CIVILTÀ DELL’AMORE

Per amare il prossimo, devi amare te stesso: riflessioni sul comandamento di Gesù

cuore

di Elisabetta Cafaro

Possiamo costruire la “Città di Dio?” Certamente. Sant’Agostino ci ricorda che non esistono “tempi cattivi”, basta vivere bene ed i tempi saranno buoni. Le riflessioni che seguono, scritte dai ragazzi dopo una lezione in classe, nascono dallo sforzo di voler dare una spiegazione personale e concreta al Comandamento dell’amore.

“Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi”. 

Un Comandamento all’apparenza facile e per certi versi forse anche “scontato”, ma progettare una vita nell’amore o costruire la cosiddetta civiltà dell’amore tra guerre, odio, violenze sembra una chimera. I giovani però hanno bisogno di guardare al futuro, con l’animo aperto e motivata speranza. Sentono il bisogno di vivere in un mondo migliore e noi ci dobbiamo credere.

Possiamo costruire la “Città di Dio?” Certamente.

Sant’Agostino ci ricorda che non esistono “tempi cattivi”, basta vivere bene ed i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi e tutto è nelle nostre mani.

Queste riflessioni, scritte dai ragazzi dopo una lezione in classe, nascono dallo sforzo di voler dare una spiegazione personale e concreta al Comandamento dell’amore, è un lavoro introspettivo che educa a riflettere sui nostri atteggiamenti verso gli altri e verso noi stessi. Sicuramente non è facile, ma ci auguriamo di veder germogliare nel cuore di ogni uomo la tenera pianticella della speranza.

“‘Ama il tuo prossimo come te stesso’. Questo è il secondo dei due comandamenti istituiti da Gesù e possono essere considerati come delle leggi per noi cristiani. Questo comando ci invita ad amare le persone che ci stanno accanto come amiamo noi stessi, anche se per amare qualcuno bisogna sapersi accettare per quello che si è, ma soprattutto essere capaci di accogliere i pregi e i difetti nostri e altrui. Se stiamo bene con noi stessi, sicuramente saremo capaci di rendere felice chi ci sta a fianco”.

Del Sorbo Rosa

Leggi anche: La salvezza dell’anima più della vita – Punto Famiglia

“Per me il comandamento ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ fa riflettere molto. Dio vuol farci capire che, anche se proveniamo da famiglie diverse, e abbiamo differenze nel modo di fare, alla fine ci sarà sempre qualcosa che ci accomuna. Siamo tutti esseri umani, possediamo un corpo ed un’anima. Proveniamo tutti da Adamo ed Eva. Essere presuntuosi o pensare di essere migliori degli altri è sbagliato. Ognuno di noi è degno di rispetto e ognuno di noi è tenuto a rispettare il prossimo. Bisogna sempre aiutare le persone meno fortunate di noi, senza deridere o prenderle in giro”.                          

Gallo Sara

“Amare il prossimo come noi stessi sembra una cosa da niente e in molti ne sottovalutano l’importanza, ma in realtà è la base di una vita civile e dedita all’amore verso il prossimo. Quando facciamo un’azione scorretta verso qualcuno dobbiamo pensare a quello che avremmo provato se quella fosse stata fatta a noi. Se qualcuno si comportasse male con noi di sicuro non ci farebbe piacere. Come abbiamo sentimenti noi, ne hanno anche gli altri e questa presunzione di poter fare tutto al prossimo non porta lontano nelle relazioni. Aiutare qualcuno, invece, dona pace agli altri e anche pace interiore a noi, perché tutte le azioni che compiamo si riflettono su noi stessi.”

