Aurora di un mondo nuovo”: per amare gli altri bisogna essere in pace con sé stessi

22 Febbraio 2024

alba

A Città di Castello sono stato invitato per intervenire al convegno “Aurora di un mondo nuovo”, titolo tratto dall’Evangelium vitae di san Giovanni Paolo II. Bel clima, tanta gente, tra cui le simpaticissime volontarie locali. E anche molti politici… Gli amici tifernati hanno pensato di invitare proprio tutti, nello spirito di Renzo Tettamanti, noto cardiologo comasco di cui vorrei raccontare qualcosa.

«La pace nasce dall’incontro anzitutto con me stesso (con le mie fragilità e le mie capacità): secondariamente la pace è relativa alla relazione che ho con gli altri, con coloro che accettano una collaborazione e un confronto…  il desiderio di fondo rimane quello del costruire ponti e non steccati o barriere: nella seconda ipotesi ci si rende conto che non si va da nessuna parte. La pace non nasce dal rispetto di una legge soltanto… La pace dipende dalla conversione del cuore. Solo dall’incrocio di esperienze diverse e di percorsi bene orientati si può arrivare a costruire ponti al di là degli steccati, cercando di gettare le fondamenta di una civiltà diversa e più umana, ispirati dal clima dell’Aurora del mondo nuovo». 

Sono parole che rubo all’amico Renzo Tettamanti, un cardiologo comasco trasferitosi per amore a Città di Castello, cittadina di ruvide dolcezze, appunto anche muliebri (un nome noto è quello di Monica Bellucci, ma girando per i vicoli del piccolo centro storico si scoprono bellezze ben più vere in certi visi di madonnina medievale).

Tettamanti, che avevo conosciuto nel secolo scorso, quando ero presidente dei CAV lombardi, è sempre stato un cristiano tutto d’un pezzo. E naturalmente lo è rimasto, aggiungendovi però una sfumatura di pietà umbra, derivata dal paesaggio, dai santi che hanno popolato quella regione, dalla gente stessa che la abita lietamente (il paradiso in terra, lo sappiamo, non esiste; ma qualche assaggio qua e là lo si può indovinare).

Fatto sta che, non più di primo pelo, l’abbiamo visto trafficare primule nella Giornata per la vita come fosse un ragazzino pieno di speranza ed entusiasmo.

Ora ha ceduto la responsabilità del Movimento per la vita tifernate (dal nome antico della cittadina) a un giovane molto sul pezzo come Francesco Marconi, che non lo sta facendo rimpiangere.

A Città di Castello sono stato invitato per intervenire al convegno “Aurora di un mondo nuovo”, titolo evidentemente derivato dalla preghiera conclusiva dell’Evangelium vitae di san Giovanni Paolo II. Bel clima, tanta gente, tra cui le simpaticissime volontarie locali. E anche molti politici… 

Leggi anche: “Annette venne da me decisissima di abortire, poi…”: il racconto di Don Oreste Benzi (puntofamiglia.net)

Già, perché gli amici tifernati hanno pensato di invitare proprio tutti, nello spirito delle parole sopra citate che Tettamanti ha pronunciato nella sua appassionata relazione. E posso dire che – saranno le imminenti elezioni o un clima locale particolarmente favorevole – tutti i politici intervenuti hanno espresso apprezzamento e condivisione con parole non banali e, perciò, in qualche modo per loro compromettenti. 

Costruire ponti, dice e ripete l’amico Renzo, riprendendo un’immagine cara a papa Francesco. Ma non per un arrendevole buonismo pronto a sacrificare i valori fondamentali in nome del “volemose bene”. Al contrario, proprio per difendere in modo più caritatevole, intelligente ed efficace quei valori. Quanto c’è stato da combattere, non ci siamo tirati indietro, vedi i referendum sull’aborto e sulla fecondazione artificiale, scelleratamente proposti dai radicali e strenuamente da noi combattuti; e vedi le proposte di legge presentate al Parlamento dal nostro Movimento per la vita con centinaia di migliaia di firme (una volta più di un milione). Ma lo abbiamo fatto per una credibile difesa di esseri umani (il concepito e la sua mamma) non certo per astratte o polemiche posizioni di principio. Una difesa della vita immersa nella charitas di cui danno prova quotidianamente i nostri CAV (centri aiuto vita) che ogni anno scampano all’aborto oltre 7000 bambini: con le loro madri e con almeno qualcuno dei loro papà, indotto a rinsavire dalla scelta per la vita della partner, fanno un bel paese ricco di vita e speranza.

