Genitori c’è ancora spazio per educare, ce lo dice il Papa…

Papa Francesco

(Foto: giulio napolitano / Shutterstock.com)

In questo contesto sociale e culturale dove tutto sembra andare alla deriva, il Papa ci rassicura e ci ricorda che i genitori hanno una missione speciale: rivelare ai figli la via della fede e la bellezza del Vangelo.

I genitori incidono sempre sullo sviluppo morale dei loro figli, in bene e in male. Di conseguenza, la cosa migliore è che accettino questa responsabilità inevitabile e la realizzino in maniera cosciente, entusiasta, ragionevole e appropriata. Poiché questa funzione educativa delle famiglie è così importante ed è diventata molto complessa, desidero trattenermi in modo speciale su questo punto”. (AL, 259). La citazione è tratta da Amoris Laetitia al capitolo sette. Un capitolo interamente dedicato al tema dell’educazione. Sono parole importanti che il Papa rivolge a tutta la comunità cristiana, in particolare a quelli che hanno la responsabilità di guidare: pastori, catechisti e genitori. Proprio questi ultimi hanno il compito forse più delicato. Quello cioè di far scoprire ai propri figli la via della fede, la bellezza del Vangelo. Quante volte anche i migliori propositi si perdono nei sentieri della vanità? Non hanno il coraggio di incamminarsi nelle vie del Vangelo e impediscono di fatto ai figli di entrarci? 

È evidente, cari genitori, che in teoria tutti gli sposi sanno di dover educare la prole. In teoria appunto. La pratica è altro! Di fronte al disastro che ogni giorno ci viene annunciato dalla cronaca è necessario chiedersi se gli sposi hanno gli strumenti per educare? Se la comunità cristiana sostiene i genitori affinché assumano degnamente questa responsabilità educativa? 

Non c’è dubbio che il momento storico che stiamo vivendo è veramente incandescente. Ci sono momenti in cui anche la mia fede e di conseguenza anche il mio compito di educare viene messo a dura prova. Sembra che tutto ciò in cui fino ad ora abbiamo creduto sia stato improvvisamente sconfessato, anzi c’è un’azione mediatica che si limita a denunciare il male senza offrire un orizzonte di salvezza. 

In Amoris Laetitia il Papa ci rassicura e ci ricorda che c’è ancora spazio per educare. In ogni tempo ci sono state lotte tra il bene e il male e in alcuni momenti il male sembrava aver prevalso. Ma la storia è nelle mani di Dio e dunque egli non farà mancare la sua protezione.

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Questo più che mai è il tempo della famiglia. È difficile pensare alla famiglia come ad un’isola incontaminata, una sorta di riserva indiana in cui cerchiamo di conservare quei valori che altrove vengono calpestati. La famiglia, sempre più spesso, riflette il volto della società, vive le stesse inquietudini che attraversano gli altri ambiti della vita sociale e fatica a individuare gli obiettivi e i sentieri da percorrere. Non possiamo parlare perciò della famiglia senza dare uno sguardo alla cultura che oggi si afferma e s’intrufola con invadenza in ogni angolo della vita sociale. Dobbiamo sottolineare però che proprio in questo contesto culturale appare ancora più importante e urgente il ruolo che la famiglia è chiamata a svolgere, soprattutto sul piano educativo.  

Domandiamoci dunque se le nostre famiglie sono un laboratorio in cui si modellano le nuove generazioni oppure si limitano a fare da cassa di risonanza che accetta e trasmette più o meno acriticamente, cioè senza il necessario discernimento e senza i dovuti filtri, quei messaggi che altrove vengono prodotti. Pur rimanendo pesantemente condizionata dalla società, la famiglia custodisce una risorsa che la rende capace di offrire un contributo proprio e originale all’intera società. Questa risorsa è l’amore. La famiglia infatti nasce da un atto di lucida follia in base al quale due persone decidono di vivere l’uno per l’altra e di prendersi cura dei figli. Questa decisione, pur essendo vecchia di secoli, rappresenta in ogni tempo un’energia nuova e sorprendente, capace di modificare il corso degli eventi. È un elemento che non può essere ridotto alle pure leggi biologiche né a quelle psicologiche, un surplus che immette nel tessuto sociale motivazioni inedite e apre orizzonti nuovi. In un mondo dominato dalla cultura del profitto e dell’efficienza, la famiglia ricorda che solo l’amore ha la capacità di comunicare e diffondere gioia. 

Ma stiamo attenti, cari genitori, perché l’amore ha delle esigenze, delle caratteristiche, altrimenti è una contraffazione, è puro sentimentalismo, è filantropia. Piuttosto che stare dietro all’una e all’altra teoria, riscopriamo le ragioni della nostra fede, è solo da lì che possiamo attingere per consegnare risposte di senso e valori autentici ai nostri figli. È solo alla fonte dell’amore che possiamo attingere per non abbandonare i nostri figli al disorientamento culturale di oggi.




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Giovanna Pauciulo

Sposa e madre di tre figli, insieme al marito Giuseppe è referente della Pastorale Familiare per la Campania, ha conseguito il Master in Scienze del Matrimonio e della Famiglia presso il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II. Conduce su Radio Maria la trasmissione “Diventare genitori. Crescere assieme ai figli”. Collabora con Punto Famiglia su temi riguardanti la genitorialità e l’educazione alla fede dei figli. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018).

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