolo come un segno che sono giunti i tempi ultimi. Un’idea che non trova conferma nelle parole di Gesù: “ prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine” (21,9).

Il Nazareno non si allinea al pensiero comune, in apparenza le sue parole sono stonate, come uno che canta fuori dal coro, in realtà contengono provocazioni che ci aiutano a vivere ogni cosa con saggio realismo. Possiamo leggere questo Vangelo sullo sfondo della storia collettiva ma anche di quella personale. Oggi mi soffermo su questo secondo aspetto. Chiediamoci perciò come abbiamo affrontato gli eventi dolorosi che hanno scompaginato la nostra vita, quelle esperienze che ci hanno fatto sperimentare la caducità della vita o hanno messo in crisi le nostre certezze: la morte di persone care, il deserto della solitudine, le amicizie tradite, gli affetti sbiaditi, le attese deluse, le mille paure… questi eventi sono serviti a intensificare la nostra relazione con Dio oppure hanno raffreddato la fede? Se tutto sarà distrutto, niente di ciò che vediamo e di ciò che oggi viviamo dura per sempre. Tutto passa, solo l’amore resta. Quanto più prendiamo coscienza della fragilità della vita, tanto più ci impegniamo a investire energie per ciò che davvero conta. È questa la fede che oggi chiediamo.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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