Settimana del Diritto alla Famiglia

Zero-sei anni, tutela e accoglienza dei nostri figli

VII Settimana del Diritto alla Famiglia

di Ida Giangrande

Al via dal 12 maggio la VII edizione della Settimana del Diritto alla Famiglia, una kermesse nazionale che coinvolgerà ben trecento realtà italiane. Ne abbiamo parlato con Marco Giordano sposo, padre di 4 figli e presidente della Federazione Progetto Famiglia.

Dottor Giordano che cos’è la Settimana del Diritto alla Famiglia?

La Settimana del Diritto alla Famiglia, giunta ormai alla sua settima edizione, è una kermesse nazionale, promossa da Progetto Famiglia, Editrice Punto Famiglia e Fraternità di Emmaus. Ogni anno, nella settimana che ruota intorno al 15 maggio, quest’evento promuove in tutta Italia centinaia di eventi, coinvolgendo famiglie, ragazzi, genitori, parrocchie, associazioni, scuole e comuni. La si propone intorno al 15 maggio, perché è la data della Giornata Internazionale per la Famiglia indetta dall’Onu una ventina di anni fa, che però in Italia non viene celebrata dalle istituzioni.

In quanto associazioni impegnate a servizio della famiglia, noi cerchiamo ogni anno di mettere in luce i bisogni e i temi ad essa correlati. L’accento è posto sul diritto alla famiglia e non sul diritto di famiglia. In altri termini non è una settimana in cui si discute di aspetti tecnico-legislativi, ma di un un bene comune da tutelare. Se la famiglia è il patrimonio della società civile, allora le autorità, le istituzioni e chi per essi devono porre le condizioni perché una famiglia possa nascere e crescere in un contesto adeguato.

Quante realtà sono coinvolte? Si può fare una statistica?

Sono circa trecento le realtà coinvolte tra associazioni, parrocchie e autorità comunali. Ogni anno se ne aggiungono altre su tutto il territorio nazionale. L’idea è fare in modo che ci sia almeno una iniziativa in ciascuna delle regioni.

Come è strutturata la Settimana?

Ogni anno la Settimana ha un tema preciso. Il tema di quest’anno è Zero-Sei per fare esplicito riferimento ai bisogni dei più piccoli. L’obiettivo è mettere al centro dell’attenzione cinque aspetti della vita dei bambini e dell’impegno della società civile. La tutela e l’accoglienza, l’affetto di cui hanno bisogno, l’educazione per integrare l’affetto ed accompagnarli in modo sano a diventare grandi. In ultimo il benessere che non tralascia alcun aspetto, fisico, psichico, culturale, e anche spirituale. I bambini hanno una sensibilità speciale, talvolta, molto più profonda di quella di un adulto e spesso non si riesce a cogliere nella maniera adeguata questa dimensione.

Parliamo dell’aspetto legato all’affettività?

Il messaggio che cerchiamo di dare con forza è che occorre sfatare una serie di errate convinzioni. Il timore ad esempio che un bambino appena nato possa abituarsi alle braccia della madre fino a prenderne il vizio, o quella che i figli si baciano di notte: tutti luoghi comuni che in determinati casi si oppongono al bisogno effettivo dei bambini. Occorre baciare i figli anche di giorno, anzi soprattutto di giorno, perché i bambini hanno bisogno di sentire e alimentarsi di un affetto tangibile. Quando sono piccolissimi i neonati vivono in osmosi con la madre. Il veicolo principale dell’amore è il contatto fisico con la mamma. Nei nove mesi di gravidanza il bambino è costantemente in contatto con il suo corpo ed è per questo che quando viene alla vita, il bambino ha bisogno di custodire quella relazione, ricerca il contatto con il corpo materno per sentirsi rassicurato, protetto.

Ci sono studi che evidenziano quanto i bambini che hanno pochi contatti affettivi con i genitori, siano inibiti negli ormoni deputati all’evoluzione di alcune parti del loro corpo. Dobbiamo tornare dunque a rivalutare il contatto epidermico con i nostri figli, perché il primo organo che si sviluppa è proprio l’epidermide.

Non sono rari i casi di mamme disperate che chiedono aiuto anche sui blog, proprio perché il neonato chiede di stare sempre in braccio. Per la madre è certamente difficile assecondare questa richiesta e non bisogna dare per scontato il suo sacrificio o la fatica che c’è dietro l’accudimento di un bambino, soprattutto nei primi anni di vita. Da un lato bisogna non lasciare da sole le mamme, questo vale per i papà innanzitutto, per la famiglia allargata, ma anche per il vicinato. Dall’altro lato bisogna però dire alle mamme che quella fatica è benedetta perché più tengono in braccio il bambino, più da grande quel bambino sarà autonomo affettivamente.

Una Settimana del Diritto alla Famiglia piena di eventi. Vogliamo citarne alcuni?

La Settimana è anzitutto accompagnata da un impegno orante. È principalmente un tempo di intensa preghiera per la famiglia. Il cuore pulsante è la Cappella Martin, nella Cittadella della Carità ad Angri. Chi è in zona può aggiungersi, chi invece è lontano, può organizzare un momento di preghiera per la famiglia nella propria parrocchia.

C’è poi il Concorso nazionale di Poesie promosso da una ramo di Progetto Famiglia che si occupa di cooperazione internazionale. Un modo per richiamare l’attenzione sui bambini invisibili, che spesso non sono nemmeno registrati all’anagrafe tanta è la miseria a cui le persone sono sottoposte in varie parti del mondo. Pensiamo ai bambini del Burkina Faso ad esempio. Il Concorso chiede agli studenti italiani di cimentarsi in un elaborato poetico che tratta questi temi. L’obiettivo è indurre in loro stessi una riflessione e una sensibilizzazione sui la povertà e l’abbandono.

Il Convegno nazionale di studi sull’accoglienza dei bambini zero-sei anni, è rivolto agli operatori sociali e si svolge a Pompei venerdì 19 maggio. L’anno scorso c’erano oltre 500 tra assistenti sociali, operatori e psicologi ed è un importante momento di confronto.

Infine c’è la Celebrazione Eucaristica nella domenica conclusiva con al centro il tema della vita nascente. In quell’occasione consegneremo un premio a una persona che si è distinta per il suo servizio alla famiglia. Quest’anno premiamo il dottor. Marco Mazzi, un pediatra di Verona, presidente dell’Associazione Famiglie per l’Accoglienza, una delle più grandi reti italiane di famiglie che aprono le porte al bisogno di altri, quindi bambini, madri sole, anziane.

Per Info: www.settimanafamiglia.it

 




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



ANNUNCIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.