Storie

Altro che 50 sfumature di grigio…

di Giovanna Abbagnara

Donne: spose, consacrate, che consumano la loro vita in una quotidianità che non fa notizia ma che, nel nascondimento, sono il grembo di un amore fatto di tenacia, di tenerezza, di fortezza e di accoglienza. Sono queste sfumature dell’universo femminile che vorrei raccogliere e consegnare.

Due settimane fa mi sono recata da Lello Napoli, il mio super parrucchiere di fiducia, e la sua giovane e carina collaboratrice Annarita, l’unica che ha imparato a domare le mie vertigini ribelli (saranno lo specchio dei miei pensieri arruffati?), mi ha confessato un po’ intimorita di essere andata al cinema a vedere 50 sfumature di grigio. Ammetto di aver pensato subito, forse non l’ho solo pensato, l’ho detto: “La curiosità è donna”. Quando sono andata a casa però e ho scoperto che anche mia sorella e la mia vicina di casa e l’amica di mia madre e la mia salumiera erano andati al cinema e avevano letto il best seller che, secondo le classifiche delle più grandi case editrici, ha venduto 100 milioni di copie ed è andato a finire tra la top ten dei libri più letti accanto a Harry Potter, Il piccolo principe e la Bibbia, allora ho pensato: “Qui bisogna davvero fermarsi a riflettere”. Non voglio addentrarmi sui motivi della mia preoccupazione. L’unico risultato che otterrei dalle fan del grigio è questa risposta: “Tu non hai visto il film e non hai capito che quella che si racconta nel libro è una grande storia d’amore di un uomo che sodomizza le donne solo perché da piccolo è stato seviziato!”. Noi donne amiamo trovare il lato romantico anche quando chiaramente non esiste per quell’indole da crocerossina che ci hanno stampato sul cuore alla nascita.

Voglio piuttosto richiamare l’attenzione sulla forza e il coraggio di altre donne. Spose, consacrate, giovani che consumano la loro vita in una quotidianità che non fa notizia ma che, nel nascondimento, sono il grembo di un amore fatto di tenacia, di tenerezza, di fortezza e di accoglienza. Sono queste sfumature dell’universo femminile che vorrei raccogliere e consegnare per imparare a vedere la filigrana, ciò che è nascosto nella parte più segreta di alcune esistenze.

Come il verde della Panda di Maria, che da 35 anni ogni mattina si sveglia alle 5 per recarsi al magazzino della frutta a lavorare perché il marito da 3 anni è rimasto senza lavoro e ci sono tre figli da accudire e un mutuo da pagare. Non è proprio la vita che aveva sognato ma è felice perché i suoi figli sono tutti bravi a scuola e il marito, come può, cerca di sollevarla dalle più faticose mansioni domestiche.

Come il rosso della terra arsa dal sole in Burkina Faso dove vive stabilmente dal 2008 suor Caterina, consacrata della Piccola Famiglia di Emmaus. La sua missione è aiutare i giovani a studiare, a formarsi, per un futuro migliore. Dal 2010 coordina un Centro per la gioventù che offre tante opportunità agli studenti liceali di tutta la cittadina di Koupéla e dove in ottobre verrà inaugurato un Foyer per le ragazze liceali per dare loro accoglienza residenziale perché abitano troppo lontano per frequentare la scuola e che spesso proprio per questo motivo vengono maggiormente penalizzate.

Come il rosa del fiocco che troneggia su una culla dell’ospedale di Santa Maria della Misericordia a Perugia. Qui venerdì 27 febbraio è nata Maddalena mentre la mamma Elisa nasceva al cielo lasciando altri tre figli, suo marito Luca e una vita consumata in prima linea a raccogliere sofferenze e disagi di tutti, dalle giovani anoressiche alle coppie lacerate dai disaccordi, tutto con infinita discrezione, con tanta saggezza e compassione, illuminata da una fede fatta di esperienze concrete.

Sì, decisamente al grigiore di un amore malato, preferisco la luce che brilla negli occhi di queste donne. Insieme a loro voglio scoprire le mille sfumature dell’amore.




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stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

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6 risposte su “Altro che 50 sfumature di grigio…”

Grazie cara Giovanna, come al solito sai essere chiara, ferma sui valori anche se con delicatezza e sai far volgere lo sguardo sulla parte bella delle persone e della vita.
Davvero il mondo vive in uno stato confusionale generalizzato e ciò che più meraviglia e che non ce ne si rende conto! Ma questo è tipico proprio degli stati confusionali.
Il tutto mi ricorda il film Matrix con quelle due pilloline una blu e una rossa dove ognuno di quelli che veniva risvegliato era chiamato a scegliere se prendere l’una o l’altra pillola, cioè scegliere se tornare a dormire beatamente o rimanere svegli, riprendere le forze e combattere contro tutto ciò che ci vuole proni ai compromessi della vita.
Scusa la “pseudo-catechesi” ma ti ho condiviso ciò che quanto hai scritto mi ha suscitato!

E”vero Giovanna, nell’ordinaria quotidianità ci sono 50 sfumature di tutti i colori dell’arcobaleno

Sottoscrivo le tue amabili riflessioni, cara Giovanna. Danno speranza e non solo: indicano che è possibile percorrere le giuste strade per vivere una vita irta di difficoltà ma felice di affrontarla con tenacia e dignità. Saluti affettuosi. Salvatore Campitiello.

Ciao sono ormai da molti anni che sento le tue catechesi e ne sono sempre piu innamorata grazie mille tvb

Non posso far altro che condividere tutto ciò pienamente e ringraziarti, Giovanna, perché proprio con le tue righe bramose di dar voce alla verità, hai fatto figurare nella mia mente quelle sfumature che dovrebbero ravvivare la mia vita ,come la vita di tutti…Sfumature di colori autentici, quelli del sacrificio e dell’amore puro , che prendano il posto del grigio, del buio della falsità , dell’amore fasullo.Grazie davvero.

È un po’ come “l’erba del vicino è più bella” nel senso che si è attratti dalle novità riuscendo finanche a giustificarle, perdendo magari di vista ciò che abbiamo accanto e ci appartiene. A mio modesto parere dovremmo essere più capaci di apprezzare e ringraziare Dio per la nostra quotidianita’. Grazie per la riflessione.

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