Fidanzamento e castità

“Fidanzamento casto? Voi siete da ricovero!”. Io rispondo con un video di 5pani2pesci

Foto: https://www.facebook.com/5pani2pesci/

“Vivere senza sesso un rapporto per tanti anni può essere controproducente”, mi ha detto un mio amico. La risposta a questa idea, in un video meraviglioso di Alessandra e Francesco, di 5pani2pesci: “Quando si vive in castità il fidanzamento, tutti i nodi vengono al pettine”.

Qualche giorno fa ho avuto un’accesa discussione con un ragazzo che, in riferimento al mio libro Casti alla meta. 50 sfumature dell’amore vero (Mimep Docete, 2020), ha preso a “insultarmi” bonariamente (lo conosco da molti anni e so che in fondo mi vuole bene…), dicendo che la castità prematrimoniale è “da persone che hanno bisogno di cura”

Di più, è da persone che hanno “difficoltà a provare desiderio”. Ha usato anche un nome tecnico, per definire questa malattia (perdonatemi se non lo ricordo, magari glielo richiedo), sottolineando come castrarsi e sopprimere gli istinti faccia tutt’altro che bene.

Vedendomi leggermente offesa per avermi dato della malata psichiatrica, si è ravveduto (“Ok, è una scelta personale e devo rispettarla”), senza retrocedere, però, su un punto: “Concorderai con me – mi ha detto – che è una scelta quanto meno particolare, non usuale” e che “vivere senza sesso un rapporto per tanti anni può essere controproducente, non di aiuto. Come fai a non voler conoscere l’altra persona anche sotto quel punto di vista?”.

Andando al cuore della questione, abbiamo capito che la differenza sostanziale, la più evidente, tra me e lui, è che per me anima e corpo non si possono scindere. Per lui sì

Dunque, l’amore è una cosa, il bisogno di fare sesso un’altra. “Non ogni volta che faccio sesso do il mio cuore a qualcuno”, mi ha detto.

Avendo esaurito tutte le mie parole nella discussione con Davide (nome di fantasia), oggi lascio la parola ad Alessandra e Francesco, del progetto 5pani2pesci. Ecco cosa testimonia Alessandra in un video:

Quando si vive in castità il fidanzamento tutti i nodi vengono al pettine. Questa cosa è fantastica. Di solito, quando incontriamo delle coppie di fidanzati che hanno problemi, mio marito chiede loro se vivono in castità oppure no. Se prima non la vivevano e poi decidono di viverla, tutti ti dicono come cambia il rapporto, e a che livello arriva il rapporto dopo…

Perché il rapporto, con la castità, prende tutta un’altra chiarezza. Casto vuol dire puro, limpido. E tu non vuoi un rapporto chiaro, limpido? O preferisci un rapporto in cui con il corpo dici una cosa, con i fatti un’altra? La castità ti dà la libertà di presentarti e anche di decidere strade diverse senza essersi compromessi. 

Leggi anche: Si può essere influencer della castità? L’avventura di Giada su Instagram (puntofamiglia.net)

Il marito, Francesco, presenta allora nel video la cosiddetta “psicologia della castità” (specificando che non c’entra nulla la fede!). La castità può essere una “scelta sensata” a prescindere dal credo religioso. Dice:

Nella relazione di coppia entrano in gioco tre fattori dell’essere umano: il corpo, le emozioni/sentimenti, e la razionalità.  

Quando le emozioni si fanno “addomesticare” dalla ragione abbiamo la responsabilità. E l’apice della responsabilità in una coppia è il matrimonio (se non sei cristiano e pensi che la convivenza sia il massimo, per il momento puoi mettere la convivenza qui… ma la “convivenza seria”: fatta per “tutta la vita”!).

Quando le emozioni vanno verso il corpo si chiama contatto fisico (tenerezza). In questo caso l’apice è fare l’amore. 

Francesco mostra su una lavagna ciò che lui chiama il “triangolo della castità”, in cui sentimenti, ragione e corporeità sono collegati e vanno di pari passo (“non posso fare l’amore con una ragazza che ho appena incontrato per strada, alla quale magari ho solo raccolto dei libri perché ci siamo scontrati, come non posso chiedere ad una ragazza che ho solo invitato ad una festa di fare un figlio insieme”).

Cosa succede se una ragazza incontra un ragazzo poco responsabile?

Succede che la relazione arriva ad un certo punto in cui lui dice: “Se non vieni a letto con me significa che non mi ami” e mentre dice questo, l’uomo inizia ad allontanarsi. La ragazza probabilmente per tenerlo stretto a sé si concederà, per poi concludere – quando lui se ne va poco dopo – che dei ragazzi non ci si può fidare.

A questo punto Alessandra riprende la parola: 

Se lui fa un passo indietro, anche tu devi fare un passo indietro! La relazione deve essere equilibrata. 

Non sbilanciata. Se lui fa un passo indietro nella responsabilità (“Non mi sento più sicuro di questa relazione”), per equilibrare la relazione bisogna fare un passo indietro nella corporeità (non un passo avanti!) 

Non puoi cederti completamente perché non vuoi perderlo, non puoi sbilanciarti con il corpo…

La cosa interessante del video è che Alessandra e Francesco sottolineano come questi ragionamenti non siano condivisibili esclusivamente da persone credenti e citano un libro scritto da una sessuologa atea, Thérèse Hargot, Una gioventù sessualmente liberata (o quasi), tradotto da Sozogno, e pubblicato in italiano nel 2017. 

Con buona pace del mio amico, la castità ha una sua logica. Condivisa da tanti. Se non altro, dalle migliaia di giovani che seguono con passione Alessandra e Francesco, che approfittiamo per ringraziare per la loro missione!

Per seguire questa coppia formidabile, potete cercare i loro video su Youtube. Oppure cercare le storie di Instagram (https://instagram.com/5pani2pesci) o iscrivervi al canale Telegram per ricevere i prossimi aggiornamenti (http://bit.ly/telegram-5p2p).




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.




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