Vita

In uscita “Unplanned” il film sull’aborto che ha registrato un enorme successo di pubblico negli USA…

Unplanned

di Elisabetta Pittino, Movimento per la Vita

Quasi 100 operatori sanitari coinvolti nella pratica dell’aborto hanno abbandonato quest’industria dopo averlo visto. Le organizzazioni pro-life hanno riscontrato un’incredibile impennata di adesioni e uno slancio di entusiasmo. Di cosa parliamo? Di “Unplanned” il film ispirato alla vera storia di Abby Jhonson.

Esce finalmente anche in Italia il film Unplanned tratto dall’omonimo best seller in cui Abby Jhonson, l’autrice, racconta la sua storia da direttrice di una delle maggiori cliniche abortive della Planned Parenthood a paladina delle donne e della vita nascente. 

Grazie a Federica Picchi e a Dominus Production by ESTPRETIOSA, il film, dopo una premiere a Roma con grande affluenza di pubblico, farà la sua uscita nazionale il 28-29 settembre prossimi, ma prima si potrà vedere in anteprima in altre città.

Unplanned vs Planned Prenthood, cioè non progettato, non pianificato, tutto ciò che ti può sorprendere vs genitorialità pianificata, pianificazione in generale, tutto ciò che chiude alla novità, alla creatività. È già nel titolo la forza straordinaria di questo film, da vedere, che si attiene fedelmente al libro… con un messaggio di speranza, di vittoria.

La storia, senza svelare troppo, è quella di Abby Johnson, una delle più giovani direttrici di una delle cliniche abortive più importanti in America, la Planned Parenthood. Crede nella libera scelta e desidera aiutare le donne che si trovano in un momento di difficoltà. Scoprirà che la realtà è diversa da quanto immaginava.

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La storia di questo film comincia dal lontano 2012 quando i registi e gli sceneggiatori Cary Solomon e Chuck Konzelman, “incontrano” il libro Unplanned di Abby Johnson e decidono di portarlo sullo schermo. “Da allora la produzione ha dovuto affrontare molte sfide che alla fine si sono trasformate in una bellissima storia di successo da raccontare” si legge nella presentazione. “Per Cary Solomon e Chuck Konzelman questo film è come un figlio” svela Federica Picchi, fondatrice ed amministratrice di Dominus Production. Sono stati vari gli “accadimenti speciali” ma in particolare ce ne sono due. Il primo è economico.

Dopo avere trovato gran parte dei finanziamenti per la realizzazione del film (costato circa 6 milioni di dollari), in fase di pre-produzione nel 2018, all’ultima settimana mancavano le sovvenzioni per iniziare le riprese. “La troupe intera pregò per un miracolo: Mike Lindell, imprenditore e fondatore della società My Pillow, contattò Cary e Chuck e donò appena in tempo (nell’ultimo giorno utile) un bonifico di 1 milione di dollari” proprio quello che serviva. Il secondo riguarda l’attrice protagonista Ashley Bratcher che interpreta Abby.  “I registi volevano un’attrice significativa, che vivesse il ruolo in modo intenso ma hanno avuto grandi difficoltà anche perché interpretare il suo personaggio veniva visto come altamente rischioso dal mondo cinematografico” racconta la Picchi. Anche in questo caso, quasi all’ultimo minuto si presenta Ashley Bratcher, “la carismatica ragazza della Carolina che s’imbarca su un volo 4 ore dopo aver ottenuto la parte e riesce a offrire una performance senza eguali, diventando coraggiosamente e virtuosamente il volto di Unplanned”.

Non è finita. Grazie ad Unplanned Ashley scopre qualcosa di molto importante per la sua storia. La futura protagonista chiama sua madre per dirle che ha ottenuto la parte. La madre la ascolta e piange… “Mamma, che c’è che non va?” chiede Ashley. La madre risponde: “Tu non lo sai, ma mi trovavo sul tavolo operatorio della clinica, pronta ad abortire te, quando in sala entrò un’infermiera incinta… e io scappai a gambe levate”. Qualche secondo e Ashley avrebbe potuto non esserci ed “oggi è il volto di Unplanned”. La stessa Abby Jhonson vedendola sul set ha detto: “Quella sono io”. Una pellicola rivoluzionaria che ha avuto un forte impatto culturale negli USA, nonostante la censura della stampa, che all’inizio l’ha silenziata, e un enorme successo di pubblico. Non sempre il lato vero, il reale ha spazio in questo nostro tempo, ma grazie a questo film l’opinione pubblica americana è stata un po’ scossa afferma la produttrice. Alcuni stati sono intervenuti nella legislazione sull’aborto chiedendo la sospensione dell’IVG al battito cardiaco del bambino, racconta Federica Picchi.

“Con l’aiuto dell’organizzazione di Abby Johnson And then there where none, quasi 100 operatori sanitari coinvolti nella pratica dell’aborto hanno abbandonato quest’industria dopo aver visto la pellicola. Le organizzazioni pro-life hanno riscontrato un’incredibile impennata di adesioni e uno slancio di entusiasmo. Innumerevoli testimonianze hanno rivelato il potere di guarigione del film nelle donne che hanno vissuto un aborto. “Io credo che questo film sia importante in primis per dare ai giovani la ricchezza di una storia vera, dell’esperienza di una persona che può avere fatto cose con cui noi non siamo d’accordo. Il messaggio che questa storia ci vuole dare è quello di non silenziare perché questo crea veramente tanto dolore. Non vorrei che questo film venisse visto come una crociata, o che creasse dei muri” dice la Picchi.

Il terzo soggetto toccato dalla banalizzazione dell’aborto (oltre alla donna e al bambino) secondo la Picchi è la società. La scena più importante secondo la fondatrice di Dominus Production è quella del vuoto: “Durante la pratica abortiva, da quel battito del cuore, da quella vita che senti poi si genera un vuoto”. “Ecco io credo che la nostra società abbia perso tantissimo, abbia perso tante unicità di tante persone che avrebbero potuto fare cose ottime o comunque essere parte del nostro cammino di vita e non le abbiamo con noi. Quindi questo film ci deve interrogare sul potenziale che la società ha perso con questa pratica che poi crea del dolore. Quindi silenziandola non si elimina il problema… anzi”.

“Un film da far vedere soprattutto agli adolescenti”, anche accompagnati, dice Federica Picchi, perché l’aborto “non deve essere silenziato”. La donna non deve essere lasciata sola sottolinea la Picchi. Dal 9 luglio al 27 settembre sarà possibile richiedere l’anteprima del film nella propria città attraverso il sito www.dominusproduction.com, dove tra l’altro potrete trovare i luoghi in cui sarà proiettato il film.




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