“Gli ho chiesto se voleva vivere un fidanzamento senza sesso”

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Cosa significa vivere il sesso nella grazia del matrimonio? Oggi lascio la parola ad un testimone d’eccellenza. La chiamerò C. per custodire la sua identità, ma sono sicura che la sua testimonianza ci invita a riflettere su questo tema.

So cosa significa voler fare sesso perché tutte lo hanno già fatto o semplicemente perché lui mi manda gli ormoni a mille. Magari non siamo ancora coppia, ma in certi momenti sembra non contare quello che comunichiamo con il corpo. Lo facciamo perché non riusciamo a resistere. So cosa significa farlo quando non si vive ancora nella certezza di essere amati (si fatica a dirsi ciò che si ha nel cuore, abbiamo paura che finisca e non ci si sente ancora pronti ad avere una famiglia). So cosa significa avere dubbi sulla sua onestà e fedeltà. Fuori dal letto, intendo. Perché tra le lenzuola lui è l’uomo più innamorato della terra. So cosa vuol dire essere vittime degli impulsi, invece di esserne saggi governatori.

Ma so anche cosa vuol dire vincere su tutto questo. Vedere la propria sessualità libera, redenta. Vedere che la pazienza e la tenerezza possono prendere il posto della debolezza. So cosa significa fare sesso e so cosa significa fare l’amore. So cosa significa perdere la verginità nel corpo, a 16 anni e poi recuperarla nel cuore. Per attendere il proprio marito in modo puro e genuino. So cosa vuol dire sentirsi vuoti dopo un rapporto sessuale brusco o poco limpido. So cosa si prova a chiedersi: Dopo il piacere cosa resta? Tutto qui? Ho rinunciato ai miei valori, ad aspettare l’uomo della mia vita… per questo? Col mio ex ogni momento era buono per stuzzicarsi… Anche nei posti e nei modi più strani. Ricordo ancora le effusioni in quel cinema vuoto… E ricordo anche la pace che mi mancava nel cuore… Mentre mi buttavo su quella storia sbagliata, che non mi permetteva nemmeno di gustarmi un film in tranquillità. Invece, quando si ama davvero, e ce lo diciamo facendo l’amore, è proprio un’altra cosa. Ci si sente pieni, uniti, felici: perché ci si è scambiati attraverso il corpo qualcosa di vero. Si è dato tutto all’altro non per debolezza ma perché gli si voleva sul serio dare tutto.

Ringrazio Dio perché mi ha dato una seconda possibilità: perché ho ritrovato il desiderio di una relazione genuina ed innocente. E ho conosciuto un uomo che rispettava il mio corpo. Che mi voleva guardare dentro. Mi ha corteggiato in modo pulito, mi sembrava un alieno, per la serenità con cui teneva le mani a posto. Non aveva bisogno di sedurmi, perché mi incantava con lo sguardo, con quella dolcezza e quel candore che credevo impossibile trovare nella mia generazione. Passava le ore ad ascoltarmi invece che a toccarmi. Aveva voglia di capire chi fossi, non gli importava solo di portarmi a letto. Era così bello e liberante per me conoscere un uomo senza la fretta di fare sesso che gli ho chiesto se voleva vivere un fidanzamento casto, cioè senza sesso. Mi avrebbe presa per pazza? Lui, però, mi ha risposto di sì, nonostante non fosse più vergine, proprio come me.

Abbiamo ricominciato da zero. Siamo tornati vergini nel cuore. Insieme. E ci siamo uniti solo dopo il nostro sì. Ad oggi siamo sposati da 5 anni e siamo anche genitori. Tanti mi dicono: Tu sei fortunata, hai trovato l’uomo giusto. Io rispondo che molte volte quello che troviamo dipende da quello che cerchiamo. 

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Dopo la fine con M. ho iniziato ad allontanare tutti i ragazzi poco seri che conoscevo. O forse ci scartavamo a vicenda. Ma era giusto così. Questi tagli (a volte un po’ frustranti) mi permettevano di proseguire la mia ricerca dell’amore. Per trovare l’amore dobbiamo scartare tutto ciò che dell’amore ha solo la parvenza. “Avrai quanto speri – diceva padre Pio – spera molto e riceverai molto”. Confida in Dio. Lascia che sia Lui a donarti la persona con cui incamminarti verso la vita eterna. E abbi pazienza: i tempi di Dio sono proverbialmente lunghi. Solo un tantino, eh… (Va bene, non apriamo polemiche qui con nostro Signore… ). La verità è che bisogna aspettare e perseverare… È faticoso. Ma poi vivrai qualcosa di meraviglioso che ha più il sapore del cielo che della terra. Io so che tra me e mio marito c’è Gesù. Quando facciamo l’amore non mi unisco a lui solo nel corpo e con la mente ma anche nello spirito. So che in virtù del sacramento del matrimonio è l’amore stesso di Gesù a unirci. Avrei potuto avere 3 ragazzi prima di lui. Quei no, però, sono stati la mia salvezza. Perché mi hanno portato ad un matrimonio pieno di grazie.

Dicono che non esiste un modo giusto e un modo sbagliato di vivere il sesso. Ma il punto non è fare la morale. Non serve a niente. Il punto è che abbiamo il sacrosanto diritto di essere felici e credo che la felicità venga dal sapersi amati davvero. Dal donarsi… Invece che dall’usarsi. E lo so perché ho vissuto entrambe le cose. Dio, quanto sei grande per aver inventato una cosa tanto meravigliosa!

E quanto siamo sciocchi noi… A sciuparla. Siamo liberi di vivere il sesso come ci pare, certo. Ma che peccato buttare in un pozzo un diamante! Ho dovuto sbatterci la testa ma l’ho capito: nessuno mi avrebbe mai più avuta solo per metà. O per sempre o per niente. O tutta la mia vita, o nulla. E questa coerenza è stata ripagata da un amore vero. Non so chi sei tu che mi leggi, ma so che l’amore è la risposta alla tua sete. Aspetta. Pazienta. Prega. Lascia questa storia se ti fa del male. Non concederti per paura di essere sola. Sembra meglio di nulla… ma non è così. Fidati. Solo l’amore riempie. Puoi avere molto di più di quanto credi.




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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