UOMO E DONNA

Volgarità e assenza di virilità nell’uomo? Le ragazze non si abituino

“Se l’uomo si comporta in modo rozzo e la donna non fa nulla per rimproveralo, lui impara che quel comportamento è accettabile. Ma quando le donne si aspettano di essere trattate con dignità, avviene qualcosa di straordinario: gli uomini scoprono che devono diventare dei gentiluomini se vogliono godere della compagnia delle donne”.

Mi hanno colpito molto queste parole di Jason Evert. Le ho lette recentemente nel libro, “Come trovare l’anima gemella senza perdere l’anima”, che ha scritto assieme alla moglie Crystalina.

Ripenso a queste parole ogni volta che vedo ridacchiare una ragazza davanti ai turpiloqui di un gruppo di uomini, ogni volta che vedo una donna in silenzio o compiacente davanti a battute volgari, ogni volta che delle ragazze, invece di ribellarsi all’oggettificazione dei loro corpi, la alimentano credendo che sia una forma di emancipazione e che solo così potranno avere l’attenzione dell’altro sesso. 

La donna ha il potere di donare la sua grazia al mondo e di portarla nella vita dell’uomo

Gesù dice: “Se il sale perde sapore, con cosa lo si renderà salato?”. Allo stesso modo, se la donna perde la sua grazia, chi gliela donerà? Chi la offrirà all’uomo e alla coppia?

Sia chiaro, dobbiamo prendere le distanze dall’idea che l’uomo sia sostanzialmente un “cavernicolo”, la donna una principessa avvolta in petali di rose. Entrambi hanno un potenziale di dolcezza, affabilità, gentilezza, spirito di servizio, così come entrambi possono utilizzare cattive maniere e risultare poco decorosi nei comportamenti. Entrambi possono essere aggressivi.

È indubbio, però, che la donna abbia per predisposizione più delicatezza dell’uomo. 

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Se la donna accoglie la vita in sé, l’uomo la proietta fuori di sé 

Lo stesso corpo femminile parla di questa delicatezza, il suo corpo è più dolce, è pensato per accogliere la vita, per farsi culla: antropologicamente parlando, per farsi abbraccio. L’uomo ha un corpo completamente diverso, più “ruvido”, più muscoloso, pensato per stare “in piedi” di fronte ai problemi e alle fatiche, pronto a difendere la diade madre-bambino nei momenti difficili.

Dunque, se il punto di forza della donna è la grazia e l’accoglienza, sarà lei che, primariamente, porterà questo in una coppia.  

Se la donna è portata più facilmente a comprendere che in una relazione c’è bisogno di rispetto e gentilezza, non smetta di pretendere questo da chi le sta                                                                                                                                     a fianco, non smetta di far presente che l’amore si manifesta con gesti di attenzione. La donna può e deve mettere in chiaro, quando inizia una relazione, come vuole essere trattata. Scendere a compromessi non le farà “tenere un uomo”, le farà “perdere sé stessa”.

Quale idea di virilità abbiamo?

Non è negando la mascolinità che si educa un uomo; non è rendendolo “femminile” che si riduce la sua tossicità. Al contrario, la donna può aiutare l’uomo a scoprire la sua virilità. 

Essere virile, secondo un’antropologia cristiana, significa che l’uomo sa dare la vita per coloro che ama, è retto e onesto, non mente, ha il coraggio di assumersi delle responsabilità, custodisce il mistero della vita che si origina nella donna ma coinvolge entrambi, cerca di essere puro, vede la donna e il corpo femminile come un dono, utilizza parole appropriate, accetta un rifiuto, chiede scusa per le sue mancanze, cerca di capire la sensibilità della donna e si impegna nella quotidianità, non compie solo gesti di presunto eroismo per colpire la donna.

Con qualcuno così vale la pena intraprendere una relazione. Se vi offrono di meno non è amore, è una trappola.




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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