Prendersi cura con amore della famiglia

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In preparazione all’Incontro mondiale delle famiglie che si terrà a Roma dal 21 al 26 giugno 2022, proponiamo l’Introduzione al testo di don Silvio Longobardi, La gioia dell’amore. Un metodo per leggere Amoris laetitia, edito da Punto Famiglia. Uno strumento utile e interessanti per le famiglie, i sacerdoti e gli operatori di pastorale familiare. 

Eravamo ancora in piena pandemia quando Papa Francesco ha annunciato “un anno di riflessione sull’Amoris laetitia” per “approfondire i contenuti del documento”. Lo ha fatto il 27 dicembre 2020, festa della Santa Famiglia. Si riparte da Nazaret, primizia e modello di quella famiglia che vive in Dio e per Dio. Si riparte dalla famiglia. 

Nel tempo della pandemia, che ha messo in luce la fragilità di tutte le istituzioni sociali, la famiglia ha esercitato un ruolo non marginale, anzi è quella che, malgrado le innegabili lacune, è apparsa più salda di tanti altri soggetti e più capace di custodire quei valori fondamentali che rivestono di dignità la vita. Nel tempo in cui l’umanità ha preso coscienza che c’è un destino comune che lega popoli e nazioni, la famiglia si presenta come un riferimento essenziale, il primo e più naturale luogo in cui la solidarietà viene non solo proclamata ma anche praticata. 

Invitando a rileggere l’Esortazione Amoris laetitia Papa Francesco non intende sponsorizzare se stesso ma chiede di dare alla famiglia uno spazio più significativo nella riflessione teologica e pastorale. Questa insistenza non è scontata né superflua, in effetti non tutti hanno compreso che la famiglia non è un ambito della vita ecclesiale ma lo spazio privilegiato in cui il Vangelo s’incarna e da cui s’irradia. La debolezza della famiglia influisce negativamente su tutto l’agire ecclesiale, impedisce alla Chiesa di esercitare la sua missione nella storia. 

Il documento pubblicato nel 2016 alla fine di due anni di lavori sinodali ha avuto il merito di riaccendere i riflettori sulla famiglia ed ha certamente dato un nuovo impulso alla pastorale familiare. E tuttavia, a cinque anni dalla sua pubblicazione, il documento appare datato, come se avesse esaurito la sua funzione profetica. Dopo una prima fase, segnata da un confronto appassionato e non privo di polemiche, l’Esortazione pontificia è stata messa nel cassetto delle buone intenzioni. 

Un esito prevedibile, a mio parere, perché sia prima che dopo la pubblicazione la questione degli sposi divorziati e risposati ha ricevuto uno spazio troppo ampio e quasi esclusivo, mettendo in ombra altri e più importanti questioni. E non solo nella comunicazione mediatica ma spesso anche in quella ecclesiale. Ne ho fatto esperienza io stesso perché, chiamato a presentare il documento, mi accorgevo che buona parte delle attese e delle domande riguardavano solo quel tema. 

Eppure, nel testo di Papa Francesco troviamo numerosi e interessanti suggerimenti pastorali che rischiano di restare sconosciuti a coloro che non hanno la pazienza di leggere tutto il documento. Peraltro, nelle battute iniziali del documento troviamo queste parole: “Spero che ognuno, attraverso la lettura [dell’Amoris laetitia] si senta chiamato a prendersi cura con amore della vita delle famiglie” (AL 7). Se questo è l’intento fondamentale che ha motivato e guidato Papa Francesco, dobbiamo ammettere che non è stato comunicato in modo adeguato e/o non ha trovato la giusta recezione nella comunità ecclesiale. 

Questo libro raccoglie le riflessioni che ho avuto modo di presentare in diverse diocesi nel corso degli ultimi anni. Rileggere Amoris laetitia a distanza di cinque anni non solo fa bene ma permette di comprendere la proposta del Pontefice senza i pregiudizi che hanno preceduto e accompagnato la sua pubblicazione, senza il tifo preventivo di alcuni e l’opposizione cieca di altri. Una lettura capace di far emergere i temi più importanti e le sfide più urgenti. A san Giuseppe, sposo e padre, affido il mio lavoro e la speranza che possa fornire le chiavi giuste per tradurre la riflessione del Papa in una nuova e più feconda progettualità a servizio della famiglia. 
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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.




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