La gelosia: sale dell’amore di coppia?

“La gelosia è un mostro dagli occhi verdi che dileggia la carne di cui si nutre”: è Shakespeare a scriverlo nel suo celebre Otello. È davvero così? Un pizzico di gelosia è il segno dell’amore? So riconoscere e ammettere di esserlo? Quanto mi fa soffrire la gelosia? Domande che spesso si evitano per paura o per timore di non avere le risposte giuste. Vediamo come tentare di superare questo aspetto della vita di coppia. 

Ero di ritorno da un viaggio di lavoro di alcuni giorni. Non avevo trovato il tempo per cercare un parrucchiere per la mia piega settimanale – cosa che faccio puntualmente quando programmo un’uscita fuori casa superiore ai tre giorni, faccio un elenco delle chiese per la Messa quotidiana con i relativi orari e dei parrucchieri della zona. Ma gli orari del Congresso erano stati davvero molto stretti e complici le temperature basse, i miei capelli avevano resistito in modo decente alla battaglia lavorativa ma ora tornando a casa era visibile la mia debacle estetica

Mio marito invece si presentava in gran forma, barba curata e profumo ancora persistente. Fa capolino quel raro – è per darmi un certo ritegno l’aggettivo raro – sentimento di gelosia e di sospetto che sale dal ventre e arriva velocemente agli occhi tanto che lo scruto senza farmene accorgere, chiaramente dalla testa ai piedi, mentre racconto di questi giorni di fuoco. Lui neanche se ne accorge intendo a trangugiare la focaccia pugliese che gli ho portato come souvenir – non gli sono mai piaciuti gli oggettini inutili e questa è una differenza da sottolineare tra uomini e donne. 

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Vedevo invece il suo interesse salire, anche se faceva finta di aggiustare un quadro nel corridoio – secondo me non ricorda nemmeno cosa raffiguri – mentre io disfacevo la valigia. Per gli uomini l’abbigliamento delle donne è la forma di comunicazione più immediata in assoluto. Ebbene l’alone della gelosia ha continuato per un po’ ad aleggiare in casa fino a quando non ci siamo ritrovati abbracciati e sereni sul divano e tutto si è dissolto. La gelosia è stata cacciata via dalla porta principale. 

Alzi la mano chi non è affetto da questo sentimento. Le sfumature possono cambiare certo ma la radice è comune. C’è chi è geloso ma si vergogna di provarlo perché ha paura di essere giudicato retrogrado. C’è chi è convinto che un pizzico di gelosia sia il sale dell’amore. C’è chi dice a tutti di non essere geloso o gelosa e controlla minuziosamente gli scontrini che l’altro getta nell’indifferenziato. C’è chi pensa di essere nato così e che non può assolutamente cambiare. C’è chi per paura di soffrire a causa della gelosia o per paura di essere tradito si barrica nel suo mondo e non permette a nessuno di entrare. C’è chi è convinto che i gelosi non abbiano una maturità affettiva tale da superare quella che giudicano una forma di infantilismo. Ci sono poi le situazioni estreme, quello dove la gelosia diventa drammatica, violenta e soffoca l’amore. Non mi riferisco a quest’ultimo caso che certamente richiede, come tutte le patologie, un intervento approfondito. 

Come convivere dunque con questo sentimento che, dove fa capolino, è una vera e propria sofferenza? Innanzitutto, riconoscendolo. Prendendo coscienza che esiste dentro di me, che fa parte della nostra condizione umana. Come dice san Paolo: “Io so, infatti, che nella mia carne non abita il bene. C’è in me il desiderio del bene ma non la capacità di attuarlo” (Romani 7,18). Ma nello stesso tempo sappiamo che il segreto è amare come ama Dio. Egli si presenta come un Dio geloso ma è una gelosia orientata al bene dell’altro. Dobbiamo assumere un amore che si fa da parte, che è umile, che chiede scusa, che è capace di ammettere i propri errori, che fa spazio all’altro, che non ha pretese. Se si ama come ama Dio non si teme perché la gelosia alla fine non è altro che una profonda paura di perdere l’altro che si ama, di soffrire per le azioni dell’altro. Accettare di amare con totalità di cuore significa anche accogliere il rischio della sofferenza. 

La stessa gelosia che ci fa soffrire ci purifica, ci rende più umili, ci apre al mistero della vita e ci avvicina di più a Dio se la viviamo con Lui e chiediamo a Lui di guarirci, senza scappare. Ne saremo liberati perché ci affidiamo a Colui che ci ha insegnato cos’è l’amore e come viverlo. Rinnegando se stessi e donandosi con totalità. Comunque la prossima volta dovrò essere più attenta all’organizzazione. Ad una certa età noi donne non possiamo permetterci certe scivolate. I capelli devono stare in ordine. Alla prossima settimana!

Scrivetemi a: giovanna.abbagnare@gmail.com 




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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).




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