Cannabis

Ma la cannabis fa male o no?

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di Gabriele Soliani

Alterazione della realtà, disturbi dell’umore, atteggiamenti psicotici: questi solo alcuni degli effetti dell’uso della cannabis soprattutto sugli adolescenti e, nonostante tutto, si parla ancora di volerla legalizzare.

L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze ha pubblicato i dati del 2017 sul “consumo” della cannabis. Risulta che la cannabis è la sostanza stupefacente più utilizzata nel mondo. In Europa 87,7 milioni di persone ne hanno fatto uso e di questi ben 17,1 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 34 anni ha dichiarato di averne fatto uso almeno una volta nell’ultimo anno. Fra i più giovani il rapporto tra sesso maschile e femminile è di 2 a 1. Secondo una ricerca pubblicata su The Lancet Psychiatry del 2014 il 17% dei consumatori adolescenti di cannabis ne diventa dipendente e la percentuale aumenta di un ulteriore 8% quando viene consumata quotidianamente.

La domanda retorica è sempre quella. Ma la cannabis fa male?

Intanto danneggia ovviamente il sistema cardiorespiratorio perché viene assunta attraverso il fumo. Poi sappiamo da anni che il più importante principio attivo della cannabis, il delta 9 tetraidrocannabinolo (THC), agisce su diverse zone del cervello. Causa effetti negativi sulla memoria e sull’apprendimento (ippocampo), sui sistemi di regolazione dei movimenti (cervelletto e gangli della base), sui centri della fame (ipotalamo) e sui centri di regolazione del piacere (nucleo accumbens) che a loro volta causano la necessità dei consumatori a ripetere l’esperienza di consumo.

Quando la cannabis viene fumata gli effetti euforizzanti compaiono entro qualche minuto. Lo spazio può sembrare alterato e il tempo può apparire rallentato, improvvisamente si colgono dettagli (forme o colori) a cui non si aveva prestato attenzione, si sperimentano esperienze di distacco da se stessi (depersonalizzazione) e dalla realtà (derealizzazione). Nel medesimo tempo si manifestano alterazioni della capacità di giudizio attivando comportamenti rischiosi, sospettosità, alterazioni del tono dell’umore, stati d’ansia fino al panico e sintomi psicotici come deliri e allucinazioni. L’uso di marijuana in adolescenza è associato ad un aumentato rischio di sviluppare futuri disturbi psichiatrici, in particolare disturbi depressivi e psicotici, soprattutto se il consumo abituale avviene prima dei 16 anni, epoca in cui il cervello è ancora in fase di sviluppo.

I genitori e gli insegnanti sapendo che l’abuso di cannabis è tra i principali fattori di rischio di malattia psichiatrica devono sapere riconoscere gli indicatori fisici e psichici sui giovani: modificazioni del comportamento, iperemia congiuntivale, aumento dell’appetito, sonnolenza, apatia, demotivazione.

Sappiamo che ci sono parlamentari che spingono per la liberalizzazione della marijuana e non si danno per vinti. In campagna elettorale non si espongono molto ma appena eletti, e se avranno la maggioranza, sarà una loro priorità. Dicono che la cannabis libera stroncherà il mercato degli spacciatori ma le esperienze degli Stati dove la marijuana è legale smentiscono questi dati. Gli aumenti degli incidenti stradali, i pericoli psichici, famigliari e scolastici per i giovani consumatori devono far riflettere chi va a votare per non avere un Parlamento che liberalizza una sostanza stupefacente.




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1 risposta su “Ma la cannabis fa male o no?”

E l’alcool, fa male o no?

Se siete astemi, siete obbligati a bere dallo stato? Dai vostri familiari? Dai vostri amici? No. E secondo voi cambierà qualcosa con la marijuana?!
Se uno vuole farsi una canna, in un modo o nell’altro, se la fa’, e merita tanto rispetto quanto uno che decide di non farsela.
A voi nessuno vi rompe gli zebedei a cena quando vi scolate due bicchieri di vino e poi vi mettete al volante per andare a prendere i vostri preziosi Figli.

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