“Il nostro matrimonio era morto, ma è tornato in vita”. Il percorso di Retrouvaille
Nadia e Diego sono una coppia di sposi che ha attraversato una profonda crisi coniugale. La mancanza di dialogo, le tensioni con le famiglie d’origine, le umiliazioni e un forte senso di solitudine li avevano progressivamente allontanati. Dopo numerosi tentativi fallimentari di ricucire il rapporto, la svolta è arrivata grazie al percorso di Retrouvaille: una mano tesa in cui oggi riconoscono la cura e la vicinanza del Signore.
Come è arrivata la crisi e la consapevolezza di aver bisogno di aiuto?
Nadia: La crisi l’abbiamo “costruita” nel tempo. Nei primi anni di matrimonio era facile andare d’accordo. Mi impegnavo affinché in casa non mancasse nulla e non esprimevo i miei bisogni. Con la nascita dei figli, ho messo Diego in secondo piano, ma a far deteriorare completamente il nostro matrimonio è stato il trasferimento a casa della sua famiglia. Ce ne andammo da lì in modo burrascoso, per trasferirci in una nuova casa, che io però non sentivo mia: la percepivo come un’imposizione. A nulla servì frequentare gruppi famiglie o confidarmi con le amiche. Quando tentavo un dialogo e comunicavo a Diego il mio malessere, finivamo con l’accusarci, vedendo solo errori e mancanze. Non mi sentivo capita, ma trascurata e data per scontata. Spesso Diego sapeva rispondere solo con dei silenzi e mi sembrava di fare un’enorme fatica per andare avanti, come se fossi un mulo che tirava un carro sprofondato nella sabbia. Iniziai allora l’università, volevo riscattarmi e avere qualcosa di mio. Le cose tra noi peggiorarono: non ci parlavamo per giorni ed io ero scontrosa e nervosa. Diego era spesso assente per lavoro, vivevamo come due scapoli sposati. Mi invaghii di un collega ed iniziai una relazione extraconiugale. Ero confusa, andavo contro i miei valori. Non credevo che ciò che stavo vivendo potesse succedere proprio a me. Non volevo lasciare Diego, ero come in una trappola, quando lui scoprì la mia relazione, mi sentii liberata. Ci trovammo ad un bivio, litigavamo in modo furioso, cercando un modo per aggiustare le cose, ma da soli non vi riuscivamo. Nessuno psicologo né sacerdote a cui ci rivolgemmo riusciva a riavvicinarci. Avevo ormai deciso di andarmene. Diego un giorno mi diede il volantino di Retrouvaille, sicuro però che non avrei accettato di partecipare al Week end. Telefonai al centralino e accettai senza aspettarmi nulla, forse solo per cercare chiarezza dentro di me.
Diego: Appena sposati vivevamo in un appartamentino piccolo ma confortevole. La domenica frequentavamo la Messa e la vita trascorreva senza tanti problemi. Non ho mai detto a Nadia i miei sogni e le mie aspettative, sia matrimoniali che personali, il mio dialogo era fatto solo di comunicazioni di servizio. Dopo sei anni, con l’arrivo dei figli, avevamo bisogno di più spazio. Mio padre ci propose di costruire una casa su un suo terreno, ma non riuscivamo economicamente a pagare mutuo e affitto nello stesso momento. Così accettammo di trasferirci nella casa dei miei genitori. Furono tre anni abbondanti di logorio matrimoniale ed incomprensioni. Trovare momenti di intimità con Nadia era diventato quasi impossibile e io mi sentivo tra due fuochi. Tra l’altro, in quegli anni cambiai lavoro: lasciai l’impiego da operaio per dedicarmi a tempo pieno ad una passione che avevo da giovane: il cameraman professionista. A causa del nuovo lavoro, cominciai a stare via dei giorni lasciando mia moglie e i figli soli. A dire il vero, non vedevo l’ora di andare a lavorare per scappare da quella situazione. Trasferiti nella nuova casa, per me il periodo burrascoso era finito, anche se mi aveva segnato nei sentimenti e nel rapporto con mia moglie. Le liti erano sempre più accese ed ogni volta si tirava in ballo il passato, facendomi sentire debole come uomo e ricordandomi che ero stato un marito che non aveva difeso sua moglie. Però io vivevo tutto questo non come una crisi, bensì come la normalità per una coppia abituata a convivere tra incomprensioni quotidiane. La crisi mi cadde in testa come un macigno quando scoprii la relazione extraconiugale di mia moglie. Provavo sentimenti di vergogna, rabbia, umiliazione, però continuavo a farmi una domanda: dove avevo sbagliato? Un sacerdote mi disse che “facciamo degli sbagli, ma non siamo sbagliati.”
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Cosa avete tentato voi per superare la crisi?
