Disforia di genere e teoria gender

Disforia di genere negli adolescenti? Lo psicanalista avverte: “è presto per intervenire”

gender

La Società Psicoanalitica Italiana, con il suo presidente Thanopulos, esprime preoccupazioni per l’uso di farmaci che blocchino lo sviluppo puberale nei ragazzi che sentono disforia di genere. In una lettera inviata alla Meloni si dice: non può esserci attenta valutazione finché lo sviluppo dell’identità sessuale è ancora in corso. 

Finalmente c’è chi parla chiaro sulla cosiddetta “disforia di genere” degli e delle preadolescenti e adolescenti, che si verifica quando un ragazzo o una ragazza non si riconosce nel suo sesso biologico e quindi pensa di cambiarlo. 

La Società Psicoanalitica Italiana, con il suo presidente Sarantis Thanopulos (psicoanalista membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, nato in Grecia nel 1952 che oggi vive e lavora a Napoli e collabora con il quotidiano il Manifesto, dove cura la rubrica settimanale Verità nascoste) ha inviato una lettera alla Presidente Meloni sull’argomento.

Dice che “L’esecutivo della Società Psicoanalitica Italiana esprime grande preoccupazione per l’uso di farmaci finalizzato a produrre un arresto dello sviluppo puberale in ragazzi di entrambi i sessi a cui è stata diagnosticata una “disforia di genere”, cioè il non riconoscersi nel proprio sesso biologico” e che vanno seriamente considerate le controindicazioni di questo trattamento.

“La diagnosi di ‘disforia di genere’ in età prepuberale è basata sulle affermazioni dei soggetti interessati e non può essere oggetto di un’attenta valutazione finché lo sviluppo dell’identità sessuale è ancora in corso. Solo una parte minoritaria dei ragazzi che dichiarano di non identificarsi con il loro sesso conferma questa posizione nell’adolescenza, dopo la pubertà”.

Significa che certe idee non sono definitive perché compaiono nell’adolescenza e scompaiono dopo la pubertà.

“Sospendere o prevenire lo sviluppo psicosessuale di un soggetto, in attesa della maturazione di una sua definizione identitaria stabile, è in contraddizione con il fatto che questo sviluppo è un fattore centrale del processo della definizione”. 

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“Anche nei casi in cui la dichiarata ‘disforia di genere’ in età prepuberale si confermi in adolescenza, l’arresto dello sviluppo non può sfociare in un corpo diverso, sotto il profilo sessuale, da quello originario. Lo sviluppo sessuale del proprio corpo anche quando contraddice un opposto orientamento interno consente un appagamento erotico che un corpo ‘bloccato’ o manipolato non offre”. In altre parole, arrestare con un farmaco (la Triptorelina) il normale sviluppo puberale non porterà poi ad “un altro corpo”.

La lettera alla Meloni si conclude così: “La sperimentazione in atto elude un’attenta valutazione scientifica accompagnata da un’approfondita riflessione sullo sviluppo psichico e suscita forti perplessità. È importante avviare sulla questione dei ragazzi con problematiche di genere una rigorosa discussione scientifica a cui la Società Psicoanalitica Italiana darà il suo contributo volentieri”.

Insomma, una presa di posizione nuova e controcorrente, che smaschera il concetto di fluidità sessuale e punta il dito contro l’ideologia “gender”, già da tempo bollata come sbagliata dallo studio chiamato “Il paradosso norvegese” e che dà ragione a Papa Francesco quando la definisce “uno sbaglio della mente umana”.

Il clima culturale martellante nel quale vivono preadolescenti e adolescenti non aiuta, ma le famiglie hanno il diritto di vederci chiaro e il dovere di essere coraggiosi nel chiamare le cose con il loro nome.




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Gabriele Soliani

Gabriele Soliani, nato a Boretto (Reggio Emilia) il 24-03-1955. Medico, psicoterapeuta, sessuologo, adolescentologo, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Libero professionista. Ha collaborato per 9 anni al Consultorio Familiare diocesano di Reggio Emilia. Sposato con Patrizia, docente di scuola superiore. Vive a Napoli dal 2015. Ministro della Santa Comunione e Lettore istituito.

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