MATRIMONIO E SESSUALITÀ

“Sappiamo cosa significa vivere male l’intimità sessuale”: il racconto di due coniugi risorti

Quando gli sposi diventano una sola carne, lo Spirito Santo scende sulla coppia unita nel sacro vincolo del matrimonio. Quante volte, però, viviamo male l’intimità sessuale, usando dei ricatti morali o vedendoci come strumenti di piacere? Oggi due sposi ci raccontano come sono usciti da queste logiche, causa di grandi sofferenze.

“In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà” (Mc 10, 28-31). Da quando ho scelto, nel mio piccolo, di lasciare tutto (genitori, amici, casa già presa in affitto…) per diventare giornalista e scrittrice al servizio della fede cristiana (decidendo di andare a studiare a Roma, dall’oggi al domani), ho sperimentato quanto questo passo del Vangelo sia vero. In particolare, mi colpisce la frase: “cento volte tanto in fratelli e sorelle e madri”.

Non fa una piega: è proprio quello che ho vissuto. “Che scoperta… – penserà qualcuno – Ci mancherebbe solo che non fosse attendibile Gesù Cristo, il figlio Dio, il verbo eterno del Padre”. È che mi stupisco sempre di come io, una persona piena di difetti e di limiti, posso dire insieme a san Pietro e agli apostoli che è davvero un investimento per la propria felicità e per le proprie relazioni seguire Cristo, a costo di lasciare tutte le umane sicurezze possibili. 

Grazie ai libri e agli articoli che oggi scrivo per diffondere il Vangelo, sto conoscendo realtà e persone meravigliose, in ogni parte d’Italia, dalle quali ricevo tantissimo. Tra loro, vorrei parlarvi di due coniugi che hanno saputo distruggere come pochi il proprio matrimonio (lo raccontano in assoluta sincerità) ma poi l’hanno visto rinascere, mediante la grazia del Sacramento del matrimonio. 

“In genere – raccontano in un libriccino che mi hanno donato – l’incontro con Gesù avviene quando ci si trova con le spalle al muro e così è successo a noi. Lo abbiamo incontrato durante la separazione. In questa situazione drammatica abbiamo chiesto aiuto al cielo, ciascuno personalmente, in due modi diversi, in due città diverse. E Gesù ha risposto. Ora possiamo e vogliamo dire a tutti: confidate nella potenza del sacramento del matrimonio. Usatelo! Avete una Ferrari tra le mani e la guidate a 30Km/h. Che spreco. Che noia”.

Prima di arrivare a questa consapevolezza, i due si sono procurati molte ferite, in tutti gli ambiti dello stare insieme. Oggi vorrei concentrarmi su una ferita in particolare: quella all’intimità coniugale, perché – sostengono – ci si può fare tanto male accostandosi male alla vita sessuale.

Il fulcro del matrimonio è l’unione dell’uomo e della donna in una sola carne. E allora, dicono questi coniugi: “gli sposi si feriscono profondamente proprio quando devono diventare una sola carne. È quello il momento in cui lo Spirito Santo scende sulla coppia unita nel sacro vincolo del matrimonio e ravviva il loro amore riempiendolo di grazia che si riverserà su tutta la famiglia”. Ma in che modo due sposi possono ferirsi nel letto nuziale? In che modo il sesso smette di essere vincolo di unione e diventa causa di distruzione?

Leggi anche: Il sesso? Occasionale, per amore, nel matrimonio: ma qual è il valore del sesso in sé? (puntofamiglia.net)

Esiste, a detta loro, “un modo offensivo ed egoistico di approcciarsi al rapporto intimo coniugale …quell’atto che dovrebbe far crescere la coppia nella comunione, nell’amore e nella santità è invece il primo a subire gli effetti del tempo”. Notano come da fidanzati sia molto più semplice avere rapporti sessuali, mentre col passare del tempo tante coppie o non vivono la sfera intima o la vivono controvoglia e raramente, senza coinvolgimento, senza amore reale ed effettivo.

Purtroppo, capita che nella sfera dell’intimità – senza arrivare a situazioni gravi di abuso fisico o psicologico – si usino dei ricatti morali, magari subdoli; ci si umili a vicenda quando la prestazione non è quella desiderata, si “pretenda il dovere coniugale”, invece di accogliere e comprendere l’altro o l’altra, di rispettare i suoi tempi. Capita che il marito o la moglie siano guardati e trattati senza rispetto, senza cura, senza tenerezza, che si cerchi solo il proprio appagamento, senza saper guardare neppure negli occhi la persona con cui si sta diventando una carne sola.

Così si perde la vera bellezza del sesso. 

Con la loro conversione, avvenuta dopo ventitré anni di fallimenti accumulati, i due coniugi hanno scoperto qualcosa di meraviglioso: “Questo atto, se vissuto come donazione totale di sé e non come atto egoistico, diventa col tempo sempre più puro, ci trasforma in persone sempre più rispettose dell’altro, accresce la comunione tra noi e favorisce l’amore e la fiducia reciproci”.

Se siamo in crisi nel nostro matrimonio, è proprio il caso di chiederci questo: come stiamo vivendo la nostra intimità? Come vorremmo viverla? Siamo consapevoli che è in quel gesto che Dio vuole farsi vivo e presente in mezzo a noi? Il primo passo per risolvere dei problemi è guardarli in faccia e chiamarli per nome…




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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