BRICIOLE DI VANGELO

29 Novembre 2023

Niente nessuno

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,12-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Il commento

A causa del mio nome sarete odiati” (21,17). Un’affermazione poco rassicurante, anche perché, stando al Vangelo, non saremo odiati perché siamo stati infedeli ma proprio a causa della nostra fedeltà. Gesù parla di odio e persecuzioni ma poi aggiunge: “nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto” (21,18). In apparenza si tratta di una palese contraddizione, in realtà il Signore invita a non cadere nella paura e chiede di affrontare ogni situazione a partire da questa certezza: “ avrete allora occasione di dare testimonianza” (21,14). La parola testimonianza in greco è martyría, potremmo anche tradurre: avrete l’opportunità di vivere il martirio. Tutto quel che avviene – non importa qual è la causa immediata o remota, non importa neppure se viene da Dio o dal nemico di Dio – offre l’opportunità di dare testimonianza. È questa la regola aurea che dobbiamo seguire nelle più diverse circostanze della vita. Siamo abituati a giudicare gli eventi della storia cercando di individuare – per quanto è possibile – le cause che li hanno determinati. Un esercizio legittimo che rischia però di farci restare nell’ambito di una lettura sociologica, interessante ma riduttiva. A noi viene chiesto di dare una lettura teologica. Il Padre celeste, infatti, ha l’abitudine di seminare parole negli eventi della vita, desiderati o non desiderati, previsti e impre-visti. Il credente perciò legge la storia a partire da questa precisa domanda: “quale parola Dio vuole consegnare a me, oggi”. Questa lettura è certamente più impegnativa perché ci coinvolge personalmente e chiede di prendere posizione.

Essere testimoni significa proclamare ad alta voce la fede che l’apostolo Paolo ha magnificamente riassunto in queste parole: “Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8, 38-39). Sì, niente nessuno! Per questo, e solo per questo, restiamo fedeli.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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