Bene, dunque, lo stile di Città di Castello. Dove è intervenuto anche il dottor Lorenzo Rizzi, pediatra piacentino che ha proposto una riflessione di bioestetica, come mi piace chiamarla, presentando i grandi temi legati al procreare con l’ausilio di slides riproducenti grandi capolavori dell’arte pittorica. Ecco uno sguardo straniante che permette di giungere al cuore vero delle cose! Rizzi ha fatto riferimento al suo libro Ce la caveremo, vero, papà? (sottotitolo: Sì, ce la caveremo), appena uscito da Cantagalli. 

Con lui, sono intervenute Giuseppina Gazzella e Beatrice Ercoli, proponendo testimonianze davvero brucianti: la prima (La forza della sofferenza) trae spunto da un vissuto tremendo, che l’ha sì piegata ma non abbattuta. Di qui certe posizioni non in linea con le nostre, eppure importanti per capire dal di dentro il problema dell’aborto, senza accontentarci di puntare l’indice e giudicare. La seconda (Disabilità e abilismo) con la struggente e vittoriosa dimostrazione che anche una persona sordomuta è in grado, se seguita e grazie a una tenacia fuori dal comune, di imparare a parlare.Da parte mia, ho presentato qualche storia del mio Donne in cerca di guai (Interlinea, 2018), facendomi aiutare nella lettura da mia moglie Maria Pia. Noi due, come ho detto al pubblico, siamo come i carabinieri della storiella: io so scrivere, lei sa leggere. Sarà per questo che il nostro è un matrimonio che funziona…




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Gianni Mussini

Gianni Mussini, quinto di otto figli, è nato a Vigevano nel 1951. Laureato a Pavia, alunno dell’Almo Collegio Borromeo fondato da san Carlo (e citato da Manzoni nei Promessi sposi). Docente di Lettere (da ultimo al Liceo classico “Ugo Foscolo”), ha anche insegnato per 12 anni alla Scuola interuniversitaria lombarda per la formazione degli insegnanti. Autore di due libri di poesia (tra cui Rime cristiane eccellentemente recensito dal Corriere della sera e da Avvenire) e di molti studi ed edizioni specialmente sul poeta Clemente Rebora, ma anche su altri autori (tra cui Jacopone da Todi, Cesare Angelini, Manzoni), per Garzanti, Scheiwiller, Piemme, De Agostini, Storia e Letteratura. Ha collaborato a testi scolastici (La Scuola, Le Monnier, De Agostini) e raccolto in volume testimonianze di Vite salvate (Interlinea, Novara, con prefazione di Claudio Magris), ora moltiplicate nel volume Donne in cerca di guai, uscito nel 2018. Per 8 anni è stato presidente dei Centri di aiuto alla vita della Lombardia e per 12 vicepresidente nazionale del Movimento per la vita. Dal 2005 al 2012 ha invece presieduto il Consultorio familiare onlus di Pavia (dedicato al servo di Dio Giancarlo Bertolotti), del quale è stato fondatore. Ha organizzato diversi convegni, nazionali e internazionali, sui temi della vita e della famiglia, e anche corsi di aggiornamento, anche letterari, rivolti a insegnanti. Per 17 anni ha infine organizzato il Festival nazionale “Cantiamo la vita”, con la partecipazione di ospiti di fama internazionale. Last not least. È sposato con Maria Pia, e con cui ha generato Cecilia, Giacomo e Lorenza.

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