Maria

“‘Ama il prossimo tuo come te stesso’, è una frase che tutti conoscono. Eppure, nessuno, o quasi, insiste sufficientemente sulla seconda parte. *Come te stesso*. È il comandamento che ci lascia Gesù e che aggiungeva, agli altri comandamenti, qualcosa di essenziale. ‘Ama il prossimo tuo’, ma quanto? Come ami te stesso. Ma siamo certi di amarci? E quanto ci amiamo? In che modo ci amiamo? Cominciamo a pensare a come passiamo la giornata, siamo certi di fare qualcosa che ci faccia crescere, magari solo di un centimetro nella stima che abbiamo di noi stessi? E nella stima che gli altri hanno di noi? Per poter amare qualcun altro dobbiamo prima amare noi stessi. Dobbiamo perciò volerci bene, accettarci e stimarci così come siamo con tutti i nostri pregi e difetti. Solo così possiamo fare lo stesso con gli altri.”

“Il comandamento dell’amore di Gesù in questione lascia molto riflettere. Se si va a fondo nel significato si può intuire come questo racchiuderebbe in un unico tutti i 10 comandamenti conservati nelle Tavole della Legge, consegnati a Mosè da Dio sul monte Sinai. Penso personalmente che, se ognuno rispettasse solo questo comandamento, il mondo sarebbe colmo di amore, affetto e amicizia da chiunque verso chiunque: gli altri comandamenti di Dio sarebbero ‘superflui’ perchè, se si mettesse l’amore al centro della vita di ognuno, la gente santificherebbe sempre le feste, non esisterebbe discordia, si onorerebbero il padre e la madre e così via. La gioia regnerebbe in questo mondo: niente più litigi, niente più guerre, solo pace. Che questa sia costruita e onorata, sempre.”

Jacopo Cautiero 1Bc




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



ANNUNCIO

ANNUNCIO

8 risposte su “Per amare il prossimo, devi amare te stesso: riflessioni sul comandamento di Gesù”

un articolo bellissimo che tutti dovrebbero leggere! condivido tutto quello che c’è scritto e, anzi, mi ha dato molto spunti di riflessione

ha proprio ragione,l’amore è fratellanza,gioia per il successo e il bene per gli altri,qualcosa che è bellissimo in terra,l’amore è provato dalle persone sia per le persone che ci sono qui che quelle in cielo.
viva l’amore

Questo articolo mi ha fatto riflettere profondamente sulla mia capacità di influenzare il mondo che mi circonda attraverso le mie azioni e le mie relazioni. La citazione di Sant’Agostino mi ha ricordato che il potere di rendere i tempi “buoni” o “cattivi” risiede nelle mie mani e che posso contribuire alla costruzione di una società più amorevole e inclusiva. La speranza e la determinazione dei giovani sono fonti di ispirazione per me, e mi spingono a credere che possiamo trasformare le sfide attuali in opportunità di cambiamento positivo. Mi impegno a vivere secondo i valori dell’amore e della solidarietà, contribuendo così, anche se in piccola parte, a costruire la “Città di Dio” qui sulla terra.

Le parole dei ragazzi riflettono un desiderio profondo di costruire un mondo migliore, guidato dall’amore e dalla speranza. Sant’Agostino, con la sua prospettiva ottimistica, ci invita a considerare il potenziale di ogni individuo nel plasmare il proprio destino e nel trasformare il mondo che li circonda. La fiducia nel potere dell’amore e nella capacità umana di fare la differenza risuona attraverso le loro parole.

Nella prospettiva cristiana, il comandamento “Ama il prossimo tuo come te stesso” riflette l’insegnamento centrale di Gesù Cristo sull’amore e sulla compassione. Questo principio è enunciato nei Vangeli e rappresenta uno dei pilastri della fede cristiana. Gesù stesso lo ha enfatizzato come uno dei due grandi comandamenti insieme all’amore per Dio. Inoltre, Gesù ha illustrato questo insegnamento attraverso le sue azioni di compassione, inclusione e perdono verso tutti, compresi i peccatori e gli emarginati della società. Nella teologia cristiana, amare il prossimo come se stessi significa imitare l’amore di Dio per l’umanità e vivere secondo i principi dell’amore, della giustizia e della misericordia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.