Annulla il concerto per i suoi valori cristiani. La scelta di Hulvey diventa virale

Amsterdam, 16 ottobre 2026. Avrebbe potuto far finta di niente e accettare il luogo che avevano allestito per il suo concerto, ma Hulvey, padre di famiglia (prima ancora che artista di successo) si è rifiutato di tenere un concerto in un posto pieno di simboli osceni. Ha chiesto se quelle immagini potessero essere coperte. Gli hanno risposto di no e lui ha annullato tutto, sebbene l’evento fosse sold out. Per un cristiano, il corpo è tempio santo e l’amore non può essere dissacrato. “Devo rendere conto a Dio”: questa la spiegazione del cantante che si dichiara cristiano.

Cristopher Hulvey per i tempi di oggi è un ventisettenne precoce: già sposato, già padre di due bimbi, già in corsa per il successo.

Ma la sua è una storia in due tempi.

Nel primo tempo è un bambino della Georgia che cresce in una famiglia cristiana senza troppi fronzoli né grosse possibilità economiche. Ci sono le uscite con gli amici, la scuola, la fede che resta lì sullo sfondo. Intanto la musica comincia a prendere spazio: al liceo Cristopher si appassiona di hip hop. Ci sa fare, piace.

Nel secondo tempo le cose diventano serie, comincia il successo, ma arriva anche un bisogno nuovo: quello di ispirare le persone con il bene, dedicando il proprio lavoro a Dio. Così Hulvey (è il suo nome d’arte) cestina tutta la musica fatta in precedenza, scegliendo di produrre solo hip hop cristiano, con testi che parlano di cadute e risalite, di una forza possibile grazie a un Dio che non delude.

E Hulvey, in tutto ciò, crede sul serio, tanto da aver fatto poche settimane fa una scelta clamorosa.

I fatti sono semplici: il suo ultimo tour prevede delle tappe in Europa, di cui una ad Amsterdam, dove accade l’imprevisto.

Il concerto è sold out, tutti i biglietti sono stati venduti, anzi gli organizzatori si accorgono a poche ore dall’ evento che ne sono stati venduti perfino troppi rispetto alla capienza del locale scelto per la serata. Bisogna trovare all’ultimo una sala più grande, che guarda caso esiste e sta proprio di fronte al locale scelto inizialmente. Perfetto, si direbbe.

Se non che a un’ora dal concerto Hulvey col suo staff entra fisicamente nel nuovo locale, e lì si accorgono di un grosso problema: quello non è un posto qualunque, ma una sala adibita a spettacoli “per adulti”, le pareti infatti sono tappezzate di immagini pornografiche e dal soffitto pendono oggetti con indubbi riferimenti sessuali. 

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Hulvey dovrebbe tenere lì un concerto di Christian Music, un controsenso impensabile. Sconvolto e in cerca di rimedi, chiede ai gestori del locale di coprire le pareti con dei teli, ma questi gli rispondono che non si può fare.

Allora? Bisogna prendere una decisione: fare ugualmente il concerto, o annullarlo.

Hulvey fa la scelta più difficile, quella che può costare molto, non solo in termini economici ma di reputazione, in un mondo esclusivo come quello della musica, dove non si perdonano le defezioni, meno ancora in nome di principi morali.

Lui però esce fuori e parla ai suoi fan, che attendono per entrare, tra cui ci sono giovanissimi e famiglie con bambini: sotto la pioggia, che intanto ha cominciato a cadere, spiega che il concerto non si può fare, che lui non se la sente di esporli a uno spettacolo così inadeguato, che un suo concerto non può avvenire in quel modo. Lui, spiega, è un papà oltre che un cantante, e sente il dovere di difendere i piccoli da certe immagini. “Io sto dalla parte di Gesù”, dice. Successivamente spiegherà in un video apposito pubblicato sulla sua pagina Instagram che questa scelta è stata difficile, ma di aver dovuto rispondere delle sue azioni a Dio e di dover fare ciò che è convinto di poter fare in Suo nome.

La notizia è diventata virale, così come i video in cui parla e spiega le ragioni del suo gesto.

Beh, Hulvey non avrà guadagnato i soldi di quel concerto, ma di sicuro ha guadagnato la stima di moltissimi, in un tempo dove la coerenza è una merce preziosa, assieme alla fede in un Dio a cui rendere conto delle proprie scelte.

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Lisa Zuccarini

Lisa Zuccarini, classe '83, è una moglie e mamma che ha studiato medicina per poi capire alla fine di essere fatta per la parannanza più che per il camice. Vive col marito e i loro due bambini. Dal 2021 ha scoperto che scrivere le piace, al punto da pubblicare un libro edito da Berica Editrice, "Doc a chi?!", dove racconta la sua vita temeraria di mamma h24 e spiega che dire sì alla vocazione alla famiglia nel ventunesimo secolo si può, ed è anche molto bello.

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