“Vuoi condividere con me l’eternità?”

Testimonianza di Pasquale e Lucia

Che cosa spinge un uomo e una donna a vivere così intensamente il loro fidanzamento da essere disposti ad amarsi in questa vita e anche oltre? La risposta ci sorprenderà. Scopriamola in questa meravigliosa testimonianza che Lucia e Pasquale, una giovane coppia di sposi ha dato alla Via Amoris che il 9 luglio 2022 si è svolta presso la Cappella Santi Luigi e Zelia Martin ad Angri (SA). 

Lucia

Siamo Lucia e Pasquale sposi dal 13 luglio 2013, nove anni fa entravamo in questa Cappella [Santi Luigi e Zelia Martin (Angri – SA), da quella porta, insieme, mano nella mano per celebrare le nostre nozze. Abbiamo amato questo luogo da sempre, è qui, in questa Cappella che un giovanotto timidissimo ed emozionato con gli occhi lucidi mi chiese di sposarlo. Era il 25 marzo del 2012, ci eravamo intrufolati senza permesso entrando dalla porta laterale per recitare insieme Compieta, la Cappella sarebbe stata inaugurata il giorno successivo, dopo la preghiera, esattamente ai piedi di Santa Teresa quel giovane con cui ero fidanzata da due anni, si inginocchiò e nel donarmi un anello mi disse: “Vuoi condividere con me l’eternità?”. 

La situazione era abbastanza imbarazzante, non ho mai amato gli anelli, nel vederlo in ginocchio per coprire tutto l’imbarazzo ed il disagio che stavo vivendo avevo pensato di prenderlo in giro perché da circa 5 minuti provava a tirar fuori dalla tasca quel pacchettino regalo che gli si era incastrato nella tasca del pantalone… ma quella richiesta insolita mi colpì, non “Vuoi sposarmi?” ma “Vuoi condividere con me l’eternità”. Non ebbi proprio la forza di replicare con le mie battute, fu disarmante, non avrei mai pensato che realmente un giorno qualcuno mi avesse chiesto con quelle parole di condividere la vita… non la vita, ma anche tutto quello che è oltre questa vita. Ricordo di aver pianto la mattina delle nozze, ero pronta per mettermi in macchina per venire qui, piangevo, per quelli che mi guardavano ero emozionata, la verità è che per tutta la strada da casa fino qui mi sono chiesta istante dopo istante: è veramente questo quello che vuoi da me, Signore? Non avevo nessun altro desiderio che rendere felice il mio Signore. 

Pasquale

Portavo e porto tutt’oggi nel cuore lo stesso desiderio. C’è stato un tempo in cui, mi sono interrogato sulla mia vocazione, quel “va lascia tutto e seguimi” abitava i miei pensieri e mi recava un certo turbamento, così non era giusto vivere un fidanzamento e decisi di interrompere per fare chiarezza su ciò che il Signore desiderasse da me. Quando ho avuto la certezza che il Signore mi chiamasse al matrimonio è iniziata per me una vera e propria corsa da gigante. Abbiamo cercato di vivere un fidanzamento nel quale lo sguardo era rivolto a Lui sempre, aprendoci a tante esperienze formative e di carità che la Fraternità di Emmaus proponeva, ci siamo impegnati nel vivere la castità e la purezza dei gesti per custodire il dono dell’amore che avevamo ricevuto e che solo con la grazia del sacramento del matrimonio potevamo esprimere in pienezza. Questa scelta ha purificato e fortificato il nostro legame. Il nostro è stato un fidanzamento casto e la preparazione alle nozze il tempo in cui il Signore è venuto a rapirci, è in quel tempo che ha costruito l’edificio della nostra chiesa domestica. Spesso ripensando al giorno delle nozze diciamo: che se fossimo morti quella notte saremmo andati dritti in Paradiso. Non so ben descrivere la gioia e la pienezza che ho provato quel giorno, ho realmente gustato la presenza di Dio e la comunione dei Santi. Ci siamo preparati alle nozze scegliendo di mettere Dio al primo posto, desideravamo fosse lui il protagonista di quel giorno, i vari preparativi della festa non ci hanno mai attratto, desideravamo che il giorno dell’alleanza nuziale fosse un momento di annuncio e quel messaggio che leggevamo nei nostri nomi uniti insieme “la luce pasquale” diventasse la benedizione di Dio per noi. 

Don Silvo ci ha invitato a prepararci alle nozze recandoci in pellegrinaggio a Lisieux ed abbiamo avuto la grazia di alloggiare proprio nel luogo dove i santi hanno vissuto, quel pellegrinaggio ha lasciato in noi una traccia indelebile. “Dio primo servito” era questo il motto in casa Martin, non so quante volte ho pregato il Signore ripetendo quelle parole sognando e desiderando che potessero abitare la nostra casa, la nostra famiglia.

To be continued …(lunedì 8 agosto)




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).




ANNUNCIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.