L’oblio della nostra nascita oscura l’idea di vita umana. Parola di Papa Leone XIV
Durante la visita all’UNESCO a Parigi, Papa Leone XIV ha introdotto il concetto della “venuta al mondo” per difendere la dignità della vita dal concepimento, invitando gli adulti a non dimenticare la propria originaria vulnerabilità per non trasformare l’esistenza in una merce.
Papa Leone XIV, il 25 settembre 2026, a Parigi, durante la sua visita alla sede dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, fondata nel novembre del 1945 con sede a Parigi) nell’ambito del suo viaggio apostolico in Francia, ha usato un’espressione nuova per parlare della dignità della vita umana a partire dal grembo materno. Secondo il Pontefice, basterebbe ricordarsi della nostra “venuta al mondo” per dire che ogni bambino concepito ha lo stesso “diritto” che abbiamo avuto noi. Ecco il punto, allora: “venire al mondo”. È un ragionamento bello, logico, semplice e da tutti comprensibile. Un ragionamento che non si oppone alla laicità e che potrebbe aver dato, forse, fastidio. Papa Leone XIV lo dice in modo gentile e “dimesso”. E questa è la sua forza convincente, sempre più ascoltata e amata dai giovani e non solo. In fondo, la “comprensione della realtà” non fa male a nessuno e spinge a scelte almeno “umane”, come ci dice il Pontefice.
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“Tutti nasciamo indigenti” ha detto il Papa, ricordando che “tutti nasciamo nudi e bisognosi”, “poveri per nascita” e bisognosi di pane, parole, cura e affetto.
“Il rischio dell’amnesia da adulti”, cioè quando le persone crescono e tendono a dimenticare questa originaria condizione di vulnerabilità.
Questo oblio (o amnesia) – ci fa sapere Papa Leone- distacca la vita dalla storia comune e condivisa da tutta l’umanità.
“La vita come dono e non come merce”: è un altro punto toccato dal Santo Padre. “Quando si perde la memoria della nascita, la vita cessa di essere percepita come un dono e come un richiamo alla responsabilità reciproca. Finisce invece per essere trattata come una merce o un prodotto da sfruttare, esponendo i più deboli e i bisognosi al rifiuto, allo scarto o all’inganno”.
Nel medesimo intervento all’UNESCO Papa Leone XIV ha esortato a “fare memoria della nostra comune umanità”, per riscoprire il valore intrinseco e magnifico della persona e della sua libertà, che comincia proprio nel momento in cui, da figli, rispondiamo ai primi gesti di cura e affetto di chi ci circonda.
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