Nadia: Inizialmente tendevo a tacere e soffocare le piccole incomprensioni, pensando che con il tempo tutto si sarebbe sistemato e io e Diego avremmo iniziato a capirci. Poi le poche attenzioni che ricevevo da Diego per i miei sentimenti e i problemi con la casa, il lavoro e i figli mi portarono a cercare appoggi in gruppi e amicizie. Parlavo molto con un sacerdote amico ma i suoi consigli non mi portavano a migliorare il rapporto con mio marito. Nel periodo più buio cercammo aiuto e supporto da una psicologa e altri sacerdoti, ma inevitabilmente finivamo con liti accese e anche aggressive. Retrouvaille è stato fondamentale. Quando ho visto al Week-end che altre coppie ce l’avevano fatta, mi sono detta: “Perché non potremmo farcela anche noi?” Ho deciso allora di impegnarmi e di partecipare al programma, avevo voglia di rivivere.
Diego: Nel periodo della crisi andai da una psicologa per capire cosa fare, ma la dottoressa lavorava su di me, non sulla coppia. Aumentava la mia autostima, tanto che mi iscrissi a nuoto, pallavolo ad un corso di pianoforte. Naturalmente, tutto questo portava via del tempo alla nostra relazione matrimoniale. Certo, avevo un bel fisico snello, ma ero sempre via da casa. Facevo una vita da “scapolo sposato”.
Come vi è arrivato l’annuncio di Retrouvaille?
Nadia: Non ne avevo mai sentito parlare, Diego mi ha dato il volantino. È stata una sfida, un guanto lanciato. L’ho raccolto, ero decisa però a non farmi condizionare nelle mie scelte. Volevo capire cosa fosse giusto per me.
Diego: Quando scoprii la relazione extraconiugale di Nadia, mi cadde la terra sotto i piedi e mi confidai con mia sorella maggiore, che mi diede un volantino di Retrouvaille. Telefonai al numero indicato sul volantino e mi rispose una coppia di sposi, ad accogliermi fu una voce gentile e serena, che mi diede fiducia.
Cosa avete trovato lì? Cosa il Signore vi ha fatto conoscere?
Nadia: Innanzitutto, ho visto tante coppie come noi, tristi e in crisi (più o meno mascherata) che non credevo di incontrare. Le coppie del team erano accoglienti, comprensive e rispettose, ho pianto molto. Ho sentito la presenza di qualcosa di profondo. Quando ho parlato in Confessione al sacerdote presente al Week-end, ho avuto due grandi spunti che mi sono portata a casa e che ancora guidano le mie scelte quotidiane. Ho imparato che nella vita occorre prendere delle decisioni, con coraggio e che l’amore è una decisione. In Retrouvaille non mi sono mai sentita giudicata, lì ho trovato veri amici e ora mi sento in famiglia.
Diego: Al Week-end trovai altre coppie, come noi in crisi. Pensavo di essere il solo ad avere un matrimonio in rotta. Io volevo far di tutto per riconquistare mia moglie, ma avevo paura di trovare in Retrouvaille altri dottori o sacerdoti che parlavano di catechismo o altro. Invece fu una sorpresa. Non dovevamo dire niente di noi, del nostro problema di coppia e dei nostri conflitti ma c’erano delle coppie del team, molto preparate e gentili. La fiammella che ancora era accesa nei cuori nostri cominciò a farsi sempre più grande e cominciai a darmi la risposta a quella domanda: “dove avevo sbagliato?”
Cosa potreste dire ad altre coppie in crisi? Che annuncio portate?
Nadia: Oggi siamo convinti che le crisi fanno parte della vita e ci aiutano a crescere se lo vogliamo. Non devono spaventare, perché non siamo soli. Ricordo che prima della crisi chiedevo spesso nelle preghiere che il Signore mi tenesse sempre sulla sua strada. Anche quando non pregavo ed ero arrabbiata con Lui, sono sicura che non mi ha abbandonata. Entrambi in diverse occasioni abbiamo percepito che ci ha soccorsi e non ha permesso che ci allontanassimo da Lui con scelte azzardate. Diciamo alle coppie in crisi di non chiudersi, di cercare aiuto, di pregare e affidarsi a Maria e alla Misericordia di Gesù. Il perdono ci ha salvati.
Diego: Invitiamo le coppie a iscriversi al Week-End di Retrouvaille, per darsi un’opportunità, perché la separazione non è una soluzione, anche se oggi è sempre più proposta e sbandierata. I problemi spesso aumentano e dentro forse non si trova la pace. Vediamo nelle coppie che riescono a ricostruire il loro rapporto una maturità e una luce nuova, una forza grande. Tutte le coppie possono ricostruire, indipendentemente dalle cause della crisi. Vogliamo dire loro di avere coraggio e di impegnarsi, di mettersi in gioco, di non abbattersi di fronte alle difficoltà. Con pazienza ce la faranno, come anche noi abbiamo fatto.
Per saperne di più: 800 123958 — info@retrouvaille.it
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