GIOVANI TESTIMONI

David Buggi prima di morire: “Dio, solo questo ti chiedo: consola mia madre!”

Vorrei raccontarvi una storia di fede veramente bella. Protagonista di questa nuova pagina di Vangelo (ogni santo lo è), David Buggi, classe 1999, morto di tumore a 17 anni. In un video-testimonianza, consegnatoci come una preziosità eredità, racconta che l’anno della malattia – nonché l’ultimo della sua vita – è stato il più bello, perché quello in cui ha sentito più vicino il Signore.

David Buggi nasce a Roma il 6 novembre 1999, da una famiglia cristiana molto credente. I genitori, Diana e Marco, cercano di trasmettergli la fede fin da piccolo. Primogenito di tre figli, David è curioso, spontaneo, schietto. Ama lo sport e si pone tante domande sul senso della vita.

In adolescenza inizia a mettere in dubbio la fede e, spesso, si trova diviso tra i valori cristiani e quelli mondani. Talvolta, sente il desiderio di emulare alcuni coetanei che gli sembrano “più liberi” perché non vivono secondo la morale cristiana.

Capirà, tuttavia, che la fede in Gesù non è privazione, ma autentica ricchezza, quando gli piomberà addosso una notizia che mai si sarebbe aspettato di ricevere. A soli sedici anni, infatti, scopre di avere un tumore, dopo essersi sottoposto a degli accertamenti per un forte dolore avvertito ad una gamba. 

Un’intera comunità prega per lui.

Si chiede a Dio che sia solo un ematoma. E invece è un cancro.

A quel punto si chiede che sia benigno. Invece è maligno.

Si prega perché almeno non ci siano già delle metastasi. Purtroppo, però, ci sono.

Per David tutto questo è incomprensibile: “A che serve pregare se capita tutto il contrario di quello che chiedo?”.

Inizia a dubitare che al Signore interessi veramente di lui.

Una notte, quando si trova ricoverato, è assalito da un’angoscia mortale. Nel comodino trova un rosario, lo prende. Con fede. con il desiderio di abbandonarsi, anche se non ha capito tutto. 

Ogni cosa cambia, da quel momento.

Di quell’esperienza racconterà: “Mi sentivo turbato nel cuore, avevo tanta ansia e ad un certo punto mi è venuta voglia di pregare. Ho preso in mano il rosario che si trovava nel comodino vicino a me. Non avendolo mai pregato prima da solo, ho provato a farlo un po’ come meglio potevo e in quel momento ho iniziato a sentire un’emozione bellissima, che si irradiava dentro di me. Più pregavo più quella gioia diventava forte, viva”.

Da allora, anche seguito da un padre spirituale, inizia ad andare a Messa quotidianamente, a ricevere l’Eucaristia “in modo sano, essendomi confessato prima se avevo commesso un peccato di cui sentivo la gravità”. 

Capisce che con Gesù vicino, la vita ha proprio un altro sapore. Non vive più nel terrore delle visite, dei controlli, delle cure. Sa che può morire, ma affronta tutto con un altro animo, perché la sua esistenza è in mano a un Dio buono e fedele, che fa di tutto per renderlo “concretamente felice”. giorno per giorno.

Arriverà ad affermare: “Prima la mia vita girava attorno a dei problemi insulsi, se paragonati a questo. Eppure, io ero triste, perché li vivevo male! La mia vita era fatta di piccole gioie, gioie che durano poco e poi passano, mentre dal momento in cui ho iniziato ad avere queste grazie, questi doni dal Signore, il Suo supporto, dovuto anche a tutte le preghiere delle persone per me e di cui mi ritengo molto fortunato, ho iniziato a vivere concretamente felice, di una felicità che non passa, che ti dura per giorni e giorni, finché tu stupidamente non decidi di fare di testa tua. Perché nel momento in cui abbandoni il Signore, ti fai del male da solo… Io ho ricevuto tantissimo dal Signore, specialmente in questo ultimo periodo”, dirà con una serenità disarmante.

Le sue condizioni di salute peggiorano drasticamente, ma David continua a pensare agli altri, offrendo tutte le sofferenze che vive per i suoi amici, soprattutto per quelli immischiati con la droga o dipendenti dalla pornografia.

Ora, infatti, trasfigurato dall’amore di Cristo, sa che la cosa più urgente è salvare l’anima, ancor più che avere la salute del corpo.

Muore a 17 anni, il 18 giugno 2017, dopo aver chiesto al sacerdote che lo assisteva in quelle ultime ore di agonia di annunciare a tutti i suoi amici presenti e sgomenti che esiste la risurrezione.

Grande segno di contraddizione, David aveva definito l’anno della malattia, nonché ultimo della sua esistenza terrena, il più bello di tutta la sua vita, perché quello in cui ha sentito il Signore più vicino.

Solo una grazia David aveva chiesto “per sé”: che la mamma non soffrisse troppo dopo la sua morte.

E gli è stata concessa: chi conosce Diana testimonia che è una donna serena, pur nella mancanza fisica del figlio. 

Un’altra grazia che è arrivata alla famiglia è stata che il matrimonio dei genitori di David è diventato più forte, i genitori, proprio a causa della malattia del figlio, hanno superato alcuni problemi tra di loro, si sono uniti in Cristo, molto più di prima. Oggi, come dice il padre, David è per loro “un vero soldato di Cristo” e sanno che, pur sconfitto dalla malattia nel corpo, in realtà “ha vinto”, è risorto. Non conta quanto tempo si vive, non solo, almeno: perché la cosa più importante, nella vita, è riuscire ad amare veramente. Riuscire ad amare come Gesù. E David lo ha fatto.

Per conoscere nel dettaglio la storia di David Buggi, accanto a quella di altri tre giovani testimoni di fede, si può leggere “Diario della felicità 2” (Suor Dolores Boitor e Cecilia Galatolo, Mimep Docete).




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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