22 Ottobre 2026
Un pastore coraggioso
Memoria di san Giovanni Paolo
Dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicesi
1Ts 2, 2b-8
Ma, dopo aver sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come sapete, abbiamo trovato nel nostro Dio il coraggio di annunciarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte. E il nostro invito alla fede non nasce da menzogna, né da disoneste intenzioni e neppure da inganno; ma, come Dio ci ha trovato degni di affidarci il Vangelo così noi lo annunciamo, non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori. Mai infatti abbiamo usato parole di adulazione, come sapete, né abbiamo avuto intenzioni di cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo. Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari.
Il commento
“Siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli” (2,7).
Per celebrare la memoria di san Giovanni Paolo II la liturgia propone una pagina paolina in cui il ministero apostolico viene presentato con l’immagine, dolcissima e familiare, di una madre che si preoccupa di dare il cibo ai suoi figli. Il testo greco parla della nutrice [trophos] che riscalda. I vocaboli utilizzati fanno pensare ai bambini piccoli che vengono nutriti al seno e riscaldati con il più affettuoso degli abbracci. Quest’immagine, impregnata di soavità e di ricordi, suscita una commovente dichiarazione:
“Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi
non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita” (2,8).
Vogliamo leggere questa parola nella cornice luminosa della testimonianza offerta da Giovanni Paolo II. Durante gli anni del sacerdozio ha vissuto il suo ministero in mezzo ai giovani universitari. Sono stati per lui anni importanti e decisivi per scoprire e comunicare il valore della famiglia, come ha confidato lui stesso: “Da giovane sacerdote imparai ad amare l’amore umano” (Varcare le soglie della speranza,138).
Ha ricevuto la consacrazione episcopale all’età di 38 anni ed è stato chiamato a guidare la diocesi di Cracovia negli anni in cui il comunismo cercava in tutti i modi di emarginare e silenziare la Chiesa, in modo da renderla ininfluente sul piano della vita sociale e politica. Karol Wojtyla ha esercitato il suo ministero pastorale senza paura, possiamo applicare a lui le parole dell’apostolo Paolo: “abbiamo trovato nel nostro Dio il coraggio di annunciarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte” (2,2).
Oggi vi invito a pregare con le parole che la liturgia utilizza nella memoria di un altro grande Papa, san Gregorio Magno: “O Dio, che guidi il tuo popolo con la soavità e la forza dell’amore, dona spirito di sapienza a coloro che hai posto a guida della Chiesa, perché il progresso del tuo santo gregge sia gioia eterna dei pastori”.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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