Senzatetto

La concretezza di papa Francesco per i senzatetto

di Ida Giangrande

Dormitori aperti 24 ore su 24, sacchi a pelo di tipo alpino in grado di proteggere dal freddo pungente e macchine dove poter trascorrere la notte: questa l’iniziativa di papa Francesco per affrontare il gelo insieme ai senzatetto.

Freddo, gelo e neve, l’Italia alle prese con un clima rigido, sembra essere lo scenario ideale per ricordare l’arrivo dei Magi. Può capitare però che, nel 2017, passeggiando tra i giardini del lungarno Santarosa a Firenze ci si imbatta nel cadavere di un clochard, ucciso da un’ondata anomala di freddo e gelo. Un uomo senza documenti, riconosciuto dalla testimonianza di un altro senza tetto. Non è stata la sola vittima di questi giorni, eppure è già polemica per l’assenza di servizi adeguati all’assistenza dei senza fissa dimora. Indicativa invece l’iniziativa di papa Francesco, che ha voluto i dormitori aperti anche durante la giornata e la disponibilità di automobili dove poterli ospitare di notte. “Abbiamo aperto i nostri dormitori per tutti lungo le 24 ore – riferisce l’elemosiniere del Papa, suo braccio caritativo per tutte le situazione di difficoltà nella Capitale e non solo – e anche se non ci sono più i posti-letto per dormire, chiunque bussa viene accolto e può restare al caldo, ricevendo tè, caffè e da mangiare. Questo avviene nel dormitorio in Via dei Penitenzieri, vicino al Vaticano, in quello delle suore di Madre Teresa e in quello di Via Rattazzi, aperti 24 ore su 24”. E non è tutto, sembra infatti che per coloro che non vogliono allontanarsi dai posti in cui stazionano di solito, sia stato previsto un dono particolare: sacchi a pelo termici, in grado di isolare dal freddo. “Purtroppo – spiega ancora mons. Krajewski – ci sono anche persone che non si vogliono muovere da dove stazionano di solito. A loro in questi giorni portiamo sacchi a pelo speciali, del tipo alpino, resistenti a temperature di meno 20 gradi”.

Sempre ai senzatetto che, per loro problemi psicologici, non si vogliono muovere dai loro posti e venire nei dormitori: “Abbiamo messo a disposizione le nostre auto dell’Elemosineria apostolica: le lasciamo lì la sera, in modo che possano passarci la notte dentro, e andiamo a riprenderle la mattina. La macchina naturalmente non si può lasciare accesa la notte, perché è pericoloso, ma come rifugio è già qualcosa”. Questo è accaduto, ad esempio a una senzatetto di 85 anni che staziona in Piazza della Città Leonina, a ridosso delle mura vaticane, e che in queste notti ha dormito nella Fiat Qubo messa a disposizione dall’elemosiniere pontificio.

“Facciamo tutto il possibile – sottolinea mons. Krajewski, la cui opera concordata di continua col Pontefice è finanziata interamente con le offerte per le pergamene con le benedizioni papali – soprattutto con i dormitori che non chiudono mai e dove chiunque bussa trova riparo e accoglienza: in Via dei Penitenzieri, oltre ai posti-letto, abbiamo 40 sedie, e quindi aiutiamo chi viene anche in questo modo”.

Collaborano con l’Elemosineria anche soldati dell’Esercito, mentre per tutto l’anno c’è anche una squadra di Guardie Svizzere che coadiuva mons. Krajewski nei suoi giri notturni per la città. “Questo avviene sempre – ribadisce l’arcivescovo polacco, per tutti ‘padre Corrado’ -, ora abbiamo moltiplicato questi servizi. Ai senza dimora portiamo anche minestre calde, tramezzini e cioccolata calda, quanto mai necessaria per fornire calorie”.




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