STORIE DI RINASCITA

Il cantante Benji: “Ero strafatto e nudo in un parcheggio: un uomo mi parlò di Dio”

alba

Il cantante Benjiamin Mascolo, in arte Benji, si racconta a Luca Casadei, partendo dal suo esordio musicale. Spiega come è cambiata la vita con il successo: soldi, fama, pasticche, sesso facile, orge. Finché, una notte, si ritrova strafatto, in un parcheggio: ha solo un accappatoio addosso e sente che la sua vita fa schifo. Un uomo gli dona vestiti in nome di Dio… è l’inizio della rinascita.

Di Lisa Zuccarini

Vorrei parlare oggi dell’intervista realizzata da Luca Casadei a Benjiamin Mascolo, che ho avuto modo di ascoltare, per almeno tre motivi.

Il primo è che si tratta della confessione di un ragazzo “fortunato”, un giovane cantante che ha avuto prestissimo dalla vita successo, soldi e sesso libero, scoprendo sulla sua pelle che tutto ciò non basta per essere felici, anzi. 

La sua testimonianza coraggiosa dovrebbe essere ascoltata da tutti i ragazzi, bombardati da una comunicazione che propone fama e piacere istintuale come ragioni di vita validissime, indiscutibili.

Il secondo è che nel momento più basso della parabola della sua vita, alla raschiatura del barile, quando si è ritrovato strafatto di ecstasy nel parcheggio di un golf club, nudo, con solo un accappatoio addosso a elemosinare un passaggio per tornare a casa, a salvarlo è stato qualcuno che gli ha parlato di Dio (Benji era ateo fino a poco prima, oggi ha cominciato a riconsiderare la vita come un dono del Cielo).

Il terzo è che oggi Benjiamin sogna la felicità di nuovo e ha capito di volerla raggiungere continuando a coltivare la passione per la musica (che gli procura il pane), ma mettendo al centro il progetto di una famiglia sua, dando la vita per qualcuno che gli sopravviva, che sia oltre lui stesso. E credo che questa aspirazione genuina sia il sintomo di una vera rinascita, di un futuro di speranze che non si può che augurargli.

Però, ritorniamo all’inizio.

Benjiamin Mascolo è un neo-trentenne originario di Modena che placidamente si racconta, a partire dal suo esordio musicale.

Lavora in coppia con Fede (Federico Rossi) per anni, quando finalmente una casa discografica nota il duo e comincia il successo vertiginoso. 

Dal 2015 “Benji e Fede” diventano uno dei gruppi di riferimento per giovani e giovanissimi, gli impegni si susseguono, poco più che ventenni iniziano una vita totalmente stravolta nei ritmi e nelle abitudini. 

Certo, Benjiamin può permettersi qualsiasi cosa, guadagnando cifre incalcolabili, vive della sua passione per la musica, ma poi (come racconta lui stesso) le fan lo aspettavano sotto casa anche quando lui avrebbe gradito un po’ di privacy, e c’era chi chiedendo una foto a fine concerto lo toccava o baciava senza pudore, facendolo sentire un oggetto. In fondo, era qualcosa, non qualcuno, da poter comprare insieme al costo del biglietto dello spettacolo.

Leggi anche: “Entrai nel confessionale in peccato mortale, lì accadde il miracolo”: la storia di Andrea (puntofamiglia.net) 

Un piccolo inciso lo merita la sua famiglia di origine, di cui parla descrivendo in particolare la figura del padre, malato di SLA, impossibilitato all’autonomia fisica ma dotato di una grande tenacia e solidità, e la madre, amata e stimata, sempre a fianco del marito nella malattia. Nella sua testimonianza si percepisce un vero attaccamento per i genitori e per il fratello, decisivi nel percorso di rinascita.

Tornando invece al percorso lavorativo, “Dove e quando”, pezzo orecchiabilissimo rimasto nella memoria di molti, è uno degli ultimi successi della band, che si scioglie nel 2020 per il bisogno di Benji di ritrovare un’identità propria. La cerca volando in America, dove conosce Bella Thorne, attrice navigata che palleggia la fama sin da bambina. La loro storia, gioiosa nei primi tempi (“eravamo molto felici all’inizio, ci sentivamo due bambini innamorati”), diventa presto un chiaroscuro dove le ombre prendono via via più spazio. Bella è bisessuale, intrattiene rapporti con altre ragazze, lui subisce la situazione, dandosi l’alibi di voler vedere la sua ragazza felice

Intanto, si aprono le porte di Hollywood, dei party, delle conoscenze che contano. Il cantante diventa attore, viene scritturato per due pellicole in coppia con la fidanzata con cui è coprotagonista. Nei film (“Time is up” e “Time is up 2”, classici esempi del filone young adult, accompagnati nell’uscita dai rispettivi libri che impazzano tra i giovanissimi) recitano la parte melò dei soliti opposti che si attraggono, sullo sfondo drammi costruiti per veder lottare e trionfare l’amore tra picchi di sensualità estremizzati. Insomma, merce che tra i ragazzi fa presa in due secondi e mezzo.

Però, la vita vera è un’altra storia.

Mentre i fan impazzano guardando la coppia innamorata che sorride ai fotografi, la realtà è che Bella e Benji si stanno lesionando in una sessualità poligama (alla domanda dell’intervistatore in merito alla poligamia, “Come l’hai vissuta, che vita è?” Benji risponde “È una vita abbastanza assurda… La cosa stava andando a erodere piano piano la nostra intimità… Ha reso tossico il rapporto”). 

Nel frattempo, prende piede il consumo di droghe assieme a ogni forma di eccesso, fino all’apice più oscuro, in quella notte che si conclude il mattino dopo con Benji in accappatoio nel parcheggio di un golf club di Hollywood, in lacrime, con l’unico desiderio in testa di voler tornare a casa, mentre un uomo gli regala vestiti e scarpe in nome di un Dio dimenticato da troppo tempo.

L’intervista trova compimento nella descrizione del fratello, che vola in America per riportarlo a casa, e del papà infermo, che davanti al figlio prodigo ritornato in vita sceglie di disporsi all’ascolto silenzioso cucinando uova sode.

Oggi la famiglia e gli amici di sempre fanno cerchio attorno a questo giovane uomo che ha riscoperto nei desideri semplici una felicità possibile, nella consapevolezza di dover tenere alta la guardia contro i demoni che lo hanno soggiogato a lungo.

Questa è una storia in cui a salvare resta salda la famiglia: quella delle origini e l’altra che abita il cuore come un desiderio da realizzare. Il prima possibile perché, quando si scopre ciò per cui vale la pena vivere, non c’è più tempo da perdere.




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Lisa Zuccarini

Lisa Zuccarini, classe '83, è una moglie e mamma che ha studiato medicina per poi capire alla fine di essere fatta per la parannanza più che per il camice. Vive col marito e i loro due bambini. Dal 2021 ha scoperto che scrivere le piace, al punto da pubblicare un libro edito da Berica Editrice, "Doc a chi?!", dove racconta la sua vita temeraria di mamma h24 e spiega che dire sì alla vocazione alla famiglia nel ventunesimo secolo si può, ed è anche molto bello.

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