15 Febbraio 2024

A partire dal terzo giorno

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,22-25)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Il commento

Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto…” (9,22). Siamo ancora all’inizio del nostro cammino quaresimale eppure il sentiero diventa subito ripido e la meta appare in tutta la sua asprezza come un traguardo impossibile da raggiungere. Il brano evangelico riporta una serie di affermazioni, consegnate ai discepoli in tempi diversi, che l’evangelista ha voluto raccogliere come tasselli di in uno stesso mosaico in modo da disegnare l’identità del discepolo. In primo luogo Gesù presenta se stesso come uno che deve soffrire molto; e subito dopo aggiunge: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (9,23). Dopo aver dichiarato che la sua missione si conclude con il rifiuto delle autorità religiose, e l’inevitabile sofferenza, invita i discepoli a stare con lui. La consequenzialità delle due affermazioni non può non suscitare stupore. Quale condottiero, sano di mente, farebbe una simile proposta? Quale comandante, dopo aver annunciato ai suoi soldati che si prepara ad essere sconfitto dal nemico, li invita a combattere con lui una battaglia che appare già persa in partenza? Il Vangelo è sempre uno scandalo per l’umana ragione.

Non possiamo soffermarci solo sulle prime parole, trascurando le ultime, in cui appare, sia pure in una forma ancora oscura e certamente incomprensibile, un annuncio luminoso: “…e risorgere il terzo giorno” (9,22). C’è un terzo giorno nel quale, malgrado tutte le opposizioni degli uomini, Dio si manifesta come il Signore della vita. A partire dalle ultime parole possiamo comprendere le prime. La fede nella resurrezione ci consente di accogliere anche la fatica e la sofferenza. Prendere la croce “ogni giorno” – un dettaglio che troviamo solo nel terzo Vangelo – significa assumere lo stile di Gesù che ama fino a dare la vita. Quel terzo giorno permette di vivere ogni giorno nell’amore. E chi impara a vivere così saprà custodire la fedeltà al Vangelo anche negli eventi più dolorosi.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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