Briciole di Vangelo - Tempo di Pasqua

24 Maggio 2022

Il bene nascosto

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,5-11)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.

E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato»..

Il commento

Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io mene vada” (16,7). La situazione è oggettivamente drammatica eppure Gesù parla con l’atteggiamento di chi si prepara ad accogliere i frutti della vittoria: quella che i discepoli vedono come la fine della corsa, a lui sembra l’inizio della grande avventura. Questo dialogo tra Gesù e i discepoli rappresenta l’ennesima conferma di quell’antica parola profetica: “i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore” (Is 55,8). C’è sempre un’abissale differenza tra i criteri che Dio sceglie e quelli che noi utilizziamo nella vita ordinaria. Quando ci troviamo in mezzo alla tempesta, siamo portati a vedere solo la tempesta, vediamo le onde che rischiano di sommergere la nostra fragile barca e i pericoli che minacciano la nostra stabilità. Ed è facile cadere nell’angoscia. Era questa la condizione psicologica in cui si trovavano i discepoli. Anche se avevano creduto e certamente ancora si fidavano del Maestro, umanamente sperimentavano una palpabile sensazione di sconfitta che incuteva paura. In questa condizione, le parole di Gesù sono scandalosamente diverse da quelle che essi attendono di sentire: “È bene per voi che io me ne vada”. Il verbo greco [symphéro] significa letteralmente mettere insieme, portare insieme. Insomma indica un evento che si volge a loro vantaggio. Tutto sta per finire e lui chiede di custodire la speranza.

È bene per voi”, dice Gesù: c’è un bene nascosto che non possiamo misurare con le nostre ragioni, un bene che sfugge allo sguardo umano, un bene che solo Dio conosce. Il bene che Gesù annuncia non è quello che l’uomo percepisce con i sensi e misura con la ragione. Non poche volte la vita ci pone dinanzi ad un bivio: siamo chiamati a scegliere se restare fedeli alla parola del Vangelo o seguire le ragioni umane che nascono dall’istinto o dall’esperienza. Non sempre siamo in grado di camminare nelle vie di Dio, anzi tante volte facciamo esattamente il contrario. Oggi chiediamo la grazia di fidarci di Dio.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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