San Valentino

San Valentino si avvicina, ma questo tanto inneggiato “amore vero” che sarà mai?

coppia

di don Gianluca Coppola

Per la festa degli innamorati, metti da parte, per favore, le risposte sull’amore che ti hanno insegnato i falsi miti delle ideologie e quelli proposti dai pulpiti mediatici, che invadono le nostre case e le nostre menti. Là troverai solo una parodia. Vuoi trovare la ricetta dell’amore vero? Metti le tue relazioni nelle mani di Dio.

Come prima di una scelta che può cambiare la vita ci sono giorni di grande indecisione e discernimento,quelli che precedono i festeggiamenti di San Valentino sono caratterizzati da grande frenesia. Santo, peraltro, certamente “marginale”, con tutto il dovuto rispetto, a confronto dei maestosi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa – insieme a san Benedetto – di cui la Chiesa fa memoria il 14 febbraio.

L’ansia da regalo invade il cuore degli “innamorati” che si apprestano ad offrire all’altare del dio pagano dell’amore, diciamo dell’“amoricchio”, (perché l’amore vero è altro!) il sacrificio di soldi, sesso e sentimenti.Ma questo tanto inneggiato “amore vero” che sarà mai? È la domanda che ha ispirato milioni di versi e magnifiche poesie, arti e battaglie. Sublimi storie a lieto fine e feroci delitti passionali. Eppure, sai, l’amore vero ha poco a che fare con il passionale e sentimentale.

Il nostro cuore nasce assetato di infinito e non c’è formula peggiore per la sua soddisfazione, del tentativo di dissetarci con bicchieri di “finito”. Niente di fisico, carnale o sentimentale può soddisfare la nostra anima fatta per guardare all’Amore Eterno. E proprio per questo è il primo bisogno che proviamo a pervertire: è quello primario. Eliminato l’ossigeno spirituale, l’uomo soffoca. Il motivo fondamentale per cui il sesso, l’amore carnale, viene deificato è la perdita della fede in Cristo. Perdendo Dio, si perde il senso e lo scopo della vita. Così si prova a dimenticare la propria miseria con esperienze temporanee e si tende a considerare l’amato e l’amata, la sua carne, come oggetto di adorazione. Ma è un “angelo” falso e resterà attraente per non troppo.

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Non siamo animali, e per noi il sesso non può essere la stessa cosa che per loro. Nell’animale non c’è disputa tra anima e corpo, in noi sì. Nell’animale c’è tensione, in noi volontà. Ma soprattutto un animale sente, l’uomo ama. Purtroppo, le relazioni umane sono imbevute di quel sentimentalismo spicciolo – con cui mortifichiamo anche la Fede – che è fine a se stesso. Se invece ti stai chiedendo cos’è l’amore vero, quello eterno a immagine di Dio – perché Dio è amore -, devi sapere che non è fatto di adorazione dell’altro, ma di guarigione. Se stare insieme non serve a correggere difetti e peccati, non è amore. Se non è lo sforzo, insieme, a perfezionare la vita e l’anima, non è amore, ma sensazione. Se quell’unione nasce nel peccato, lo nasconde o finge che non ci sia, non è amore, ma una specie di droga che serve a scappare dalle responsabilità della vita. L’Amore non corrompe passioni, istinti e desideri. Se è inseguimento, è una caccia, e prima o poi sarai la preda.

La risposta più autentica possiamo trovarla solo nel reale senso dell’Amore, quello con la “A” maiuscola. Quell’amore che si è fatto carne e si è donato senza se e senza ma, perché come egli stesso ha detto: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20,35). E se in Lui troverai la pace, la serenità e la vittoria, in un altro essere umano non troverai un pozzo capace di dissetarti per sempre. Metti da parte, per favore, le risposte sull’amore che ti hanno insegnato i falsi miti delle ideologie e quelli proposti dai pulpiti mediatici, che invadono le nostre case e le nostre menti. Là troverai solo una parodia. Un surrogato che non sazia e non soddisfa.

Non puoi pensare che scavalcare le responsabilità per abbandonarsi a ciò che senti, sia giusto. Quanto può durare una sensazione? Sentire è sempre figlio di uno stato d’animo e quindi soggetto ai mutamenti. L’amore vero non è sorprendere e sorprendersi, ma è innanzitutto prendersi. È la responsabilità di voler donare se stesso a qualcuno per sempre, e farlo insieme a Dio. Nell’amore cattolico non si è mai soli. Il resto è solo la degenerazione dell’amore. Vuoi trovare la ricetta dell’amore vero? Metti le tue relazioni nelle mani di Dio. L’amore è innanzitutto ciò che scegli e continui a scegliere. Il Cantico dei Cantici, uno dei libri dell’Antico Testamento, secondo l’interpretazione prevalente, contiene poesie che sono originariamente canti d’amore. Forse previsti per una festa di nozze israelitica, dovevano esaltare l’amore coniugale. E vi troviamo la parola «agape». Vocabolo che è diventato sinonimo dell’amore biblico, esprime l’esperienza dell’amore che diventa veramente scoperta dell’altro, superando il carattere egoistico. È l’amore che diventa cura dell’altro e per l’altro. Non cerca più solo se stesso. Che il tuo amore allora, quello che hai o quello che troverai, sia la copia del Suo Amore! E se vuoi festeggiare l’amore, partecipa oggi stesso alla Santa Messa: l’unica e inimitabile prova d’amore. Quella del vero Uomo e vero Dio che su quell’altare ci insegna il sacrificio di chi ama veramente. E ricorda: siamo fatti per l’assoluto, ma la perfetta felicità non la troverai qui. Quindi basta credere alle favole e inizia ad amare, cioè a rinunciare donando. A cercare il sacrificio. Inizia con l’innamorarti della Santissima Eucaristia, solo così imparerai l’amore vero.




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