Castità

“L’educazione sessuale e quel vuoto lasciato dalla Chiesa nella mia adolescenza”

Davvero la Chiesa deve cambiare la sua versione sul sesso? Non deve piuttosto essere più fedele, presente e coraggiosa? I giovani non hanno bisogno di sentirsi dire ciò che vogliono. Hanno bisogno di verità.

Qualche giorno fa, per un lavoro che sto seguendo, mi sono capitate sotto agli occhi alcune interviste fatte a dei ragazzi per una ricerca che si occupava del rapporto tra i giovani e la fede. Mi ha colpito che molti di loro desiderano ancora una Chiesa vicina, che li prenda per mano e li accompagni. È molto bello vedere che tanti giovani si aspettano qualcosa dalla Chiesa, che non la ignorano ma la interpellano. Al contempo, però, ho notato che molti pensano che essa debba adattarsi al mondo, proporre ciò che le persone “vogliono sentirsi dire” e cambiare i suoi valori per poter essere seguita.

“La Chiesa cambi idea sul sesso”: la richiesta di alcuni ragazzi

F., ad esempio, invitata a lanciare un messaggio alla Chiesa afferma: “Fammi vivere in un mondo cristiano nella società in cui vivo. Non cinquant’anni fa. Io la vedo tutto ad uso e consumo delle vecchie che sgranano il rosario. Ho pochi punti di riferimento, nelle scelte che io devo fare adesso. Poi, ovvio, io capisco certe cose loro non potranno mai… tipo il sesso prematrimoniale […]. Ok, però almeno cerca di dare il via ad una forma di contraccezione, cerca di venirci incontro, tanto lo sai che siamo giovani, ci sono poche persone che fanno la scelta di tenere la verginità fio al matrimonio come dice la Chiesa”. Un altro ragazzo, C., è sulla stessa lunghezza d’onda e suggerisce: “Aprite gli occhi! Sulla realtà, sulla sessualità, sui preservativi: non solo in Italia, ma anche in altre parti del mondo. […] Ci sono questi missionari che dicono: astenetevi! E lo dicono oggi! Ma come si fa? […] Bisognerebbe cambiare le direttrici della Chiesa sul matrimonio dei sacerdoti, ad esempio…”. Non conosco il vissuto di questi ragazzi e mai, davvero, mi sognerei di giudicarli, ma mi permetto di porre alcune obiezioni.

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Davvero la Chiesa deve cambiare? Non deve piuttosto essere più fedele, presente e coraggiosa?

Ho trent’anni e da un po’ di tempo a questa parte – come i miei lettori sapranno – penso che i giovani abbiano tutto il diritto di aspettarsi qualcosa di più dalla Chiesa che vederla adeguarsi alla mentalità consumistica del mondo.

Io dalla Chiesa non mi aspetto che si apra al via libera sul sesso, ma che mi mostri con chiarezza e concretezza il valore del corpo, dell’intimità; che mi aiuti a dare un significato ad ogni gesto, che indichi la presenza di Dio nella relazione tra gli sposi, che mi aiuti a capire la grandezza dell’atto sessuale in una prospettiva cristiana, visto che Gesù riconosce ad ogni persona una dignità unica.

Io non mi aspetto che la Chiesa si adatti al mainstream dei media, ma che mi offra un’alternativa.

E dico questo anche perché ho sofferto l’assenza della Chiesa, quando più ne avrei avuto bisogno.

Il vuoto della Chiesa nella vita di molti adolescenti

Se ripenso alla mia adolescenza, mi viene in mente il vuoto della Chiesa. Ad un certo punto, i miei genitori sono rimasti “soli” nel propormi la purezza e la gioia di attendere la persona che avrei accolto per tutta la vita. E so di essere stata fortunata, perché almeno avevo una famiglia presente, che è stata poi decisiva, per aiutarmi a trovare la strada che mi ha condotto alla pienezza. A parte loro, però, il deserto.

La tv, il cinema, i giornali: tutti molto presenti con i loro messaggi. Tutti a dirmi che potevo vivere il sesso senza troppi scrupoli o che bastasse essere innamorati. Frequentavo la parrocchia, ero aperta a eventuali incontri sul tema della sessualità, anzi, li cercavo con interesse, ma gli unici a proporre serate di questo tipo erano i volontari di associazioni laiche, per i quali ciò che contava di più era il “sesso libero e sicuro”. 

Non priviamo i giovani del diritto a scoprire la bellezza del sesso

Ancora adesso, ripensando a tanti dubbi e tante ferite che mi sono procurata, mi chiedo dov’era la Chiesa mentre io diventavo donna. E con la Chiesa non penso solo ai sacerdoti. Perché la Chiesa siamo tutti. Siamo anche noi laici, sono anche gli sposi. Se attualmente scrivo articoli ogni settimana, se pubblico libri e accetto qualunque invito o intervista in ogni parte di Italia per parlare di sessualità, castità e dignità del corpo è perché non voglio che altri ragazzi si sentano così soli, in un mondo che parla tanto, mentre chi ha il messaggio più bello troppo spesso tace. Non sono parte del campione della ricerca, ma anche io ho un messaggio per la Chiesa, su questo tema cruciale, messaggio che rivolgo anzitutto a me stessa: non privare i giovani del diritto a scoprire la bellezza del sesso. Cara sposa di Cristo, abbi il coraggio di essere te stessa, fedele a Dio e salda nell’amore. Che è il sale di ogni cosa, anche del sesso. Se abbiamo conosciuto Gesù, non possiamo stare in silenzio mentre i nostri fratelli si bevono le bugie del mondo.




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.




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1 risposta su ““L’educazione sessuale e quel vuoto lasciato dalla Chiesa nella mia adolescenza””

Giovanni Paolo II disse: “E’ giunto il momento che in ogni parrocchia ci sia una insegnante del Metodo naturale”. Che poi vuol dire parlare della bellezza del corpo. Dalla bellezza del corpo parte l’idea della dignità e dell’attesa. I campi estivi sono una grande occasione per parlarne. La Chiesa non è indietro, semmai è “troppo” avanti. Ma essere esigenti non è una disgrazia,…..anzi.

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