“Il sesso facile si sta rivelando una delusione per molti ragazzi” Un libro per capirne qualcosa in più

Quanto è importante parlare di una sessualità sana ai nostri giovani? È stato pubblicato da poco l’ultimo libro di Cecilia Galatolo sulla castità: “Voglio donarmi interamente a te”. Una pubblicazione rivolta ai giovani e non solo.

Parlare di castità in un tempo in cui la sessualità corre come un treno senza binari e senza freni inibitori quanto può essere utile? Quanti saranno i giovani e non solo, che ascolteranno? Secondo l’esperienza di Cecilia Galatolo che di giovani e di coppie ne ha incontrate tante, sono sempre di più le persone che anche dopo aver sperimentato il sesso facile, chiedono qualcosa di più. Sembra essere proprio questo “qualcosa di più” il leitmotiv alla base dell’ultimo libro di Cecilia “Voglio donarmi completamente a te”, pubblicato da Editrice Punto Famiglia.

Come è nata l’idea di scrivere un libro dedicato al tema della sessualità?

Più di una volta dei parroci mi hanno detto: “Mancano dei libri chiari, semplici e al tempo stesso fedeli all’insegnamento della Chiesa su questo argomento”. Sicuramente, c’è molto da lavorare e il mio è solo un piccolo contributo, ma sentivo l’urgenza di mostrare la bellezza della sessualità, che è un vero dono di Dio. Il mondo propone e propina di tutto sul sesso, mentre noi cristiani ancora abbiamo “timore” di parlarne, anche nei contesti in cui sarebbe più che opportuno farlo, come i corsi di preparazione al matrimonio. Ho portato questo libro a un amico sacerdote, giovane e ordinato da poco. Mi ha confidato di trovarsi spesso in difficoltà su questo tema, di sentire il bisogno di uno strumento da cui partire e poi ha ammesso: “Ho affiancato il mio parroco nell’ultimo corso prematrimoniale. Su questi argomenti qua, non si è detta una parola”. Ecco, l’augurio è che questo testo possa offrire spunti e dare un po’ di coraggio a chi magari vuol parlarne ma fatica a trovare un supporto.

“Voglio donarmi completamente a te” nel titolo una dimensione speciale: quella del dono. Aspetto che sembra essere perduto al giorno d’oggi…

Siamo abituati a considerare il corpo un “nostro possesso”, di cui disporre senza particolari limitazioni morali. Ricordo ancora una lezione di “educazione sessuale” cui ho partecipato tanti anni fa, all’interno di un’associazione di volontariato. Ci hanno mostrato un cartellone, in cui si faceva vedere che il sesso aveva due possibili finalità: o unire due persone che si vogliono bene, oppure procurare piacere senza implicazioni. Entrambe andavano bene, non c’era un “modo giusto” e un “modo sbagliato” di vivere l’intimità: l’importante era capire cosa si voleva. Questo è il contesto culturale in cui ci troviamo a parlare. Quando dico che il corpo è un “dono” e l’atto sessuale un gesto di “donazione”, i ragazzi spesso mi guardano come se venissi da un altro pianeta. Ma non dobbiamo arrenderci alla mentalità consumistica, che riduce il corpo a un oggetto come un altro: dobbiamo offrire ai ragazzi una visione diversa. È quello che cerco di fare con il libro.

Leggi anche: Qual è il modo migliore per educare alla castità?

Ogni capitolo inizia con un interrogativo. Tutti molto interessanti, te ne pongo uno che forse li racchiude un po’ tutti: che differenza c’è tra fare sesso e fare l’amore?

Partiamo dal presupposto che l’atto sessuale è di per sé una cosa buona, anzi, molto buona: permette a due persone di diventare una sola carne, un soggetto nuovo… rende stabile e viscerale un patto d’amore, è un vincolo forte. Da quel tipo di unione poi si può generare una vita. Quale altro gesto presente in natura lo fa? A contaminare questa realtà meravigliosa, sono, a mio avviso, l’egoismo, la superficialità, la malizia, la voglia di possedere l’altro, le nostre fragilità, l’essere autocentrati. Si “fa sesso” per soddisfare un istinto, riempire un vuoto, provare gratificazione e spesso per compensazione, magari perché manca qualcosa nella nostra vita. Quando si fa l’amore, invece, il rapporto è maturo e non si è autocentrati; c’è vera unità, fedeltà. Avviene una fusione di corpi e d’anime; c’è tenerezza, complicità, si è fecondi.   

Un fidanzamento casto nell’era della libertà indiscriminata è ancora possibile? 

Sicuramente è una scelta controcorrente, ma c’è ancora chi la guarda con ammirazione e chi la fa propria. Nel libro riporto molte testimonianze di persone che l’hanno accolta e che in questa strada hanno trovato gioia, nonostante sia indubbiamente faticosa. D’altra parte, invece, a differenza di quanto si potrebbe pensare, sempre più ragazzi sono insoddisfatti della loro intimità segnata da questa “libertà indiscriminata”. Ho ascoltato tante confidenze, da quando mi occupo di questo tema, e posso dire che il sesso facile, senza implicazioni o un’intimità vissuta senza forti significati si sta rivelando una delusione per molti ragazzi. Tanti ammettono di cercare qualcosa di più. E sono disposti ad ascoltarti quando offri un’alternativa.

Uno dei problemi principali di oggi legati alla sfera sessuale è la pornografia, nel libro c’è un capitolo interamente dedicato all’argomento?

Sì, c’è un capitolo dedicato al potere distruttivo della pornografia per l’intimità di coppia. Nel libro racconto una storia vera, che mi ha davvero mostrato la gravità di questa realtà.

A chi è destinata questa pubblicazione?

A chiunque voglia approfondire il tema della sessualità vissuta, come dicevamo, secondo la logica del dono. Alcuni capitoli sono rivolti in particolare a persone single, che magari faticano a conservare la purezza, altri capitoli ai fidanzati e ai conviventi, altri ancora a chi ha ricevuto già il sacramento del Matrimonio. Molto utile potrebbe essere donarlo alle coppie che si presentano ai corsi di preparazione al matrimonio o usarlo come testo per approfondimenti tematici. Sono molti gli argomenti possibili da sviscerare.

Cosa vorresti che ti dicesse un giovane o una giovane dopo aver letto il tuo libro?

Che ha capito quanto la sfera della sessualità sia importante e che desidera viverla con maggiore consapevolezza.




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Ida Giangrande

Ida Giangrande, 1979, è nata a Palestrina (RM) e attualmente vive a Napoli. Sposata e madre di due figlie, è laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli, Federico II. Ha iniziato a scrivere per il giornale locale del paese in cui vive e attualmente collabora con la rivista Punto Famiglia. Appassionata di storia, letteratura e teatro, è specializzata in Studi Italianistici e Glottodidattici. Ha pubblicato il romanzo Sangue indiano (Edizioni Il Filo, 2010) e Ti ho visto nel buio (Editrice Punto famiglia, 2014).


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